I limiti economici dell’Unione Europea: cosa rende l’Unione così fragile?

La politica fiscale

Uno dei maggiori limiti europei è sempre stato rappresentato dall’assenza di una reale leva di politica fiscale. Questa assenza è resa ancor più evidente se la raffrontiamo alla profondità dell’integrazione raggiunta in campo monetario, dove la presenza della BCE, evidenzia una struttura quasi compiutamente federale. Quello della politica fiscale è un problema che accompagna la costruzione europea fin dall’inizio e rappresenta uno dei settori nel quale la gelosia della sovranità statale è maggiore. Continue reading “I limiti economici dell’Unione Europea: cosa rende l’Unione così fragile?”

I limiti economici dell’Unione Europea: cosa rende l’Unione così fragile?

La divergenza di sviluppo territoriale

Quando il progetto dell’Unione europea fu ideato, la consapevolezza del grande divario economico e sociale tra le varie zone dell’Unione era presente. Per questo motivo, lo scopo dell’Unione Europea era quello di promuovere, al proprio interno, l’armonizzazione tra queste aree attraverso una vera e propria politica di coesione economica e sociale. Il Trattato di Roma è stato il primo step che ha messo in risalto, sebbene solo per le aree rurali ed agricole, questa disparità all’interno di quella che allora si chiamava Comunità Economica Europea. Continue reading “I limiti economici dell’Unione Europea: cosa rende l’Unione così fragile?”

La solita vecchia Unione europea

L’Unione europea volge le spalle, ancora una volta, all’Italia sul tema dei migranti. Non una sorpresa, di certo, ma al vertice di Tallinn la delegazione italiana sperava quantomeno di registrare un’apertura di metodo nell’approccio a un problema ormai diventato endemico e ingestibile. E, invece, nulla di fatto.  Continue reading “La solita vecchia Unione europea”

Un’ipotesi di uscita non volontaria dalla zona euro

Nelle opinioni pubbliche europee l’argomento dominante al momento, a causa delle ravvicinate elezioni in molti paesi, è legato alla vittoria di forze “populiste” che spesso propugnano, nei propri programmi, il referendum sulla permanenza nell’eurozona o nell’Unione Europea tout court. Al riguardo, è fiorita una “letteratura” sui vantaggi e gli svantaggi della permanenza o dell’abbandono dell’eurozona. Continue reading “Un’ipotesi di uscita non volontaria dalla zona euro”

Il bivio d’Europa: le tornate elettorali che cambieranno per sempre l’Unione

Il 2017 sarà un anno cruciale per le sorti dell’Europa unita: superato lo shock della BrExit, in cui l’Unione ha visto l’abbandono di uno degli Stati più influenti dell’intera politica comunitaria, il Regno Unito, oggi Bruxelles guarda con attenzione agli sviluppi delle campagne elettorali del cosiddetto “nocciolo duro” dell’ Unione. Le consultazioni in Francia ed in Germania, alle quali si è aggiunta quella nello stesso Regno Unito forniranno una visione post-BrExit essenziale per l’UE. Continue reading “Il bivio d’Europa: le tornate elettorali che cambieranno per sempre l’Unione”

Wilders vuole il governo ma serve una coalizione

Geert Wilders, un personaggio che da mesi sta suscitando clamore nell’Unione Europea che vuole arginare i casi di “ammutinamento”, sta cavalcando quella crescente ondata di populismo antieuropeista che nei Paesi Bassi – di cui si parla poco – rappresenta una delle correnti più forti del Paese e ne fa uno dei paesi più euroscettici dell’intero continente. Wilders, segretario del Partito per la Libertà (PVV) sembra sulla buona strada per vincere le elezioni che si terranno a marzo, e a sostenerlo è la prevalenza dei sondaggi nazionali che giudicano prevedibile una vittoria del partito di estrema destra. Wilders è infatti posizionato oltre il 20% delle preferenze dei cittadini olandesi. Un ottimo risultato in un sistema divenuto tripolare. Continue reading “Wilders vuole il governo ma serve una coalizione”

Da simbolo dell’Unione europea a bersaglio preferito dai partiti euroscettici: i 25 anni del Trattato di Maastricht

Venticinque anni fa si apriva lo storico Consiglio europeo che avrebbe sancito l’intesa dei Paesi Cee sul Trattato di Maastricht, noto anche come Trattato dell’Unione europea. La firma del testo sarebbe poi arrivata nel febbraio 1992 e l’entrata in vigore nel novembre 1993. Il Trattato di Maastricht fissa le regole politiche ed i parametri economici necessari per l’ingresso dei vari Stati aderenti nella suddetta Unione. L’accordo sul testo di Maastricht fu il frutto di laboriose trattative tra i diversi partner europei e scaturiva dalla ferma volontà della Comunità di dare una forte risposta al terremoto geopolitico causato dal crollo del muro di Berlino, dalla riunificazione delle due Germanie e dall’implosione dell’Unione sovietica. Quella di Maastricht è stata comunque una svolta importantissima nella storia dell’intero processo d’integrazione europea. Quali le conseguenze e le ripercussioni a livello economico ma anche politico per il cammino dell’Europa? A venticinque anni di distanza come e perché si continua a ragionare sui vincoli stabiliti a Maastricht? Su quali argomenti facevano invece leva gli oppositori di allora e fanno leva quelli di oggi? L’Unione europea attuale dovrebbe restare ancorata fortemente a quanto venne deciso allora oppure dovrebbe rimettere tutto in discussione? La sopravvivenza dell’intera costruzione europea passa anche (se non soprattutto) dalle risposte che si sapranno dare a questi interrogativi. Continue reading “Da simbolo dell’Unione europea a bersaglio preferito dai partiti euroscettici: i 25 anni del Trattato di Maastricht”