Questa non è l’America: recensione dell’ultimo libro di Alan Friedman

Xenofobia e discriminazione diffusa, povertà sempre più in crescita, l’incubo delle assicurazioni sanitarie e un presidente controverso e imprevedibile. Questi sono tra i temi che il giornalista e scrittore americano Alan Friedman affronta nel suo ultimo libro, “Questa non è l’America “, un’analisi approfondita degli Stati Uniti d’America prima e dopo l’elezione del suo 45esimo presidente, Donald Trump. Continue reading “Questa non è l’America: recensione dell’ultimo libro di Alan Friedman”

Inchiostro Virtuale | “Incendi estivi”, l’attesa di un’emozione sempre più indefinibile

La vita prima

Prima dei cellulari, prima di internet, prima dei social, io ricordo che avevo una vita. Diversa; migliore. Noi tutti l’avevamo – noi anziani, intendo. E ce l’ho fatta appena in tempo per avere un’adolescenza: spensierata, orribile, semplice, burrascosa, autentica, contraddicente. Un’altalena, un vortice – come per ogni generazione, certo! -, ma mi sento di poter affermare che è stata soprattutto meno contaminata; inevitabilmente meno contaminata. Continue reading “Inchiostro Virtuale | “Incendi estivi”, l’attesa di un’emozione sempre più indefinibile”

Nauru: l’isola della vergogna

Immersa tra le onde del Pacifico, appena sotto l’equatore, l’isola di Nauru è la Repubblica indipendente più piccola al mondo. Conta appena 10 mila abitanti, su di un territorio vasto 21,4 chilometri quadrati. L’isola dell’arcipelago della Micronesia, ha conosciuto tempi d’oro durante il 900, quando vennero scoperti diversi giacimenti di fosfato. Continue reading “Nauru: l’isola della vergogna”

50 anni di boom: la Fiat 500

Era il 1957 e l’Italia, uscita distrutta dal secondo conflitto mondiale, conclusosi appena dodici anni prima, stava gettando le basi per quello che poi verrà riconosciuto come “Miracolo Economico”, ossia, quel periodo che va dal 1957 al 1968 dove il nostro Paese conobbe tassi di crescita superiori al 6% ed entrò nel Gotha dei Paesi più sviluppati del mondo. Continue reading “50 anni di boom: la Fiat 500”

34 anni fa l’attentato a Rocco Chinnici: l’intuito eccezionale strappato all’Italia della legalità

Sono passati trentaquattro anni da quando un’autobomba esplodeva in via Federico Pipitone, nella mattina del 29 luglio 1983, con l’obiettivo di eliminare il giudice Rocco Chinnici. Insieme a lui, muoiono anche gli agenti presenti davanti l’abitazione del magistrato, il maresciallo Mario Trapassi, l’appuntato Salvatore Bartolotta, e il portinaio Stefano Li Sacchi, tutti investiti in pieno dalla deflagrazione dei 75kg di esplosivo dentro la 126 verde parcheggiata davanti il portone. In quest’occasione l’orrore ha coperto ogni cosa, ma le intuizioni e la perspicacia del giudice che ideò il pool antimafia – divenendone di fatto il “pioniere” – rimangono ancora oggi nella memoria collettiva, in particolar modo in quella dei colleghi che hanno collaborato nella lotta a Cosa Nostra. Continue reading “34 anni fa l’attentato a Rocco Chinnici: l’intuito eccezionale strappato all’Italia della legalità”

Emanuela Loi: un angelo biondo al servizio dello Stato

Una cascata di riccioli biondi, un sorriso aperto al mondo e un’autentica passione per la vita, una divisa troppo larga per una ragazzina, la fierezza e l’orgoglio negli occhi lucenti di chi vuole difendere lo Stato: guardando l’immagine più nota di Emanuela Loi, si coglie questo e tanto, tanto altro. Continue reading “Emanuela Loi: un angelo biondo al servizio dello Stato”

L’eredità di Mosul ai suoi figli

Il 9 luglio Mosul (in arabo conduttore) ha potuto per un attimo aprire i polmoni. La città è stata proclamata libera dall’Isis. Libera dagli attacchi, certo, ma attaccata a quelle macerie di morte, città rimasta fantasma e vuota. Abitata da vite in rovina con creature dissacrate sulle spalle, o mano nella mano, o in braccio, o in grembo. Mosul, che di figli morti ne ha colme le radici, è anche la culla di tutti quei figli della “nuova generazione”. Qui non c’è nulla al 2.0 che non sia il numero di cadaveri, solo con più zeri. Mosul non ha nulla di nuovo se non una “tradizionale disperazione”, un dolore genetico e un’eredità di ricordi: l’unico patrimonio di un mondo al lastrico. Continue reading “L’eredità di Mosul ai suoi figli”