Chiudi i social, basta scrollare: diventiamo eremiti digitali
Ore, giornate intere a scrollare sui social e le menti sopraffatte dall’inadeguatezza. Non sei tu sbagliato, devi solo smettere di seguire.
Sono passate tre ore da quando hai aperto quel social e stai scrollando. Non riesci a fermarti ma dentro di te sai che è passato un tempo indefinito e i video non hanno quasi più senso. Dopo l’ennesimo video che ti fa sentire sbagliato, non conforme, non realizzato, non attraente o in forma, preso dalla frustrazione, chiudi tutte le app. Poggi la testa sul cuscino e ti senti vuoto. Con tre ore della tua vita perdute per sempre.
I social network, le celle di detenzione diffuse
In un periodo storico in cui crisi economica e sistemi geopolitici altamente instabili sono una pressa sulle nostre coscienze, cerchiamo spesso l’evasione: un momento di svago per liberarci dalle informazioni negative, dai dati preoccupanti e dalle incertezze sul futuro. Erroneamente molti pensano che quei momenti dedicati a scrollare sui social, possano regalarci quella sensazione tanto ricercata.
Nulla di più lontano dalla realtà. I social sono il luogo di maggior diffusione di tutto ciò che ci avvelena la mente, l’anima. Siamo rinchiusi, in ostaggio senza richiesta di riscatto da un meccanismo che si nutre della nostra voglia di evadere. I social pur non essendo oggettivamente la realtà, è il contenitore fatto da quest’ultima. Che sia abbellita, edulcorata, i social non ci distraggono del tutto, continuano a fornirci tutte quelle informazioni che ci rendono frustrati, impotenti, inadatti.

Crediamo inoltre di essere liberi di scegliere cosa guardare, ma lo sappiamo bene che il nostro carceriere, l’algoritmo, sceglie per noi. Ci conosce fino in fondo? Conosce quello che guardiamo più spesso, che alle volte non coincide per forza con ciò che ci piace davvero. Lui non distingue il senso di curiosità dalle passioni, da ciò che davvero seguiamo per volontà. Ed ora che sei intrappolato nel flusso perchè non farti spendere dei soldi?
Tra un video e l’altro, i social diventano la nuova piazza del mercato
Molti utenti hanno lamentato un cambiamento sostanziale durante il rituale dello scrolling: dopo un paio di video di contenuti “normali” si presentano loro, le collaborazioni e le adv. Un meccanismo al quale dovremmo essere abituati, soprattutto per coloro che vengono dall’altro contenitore di video e pubblicità: la Tv.
Oltre alla frustrazione di rispecchiarsi in non altro che nel fallimento mai elogiato sui social, ecco che migliaia di prodotti di cui tu non hai bisogno ti vengono proposti, come una raffica di pallottole dritta in testa. Denaro, Compra. Vendi. Video che ti portano a scrollare oltre, sempre di più, cercando contenuti che in fondo nemmeno ti interessano. Tutto questo facendoti precipitare in un loop mortale.
“Smetti di seguire” è il vero superpotere
Nel tempo ci siamo ritrovati dentro ai social a passare da semplici fruitori curiosi, a far parte inevitabilmente del seguito di qualcuno. In un momento dove magari abbiamo preso coscienza che forse era arrivato il momento di allenarci, allora seguiamo qualche fit influencer, con i suoi consigli su schede di allenamento e piani alimentari. (Non hai di certo tutti quei soldi da spendere per un nutrizionista e un personal trainer!) Ecco qui i nuovi guru del benessere, che ti dicono che volere è potere, che il cambiamento in te stesso sei tu stesso, “no pain no gain”, se lei o lui ce l’ha fatta ci riuscirai anche tu, se segui questi 8 passaggi per rinascere.
Alcuni dicono che sono riusciti grazie a loro. Tu non ce la fai quindi pensi di essere tu il problema. Quel gluteo alto e sodo non l’avrai mai, quei pettorali perfetti sono solo utopia. C’è solo una soluzione: smetti di seguire. “Unfollowa”, passa oltre. Il senso di potenza e libertà nel momento in cui selezioni il “non seguire più” è la vera chiave del benessere. Adesso respira. Stai ancora scrollando? Bene, se trovi qualcos’altro che ti fa sentire a disagio hai il potere: smetti di seguire.
Safe place
Al giorno d’oggi è quasi impossibile allontanarsi definitivamente dai social, ma c’è chi ha messo la parola fine. Anche alcuni tra i personaggi dello star system, hanno scelto di allentare o mollare definitivamente la presa da essi.
