Sahle-Work Zewde, la prima donna presidente in Etiopia

Di Sabrina Landolina – Sahle-Work Zewde, diplomatica, eletta presidente all’unanimità dai membri dell’Assemblea parlamentare federale il 25 ottobre 2018. Continua a leggere “Sahle-Work Zewde, la prima donna presidente in Etiopia”

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Silvia Romano e il silenzio degli ingenui

Di Maddalena Tomassini – Sono passati 13 giorni da quando Silvia Romano è stata rapita. Dicembre è iniziato accompagnato dai canti di Natale e dalle polemiche che avvolgono il nostro Paese. Assoluto silenzio, invece, vige da venerdì sul destino della cooperante italiana. Continua a leggere “Silvia Romano e il silenzio degli ingenui”

Nigeria, un inferno sulla Terra da cui silenziosamente si cerca di scappare

Di Saida Massoussi – La Nigeria è il Paese più popoloso del continente africano con circa 250 gruppi etnici che rappresentano una grande varietà di lingue, costumi e tradizioni. Continua a leggere “Nigeria, un inferno sulla Terra da cui silenziosamente si cerca di scappare”

Presentazione del dossier “Violenze invisibili”

Di Simonetta Viola – Il 2018 è un anno che ha visto come protagonisti sbarchi, migrazioni, diritti umani, nuove elezioni, giochi politici, cambiamenti economici. La fine di questo anno geopolitico si preannuncia ancora più affascinante di quanto possiamo immaginare: tra inaspettate alleanze e nuovissimi attori in campo ci aspettiamo movimenti geopolitici sconvolgenti. Continua a leggere “Presentazione del dossier “Violenze invisibili””

Consiglio Europeo: sui migranti la montagna Europa partorisce un topolino

Di Antinea Pasta – Tra scaramucce, ilarità e minacce di veti, alle 5 del mattino di venerdì scorso arriva il tanto sospirato accordo sulla questione migranti. Accordo che, con il passare delle ore e il susseguirsi di dichiarazioni dei vari leader europei, si sgretola nella sostanza degli impegni assunti. Continua a leggere “Consiglio Europeo: sui migranti la montagna Europa partorisce un topolino”

Tutte le strade portano al Mediterraneo

Di Augusto Manzanal Ciancaglini – Gli ultimi eventi nel suo ambiente naturale spingono l’Italia a fare l’opposto del premeditato isolamento del suo nuovo governoNel 2011, in coincidenza con l’inizio della “Primavera araba”, gli arrivi di immigrati sulle coste italiane aumentarono in modo esponenziale; la caduta del regime di Ben Ali in Tunisia e la guerra civile in Libia (sobillata dall’aggressione della NATO a Tripoli, n.d.r.) saranno la propulsione di un fenomeno che verrà riaffermato dopo la morte di Mu’ammar Gheddafi. La Libia è diventata il principale paese di transito verso l’Italia, grazie ad un’instabilità che ha creato anche il terreno di coltura ideale per lo scoppio del traffico di esseri umani. Continua a leggere “Tutte le strade portano al Mediterraneo”