Giornata internazionale del libro: il potere sovversivo della lettura

Giornata Internazionale del Libro e il potere sovversivo della lettura

Il 23 aprile è la Giornata internazionale del libro: una giornata per celebrare il più grande mezzo di conoscenza e di libertà.


La Giornata internazionale del libro e del diritto d’autore si celebra ogni anno il 23 aprile, una data tutt’altro che casuale. In questo giorno del 1616 morirono tre giganti della letteratura mondiale: Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Inca Garcilaso de la Vega. L’UNESCO ha scelto questa data nel 1995 per celebrare il libro come strumento di conoscenza, scambio culturale e difesa della libertà di espressione.

Nata con l’intento di promuovere la lettura e la protezione del diritto d’autore, oggi questa giornata assume nuova rilevanza: in un mondo in cui la verità è spesso messa in discussione, le parole diventano terreno di scontro politico, culturale e sociale.

Anche le ultime difficoltà nel mondo dell’editoria e dell’uso delle AI, ha messo in discussione temi come quelli legati alla creatività umana spesso eclissata dalla tecnologia dell’intelligenza artificiale.

Leggere come atto di resistenza

In un’epoca dominata da contenuti rapidi, immagini istantanee e informazione mordi-e-fuggi, scegliere di leggere è già una forma di resistenza. Resistere al rumore, alla velocità, alla superficialità. Leggere significa rallentare, approfondire, aprirsi alla complessità. Ma è anche resistere a ciò che vorrebbe ridurre il pensiero critico: le censure, le uniformità culturali, le manipolazioni narrative.

Ogni libro letto in profondità è un atto di ribellione contro l’appiattimento. È un modo per rivendicare il diritto al dubbio, alla pluralità delle voci, al pensiero libero. In questo senso, la lettura non è solo un passatempo: è una scelta politica, una difesa della nostra autonomia mentale.

Libri pericolosi: quando la lettura sfida il potere

Oltre l’importanza della Giornata Internazionale del Libro, vogliamo ricordare che esistono libri che fanno paura. Perché mettono in discussione il potere, sovvertono narrazioni dominanti, aprono gli occhi. Libri che sono stati censurati, bruciati, banditi e proprio per questo diventano ancora più necessari.

Come 1984 di George Orwell, o Il buio oltre la siepe di Harper Lee. Assolutamente attuale come riflessione ritroviamo Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood. Persepolis di Marjane Satrapi, come anche i I versi satanici di Salman Rushdie: tutte queste sono opere che hanno scosso coscienze, disturbato regimi, alimentato dibattiti. In molti Paesi, ancora oggi, leggere certi titoli è un atto clandestino, se non criminale.

In un’epoca in cui perfino le biblioteche vengono messe sotto accusa, celebrare la lettura significa anche difendere il diritto a leggere ciò che dà fastidio, ciò che interroga, ciò che rompe il silenzio.

Libri nel mirino: la nuova censura nelle biblioteche statunitensi

Negli ultimi anni, negli Stati Uniti si è registrato un preoccupante aumento delle richieste di rimozione di libri da scuole e biblioteche pubbliche. Secondo il rapporto 2024 dell’American Library Association (ALA), il numero di contestazioni formali contro libri ritenuti “inappropriati” ha raggiunto livelli record: oltre 4.200 titoli presi di mira in un solo anno. La maggior parte di questi volumi affrontano tematiche legate all’identità di genere, sessualità, razzismo, storia coloniale o religioni non cristiane.

Titoli come Gender Queer di Maia Kobabe, The Hate U Give di Angie Thomas, Fun Home di Alison Bechdel o Beloved di Toni Morrison sono finiti al centro di crociate morali, spesso promosse da gruppi conservatori organizzati. In molti casi i libri vengono rimossi in via preventiva per evitare “polemiche”, con un effetto silenzioso ma devastante: l’autocensura.

Giornata Internazionale del Libro e il potere sovversivo della lettura

In alcuni stati – come Florida, Texas e Missouri – sono state approvate leggi che facilitano la rimozione dei libri dalle biblioteche scolastiche e impongono controlli sistematici sui materiali considerati “non adatti ai minori”. Bibliotecari e insegnanti, in diverse occasioni, sono stati minacciati, sanzionati o costretti a rimuovere intere collezioni.

Questo clima ha generato una vera e propria guerra culturale sull’accesso alla conoscenza, che non riguarda solo i titoli, ma l’idea stessa di cosa significhi educare e formare cittadini critici. Come ha affermato la presidente dell’ALA, Lessa Kananiʻopua Pelayo-Lozada: «Negare l’accesso ai libri significa negare la possibilità di comprendere il mondo e se stessi. Le biblioteche non sono luoghi neutri, ma spazi attivi di democrazia».

La censura dei libri in Italia: un fenomeno silente, ma presente

Anche in Italia la questione della censura dei libri nelle biblioteche e nelle scuole è tutt’altro che sconosciuta. La rimozione di libri per motivi politici o morali è un fenomeno che, seppur meno esplosivo, si verifica in vari contesti. In Italia il dibattito non è sempre pubblicamente acceso, ma sono comunque emerse preoccupazioni relative a tentativi di limitare l’accesso a determinati contenuti.

Nel 2021, il Ministero dell’Istruzione italiano ha emanato delle linee guida per la gestione dei contenuti nelle scuole, che, purtroppo, sono state talvolta interpretate in maniera restrittiva. Alcuni insegnanti e bibliotecari hanno denunciato pressioni politiche, in particolare per la rimozione di testi che trattano di tematiche come l’identità di genere, la sessualità o l’immigrazione. Questi libri vengono talvolta etichettati come “inappropriati” o “pericolosi”, specialmente quando si tratta di letture destinate a giovani lettori.

L’episodio più eclatante è avvenuto nel 2019, quando la lettura di Piccole donne di Louisa May Alcott, un testo che non ha mai subito censura prima, è stata messa in discussione in alcune scuole italiane, accusato di perpetuare stereotipi di genere. Altri testi, come quelli di Veronesi, Saviano o alcuni scrittori LGBTQ+, hanno subito critiche simili, alimentate da una parte della politica conservatrice che vede in essi una minaccia all’ordine tradizionale.

Anche le biblioteche scolastiche, in particolare, possono trovarsi nel mirino per aver deciso di acquistare libri considerati controversi. Ciò ha portato a richieste di revisione dei cataloghi, con pressioni per rimuovere opere che trattano temi di diritti civili, immigrazione o disabilità, accusate di “provocare disordini” tra i lettori più giovani.

Tuttavia, nel nostro Paese ci sono anche molte iniziative che contrastano la censura. Associazioni come Libera o Italia Nostra, oltre ad organizzazioni culturali, si impegnano per tutelare la libertà di espressione nelle biblioteche e per sensibilizzare contro ogni forma di censura. 

Leggere per non smettere di pensare

La Giornata Internazionale del Libro ci ricorda che leggere è un diritto, ma anche una responsabilità. Non basta sfogliare: serve scegliere, cercare, interrogarsi. Perché ogni libro può essere un seme di cambiamento. E in tempi bui, come ci ricorda Ray Bradbury in Fahrenheit 451, leggere è l’ultima forma di libertà.

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