Lucky Girl Syndrome, positività tossica nella cultura digitale

Lucky Girl Syndrome, positività tossica nella cultura digitale

Lucky Girl Syndrome è è davvero tutto una questione di mindset? Il trend virale che promette fortuna a chi ci crede divide psicologi, femministe e utenti digitali.


C’è un mantra che da oltre due anni spopola su TikTok: “Sono fortunata. Tutto funziona sempre a mio favore.” Lo ripetono ragazze giovani, sorridenti, spesso davanti a uno specchio o mentre fanno skincare. Si chiama Lucky Girl Syndrome ed è una delle espressioni più virali della cosiddetta “cultura della manifestazione”, una corrente che mescola pensiero positivo, legge dell’attrazione e spiritualità light. Ma cosa c’è davvero dietro questo trend? E soprattutto: è innocuo o nasconde qualche insidia?

Cos’è la Lucky Girl Syndrome?

Il termine è diventato popolare grazie all’influencer Laura Galebe, che nel 2022 ha dichiarato di ottenere tutto ciò che desidera semplicemente credendo fermamente di essere una persona fortunata.

Lucky Girl Syndrome, viralità della positività tossica nella cultura digitale

Il meccanismo è semplice: se pensi di meritare tutto il meglio, l’universo ti restituirà ciò che immagini. Una sorta di wishful thinking 2.0, cucinato per i social.

Su TikTok, l’hashtag #LuckyGirlSyndrome ha superato 250 milioni di visualizzazioni, e nel 2025 è ancora vivo e vegeto. Il concetto si è ampliato, diventando uno stile di vita. Video motivazionali, diari della gratitudine, morning routine a base di affermazioni positive: tutto sembra contribuire a costruire la propria fortuna… almeno a parole.

Il fascino della positività semplice

In tempi incerti, tra crisi economiche, precarietà e burnout, la Lucky Girl Syndrome offre una via di fuga. È rassicurante pensare di avere il potere, mentale e spirituale, di cambiare le cose. In un mondo che chiede performance costanti, questo trend propone un’illusione di controllo che rassicura, soprattutto le ragazze tra i 16 e i 30 anni. Non a caso, il fenomeno è molto legato a contenuti femminili e femministi — o presunti tali — veicolando l’idea che “volersi bene” e “credere in sé stesse” basti per ottenere tutto.

La Lucky Girl Syndrome tra illusione e tossicità

Ma non tutti ci cascano. Molti psicologi e divulgatori social stanno denunciando i rischi nascosti del trend. Il primo è la positività tossica: se tutto dipende dalla tua mente, allora ogni fallimento è solo colpa tua. Niente più contesto, privilegi, sfortuna o ingiustizie sistemiche. La manifestazione diventa un’arma a doppio taglio, che colpevolizza chi non “riesce” abbastanza.

Anche la dimensione classista è evidente: è più facile credere nella fortuna se si parte da una situazione già stabile. In questo senso, la Lucky Girl Syndrome rischia di alimentare una narrazione individualista e meritocratica che non tiene conto della realtà sociale.

Aspetto culturale e pressione di genere

C’è poi un aspetto profondamente di genere: il trend si rivolge quasi esclusivamente alle donne, suggerendo che basti “pensare positivo” per sfondare in un mondo in cui le disuguaglianze sono ancora molto radicate. Una narrazione comoda anche per il sistema, perché addossa alla singola persona il peso della propria riuscita, lasciando intatti i meccanismi che la ostacolano.

Esistono alternative più realistiche alla Lucky Girl Syndrome?

Alcuni esperti propongono alternative più equilibrate, come il metodo WOOP (Wish, Outcome, Obstacle, Plan), sviluppato dalla psicologa Gabriele Oettingen, che combina desideri e pianificazione concreta. Anche la scrittura su diari e il journaling possono aiutare a coltivare consapevolezza, senza cadere nell’autoinganno.

Nel 2025, la Lucky Girl Syndrome ci parla del nostro desiderio di controllo, bellezza e successo in un mondo che ci lascia spesso impotenti. È un trend affascinante, che attinge alla speranza, ma va usato con consapevolezza. Crederci può essere un primo passo. Ma non dovrebbe mai diventare una gabbia mentale dove il fallimento diventa un peccato, e la realtà un dettaglio trascurabile.

Scopri di più da Eco Internazionale

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere

Scopri di più da Eco Internazionale

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere