Dieci anni di Eco Internazionale, siamo ancora qui: un viaggio lungo e affascinante

Dieci anni di Eco Internazionale, siamo ancora qui: un viaggio lungo e affascinante

Dieci anni fa iniziava il viaggio di “Eco Internazionale”. L’idea originaria era semplice ma al tempo stesso ambiziosa: creare una piattaforma informativa sulla politica internazionale. Una decina di studenti dell’allora facoltà di Scienze Politiche di Palermo, mossi da entusiasmo e passione, davano vita a un blog, sul quale venivano pubblicati i primissimi articoli: “Putin, i due volti dello zar” (Valentino Billeci), “Costituzione sospesa. La Turchia perde pezzi di democrazia” (Daniele Monteleone), “Brexit sì, Brexit no: i rischi politici del referendum per Cameron” (Mario Montalbano).

Il seguito crescente dei nostri lettori e la rapidità con la quale il nostro gruppo riusciva ad allargarsi numericamente furono gli ingredienti fondamentali per trasformare l’idea originaria in un vero e proprio progetto editoriale. Settimana dopo settimana, mese dopo mese, “Eco Internazionale” si dava quindi un assetto sempre più strutturato, dal punto di vista associativo e redazionale.

Prima della fine del 2016 “Eco Internazionale” veniva registrata come associazione culturale, diventando così una realtà formalmente e giuridicamente riconosciuta. Nessuno in quel momento (nemmeno il sottoscritto, lo confesso sinceramente) conosceva le prospettive di quel viaggio, ma forse proprio per questo, a bordo di quella nave saliva tanta gente, disponibile a dare il suo supporto concreto. Il viaggio continuava spedito nonostante le insidie con le quali un equipaggio eterogeneo come il nostro doveva, inevitabilmente, fare i conti.

La tappa del 16 maggio 2019 è probabilmente la più affascinante dell’intera navigazione: registrazione della testata giornalistica presso il tribunale di Palermo. Sì, è tutto vero: “Eco Internazionale” è un giornale a tutti gli effetti. D’altronde l’organizzazione che ci eravamo dati fin da subito prevedeva quei ruoli caratteristici di una testata, dal direttore ai responsabili delle rubriche, dal caporedattore ai singoli redattori. La politica del doppio binario (associativo e redazionale) ci garantiva stabilità anche durante le tempeste affrontate tra il 2020 e il 2021.

Il rischio di interrompere il nostro viaggio era altissimo, ma la volontà di proseguire ha prevalso su qualsiasi altra motivazione. La revisione dello statuto associativo con annessa nuova registrazione all’agenzia delle entrate, nonché l’apertura di una partita IVA, rappresentavano due ulteriori passi formali di cui il nostro progetto aveva bisogno per garantirsi la prosecuzione tranquilla del viaggio.

Negli anni recenti abbiamo fatto i conti con il moltiplicarsi degli impegni di tutti quanti e inevitabilmente, con il progressivo passaggio dal mondo dell’università a quello del lavoro, il tempo da dedicare al nostro progetto è diminuito notevolmente. Il viaggio di “Eco Internazionale”, seppure a velocità di crociera ridotta, è andato avanti, perché l’idea semplice ma al tempo stesso ambiziosa che ci accomunava all’inizio ci unisce ancora oggi.

Dieci anni di Eco Internazionale, siamo ancora qui: un viaggio lungo e affascinante

Quegli studenti di allora sono cresciuti, passando dagli esami universitari ai concorsi pubblici, dalle lauree ai matrimoni e alcuni anche agli omogeneizzati (sì, siamo già ai figli di Eco). Sono passati dieci anni da quel 16 marzo 2016 e siamo ancora qui, consapevoli di aver fatto un viaggio lungo e affascinante.

A tutti quelli che in questi dieci anni hanno fatto parte, in qualche maniera, della grande famiglia di Eco, ai lettori del nostro giornale e ai sostenitori della nostra associazione, vogliamo rivolgere un Grazie immenso: senza il vostro aiuto quotidiano, questo viaggio non sarebbe mai arrivato fin qui.

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