Labubu, il pupazzo che vale più dell’oro: mania globale e aste da capogiro
Sono piccoli, misteriosi e sempre più costosi: i Labubu non sono solo pupazzi, ma un vero culto globale. Cosa c’è dietro la mania da collezione più esplosiva del momento?
Dimenticate i giocattoli tradizionali: la nuova ossessione globale si chiama Labubu. Questi pupazzetti dall’aspetto bizzarro e irresistibile sono ormai protagonisti indiscussi del web e dei social, dove ogni “unboxing” diventa virale. L’aspetto più intrigante? Ogni confezione è una sorpresa totale: non sai quale personaggio ti capiterà finché non apri la scatola. Ed è proprio questo il segreto che alimenta la febbre da collezione.
Dai feed Instagram alle stories su TikTok, i Labubu sono ovunque: appesi alle borse di celebrity come Rihanna, David Beckham e Dua Lipa, ma anche oggetto di desiderio di milioni di appassionati. Alcuni fan sono disposti ad affrontare file chilometriche per mettere le mani su pezzi rari, altri arrivano a spendere cifre astronomiche pur di aggiudicarsi un esemplare esclusivo.

Un caso emblematico? Un Labubu a grandezza naturale è stato recentemente battuto all’asta in Cina per oltre 1,08 milioni di yuan (circa 130 mila euro). L’esemplare turchese, alto ben 131 centimetri, è stato venduto da Yongle International Auction, una casa d’aste solitamente dedicata ad arte e gioielli, che per l’occasione ha puntato tutto sui toys da collezione.
Durante l’evento – il primo al mondo interamente dedicato ai Labubu da collezione – sono stati messi all’asta 48 pezzi, compresi altri modelli oversize, come quello da 160 cm marrone, venduto per poco meno. Gli esemplari più piccoli hanno toccato comunque i 1.000 dollari l’uno. A detta del fondatore Zhao Xu, Labubu «sta rapidamente evolvendo da fenomeno pop cinese a icona artistica globale».
E la corsa non si ferma: sono previste aste mensili in streaming e collaborazioni esclusive. In corso c’è una vendita speciale curata da Pharrell Williams, con modelli personalizzati dal brand giapponese Sacai: si partiva da 300 dollari, ma le offerte hanno già superato i 3.000 dollari per ciascun pezzo.
Anche in Italia il trend si fa sentire: Milano ha appena inaugurato il secondo store ufficiale. Al contrario, nel Regno Unito le vendite nei negozi fisici sono state sospese per motivi di ordine pubblico. Le file interminabili portavano persino a scontri fisici tra collezionisti.