Molti personaggi famosi si sono allontanati dai social media per proteggere la propria salute mentale, definendo i social ambienti tossici pieni di pressioni. Tra loro spiccano Tom Holland che ha fatto una pausa per la salute mentale e Selena Gomez, che ha delegato la gestione del suo account, dopo averlo cancellato nel 2017. Altri, come Miley Cyrus, Louis Tomlinson e Shonda Rhimes, hanno preso le distanze per gestire meglio la propria immagine o per concentrarsi su altri aspetti della vita, evidenziando una tendenza crescente tra le celebrità a proteggere il proprio benessere psicologico dai social media.
Negli ultimi giorni circolano notizie anche sull’abbandono dei social da parte della nostrana Laura Pausini: «Sono luoghi di odio e rabbia. Passavo troppo tempo davanti allo schermo, ora voglio stare con persone reali alla luce del sole».
I social che per molti possono essere posti sicuri, quando si trova una community non tossica in cui ci si ritrova con le proprie passioni, per altri sono solo luoghi in cui si cerca di schivare l’odio. Molti hanno anche paura di commentare per non essere vittima di shitstorm o addirittura minacce . Lo schermo che per i timidi e buoni d’animo, può essere uno scudo per poter esistere, per altri è come un carro armato: mezzi pesanti di distruzione senza paura del rinculo.

Con identità fake, senza foto profilo, user56470347 è un’arma di distruzione di massa: ti insulta, ti deride, ti augura la morte, ti consiglia di buttarti dalla finestra, dice che verrà ad uccidere la tua famiglia. User56470347 è un terrorista che pare nessuno possa fermare e tu con il tuo nome e cognome, con la foto della tua faccia e i tuoi video non troppo studiati sul feed personale (sono video fatti per divertirti alla fine), non intervieni. Non vuoi che user56470347 si scagli contro di te o i tuoi video, facendoti diventare un meme. Dov’è questa libertà d’espressione? Dov’è questo safe place? Perché stai ancora scrollando?
“Lo giuro, domani smetto…”
C’è stato uno studio recente finanziato dal Dipartimento delle Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri e affidato al Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità, che ci mostra un quadro preoccupante: inserisce a pieno titolo nell’elenco dei disturbi comportamentali anche la dipendenza dai social.
Questo studio specifico è tarato su una fascia d’età compresa tra gli 11 ai 17 anni, però non è un problema relegato solo ai giovanissimi. Crediamo che con l’avanzare dell’età ci sia più coscienza e buon senso per porsi dei limiti, una finestra di razionalità aperta e pienamente funzionante che ci permetta di non cedere inerti alla dipendenza da social? I giovani sono sicuramente più fragili, con meno compartimenti stagno per garantire una sopravvivenza sui social.
Forse è per questo che l’Australia ha adottato una nuova misura proprio rivolta ai minori: è il primo Paese al mondo che impone il divieto dell’uso dei social media per gli utenti sotto i 16 anni. Tutti al di sotto di questa età perdono quindi accesso ai propri account con siti comprendenti Youtube, TikTok, Facebook, Snapchat, Instagram, X, Reddit, Twitch e Threads. Si prevede che questi siti abbiano già preso misure per rimuovere account intestati a utenti sotto i 16 anni in Australia, e per prevenire che questi possano registrare nuovi account.
Ed ecco che corre in soccorso papà proibizionismo, sempre pronto a mettere in chiaro le cose quando le dipendenze sfuggono di mano. Magari quando i veri papà e mamma di questi giovani non hanno fatto altro che mettere in mano ai loro giovanissimi figli tablet e smartphone per tenerli buoni. Tutto è una conseguenza di una tossicità preesistente.
Non esiste una vera soluzione
Esatto, non esiste una soluzione unica ed equilibrata. Siamo noi a scegliere. Sempre. Dire addio totalmente ai social diventa il nuovo modo di estraniarsi dal mondo, un nuovo concetto di eremitaggio digitale. Ma dire no ai social non è dire addio all’essere presenti nell’oggi. Noi siamo il digitale, noi viviamo su internet, non esistiamo senza essere connessi alla rete. Decidere di diventare eremiti digitali è comunque una scelta che non ci espropria da questi territori. Decidiamo solo di percorrere strade alternative, di prendere la stradina di campagna lontani dal traffico e dalla fiumana di utenti alle prese con like, cuoricini e condividi.
Scollegati, non importa che tu ti cancelli o meno da quel social, scorri pure. Sarà la tua mente sopraffatta a lanciare i segnali e noi dobbiamo solo ascoltare quel segnale. Non ignorare questo contenuto, è il più importante che tu possa vedere per te e la tua salute mentale.


