Meme e opere d’arte, curiosità dietro una risata
I meme realizzati utilizzando opere d’arte sembrano quasi aumentare il livello di umorismo di ogni battuta. Ma di cosa parlano le opere dietro alcuni meme? Oggi ne vediamo due.
Sarà capitato a molti di voi di incrociare, nel vostro scrolling sui social, immagini divertenti di questo genere, ovvero meme che usano come base dipinti di opere d’arte più o meno famosi, decontestualizzati e reinterpretati per essere divertenti.
Ma vi siete mai chiesti qual è l’origine di queste opere? Oggi faremo insieme un piccolo viaggio nella storia.
Il meme speranzoso con Unione di Anime di Max Švabinský
Unione di Anime de 1896 è un olio su cartone di Max Švabinský (17/09/1873 – 10/02/1962).

L’opera mostra due figure fuse in un abbraccio in ambiente bucolico, la figura maschile ha uno sguardo molto intenso mentre la figura femminile, più rilassata, tiene gli occhi chiusi. È molto evidente il contrasto cromatico tra i due personaggi che oltre a differenziare le due figure ne sottolinea alcune caratteristiche simboliche.
L’artista rappresenta un uomo, probabilmente in preda ai pensieri e ai turbamenti, che viene rincuorato dalla figura femminile, una femme fatale che non risulta seducente per caratteristiche legate alla sua forza emotiva ma attrae per la sua leggiadria e bellezza. Questo genere di figure femminili è tipico della fine dell’ottocento e ha molti elementi simili alle donne angelo.
A sottolineare la leggerezza della fanciulla ci sono sia il tessuto dei suoi indumenti che il colore bianco candido, viceversa la pesantezza dell’uomo che viene posizionato più in basso mostra il suo attaccamento alle preoccupazioni e ai pensieri materiali, dai quali la ragazza, col suo abbraccio, vuole privarlo. Nel meme è proprio l’ambiguità dello sguardo dell’uomo a creare una connessione con la battuta.
La Giovane decadente dopo il ballo, rappresenta un po’ tutti noi il lunedì mattina
Giovane decadente dopo il ballo è un’opera di Ramon Casas (04/01/1866 – 29/02/1932) un pittore spagnolo molto influente nell’alta borghesia Barcellonese.

Malgrado le correnti avanguardistiche stavano influenzando la Spagna, l’artista, divenuto famoso per la ritrattistica borghese, non ne veniva influenzato. Possiamo invece trovare dei legami stilistici con un artista contemporaneo Italiano ma molto attivo in Francia, ovvero Giovanni Boldini (1842 – 1931) uno dei maggiori interpreti della Belle Epoque.
L’opera mostra questa giovane donna di nome Madeleine, gettata su questo divano verde stanca del ballo, come suggerisce il nome dell’opera. Indossa questo lungo vestito nero che contrasta fortemente con lo sfondo mettendola paradossalmente in luce.
Il quadro mostra un momento di realismo quotidiano, ispirandosi e sfidando la grande rivale della pittura di quegli anni, la fotografia.
Il braccio della ragazza cade verticalmente verso terra, mentre la sostiene il divano come in un abbraccio, ne possiamo trovare un richiamo alla Pietà di Michelangelo ma anche all’opera La morte di Marat.
Ovviamente non per i significati ma per la potente composizione delle figure. Il braccio infatti traccia una retta immaginaria che guida lo sguardo verso il centro della scena e viceversa.
Ma possiamo trovare un altro significato molto attuale: un legame decadente con la routine dei doveri di tutti i giorni. Quel momento dove le nostre membra vengono obbligate a sollevarsi dal suono di una sveglia e dai doveri improrogabili, ci porta quasi allo stesso stato emotivo della nostra Madeleine.

Spunti sulla visione femminile di fine ’800
Durante il decadentismo, la figura della donna seducente e ingannatrice si diffonde sia in letteratura che nell’arte, partendo dalla Francia e dai quartieri che saranno il centro culturale dell’Europa.
La donna ingannatrice, nelle opere d’arte, che circuisce gli uomini grazie alla sua bellezza si scontra con la figura femminile della donna angelo. La grande diffusione della prima, testimonia come i cambiamenti sociali stavano già portando a un percorso di emancipazione femminile che si scontra col giudizio della borghesia, la quale preferiva che le figure femminili fossero rappresentate solo per la loro bellezza e sensualità, come nel dipinto di Casas.
Di conseguenza la donna rimane una figura sensuale, bella ma vuota di significati più profondi o verso un’eventuale dissolutezza. Diversamente da altri artisti di quegli anni che ebbero più libertà, come lo stesso Boldini, che caratterizza le sue modelle con sguardi ed espressioni estremamente accattivanti o al più noto Henri de Toulouse-Lautrec che nelle sue opere riusciva a mostrare le sue modelle anche con riferimenti sessualmente espliciti e con forti critiche alla decadenza della società.

Nel dipinto di Švabinský è più facile riconoscere la figura della donna angelo piuttosto che della femme fatale, l’unico dubbio che può sorgere è nello sguardo vagamente preoccupato dell’uomo che potrebbe far riferimento anche ad altre opere di quegli anni, come al lavoro di Edvard Munch.
Munch vede nelle figure femminili il male più grande per l’uomo, identificando come figure positive solo la sorella e la madre. Tutte le altre distraggono dagli obiettivi e sono rappresentate come mostri vampiri che privano di energia l’uomo. Una visione ricorrente nel pensiero della penisola scandinave in quegli anni.
Un nuovo modo di vedere i meme
Partendo da due meme ispirati a due opere poco conosciute siamo arrivati a parlare di temi molto attuali, offrendo visioni di un passato molto più vicino di quanto ci si potesse immaginare.
I meme nell’epoca digitale riescono a dare alle opere una seconda vita e un nuovo metodo di diffusione che può essere sfruttato per ampliare i nostri orizzonti.
di Andrea Peres
In copertina Il difensore di Honoré Daumier (utilizzato per molti meme)


