Leggendo un libro si torna a volare

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La Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore ci ricorda che un buon libro è un ottimo compagno di viaggio, persino nei momenti più difficili


«Siamo caduti da una moto in corsa, tutti quanti, e ci siamo fatti male pesantemente… tutti quanti; la pandemia ci ha schizzati via da quella moto, costringendoci a fare i conti con le nostre ferite, con la strada che avevamo davanti e con quella che c’eravamo lasciati alle spalle». Si esprimeva così, tra le righe, lo scrittore Alessandro Baricco in un’intervista rilasciata a Marco Montemagno, un anno fa circa.

Il libro come fuga dalla realtà

Pensando ai sopravvissuti, come in guerra, i libri sono stati tra i pochi ad essersi salvati da questa caduta, o meglio, sono stati tra i pochi ad averci aiutato a raccogliere i pezzi di un veicolo che forse non sarebbe riuscito a fermarsi prima dello schianto, e sono stati tra i pochi ad averci spinto a rimetterli insieme, quei pezzi, uno dopo l’altro.

La letteratura e il mondo dell’editoria più in generale, hanno saputo incredibilmente resistere alle intemperie provocate dal Covid, tanto da indurre i governanti a riaprire le librerie prima del tempo, durante lo scorso lockdown, e a lasciarle aperte persino in zona rossa. La cultura soffre, è vero, ma di una parte di essa, per fortuna, non possiamo proprio fare a meno.

Leggere ci consente, infatti, di continuare a sperare sempre, di assaporare esperienze persino restando dentro casa, di fuggire dalla realtà che ci circonda in direzione di nuovi orizzonti, inesplorati, sconosciuti, fantasiosi, unici e molto spesso condivisibili. Il libro e la lettura rappresentano un mezzo indispensabile per la conoscenza approfondita di sé e degli altri, per la formazione dei cittadini futuri e per il futuro stesso di un Paese e, in un periodo di incertezza e di precarietà come quello che stiamo vivendo, ci permettono di guardare avanti fiduciosi trasportando il pensiero altrove, là dove tutto è possibile.

Il potere della letteratura è rivoluzionario, un potere che ha la capacità di preservare, nel tempo, saggezza e consapevolezza all’interno di una comunità. Al pari del cibo nei supermercati e dei farmaci nella farmacie, i libri sono stati classificati nei vari Dpcm come un bene di prima necessità, di cui le persone, a dispetto delle distrazioni “social-digitali”, possono a stento fare a meno.

leggere un libro
La Giornata Mondiale del Libro

Dal 1996, il 23 aprile di ogni anno, viene celebrata la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore istituita dall’UNESCO; la data scelta si collega al fatto che in questo stesso giorno, nel 1616, morirono tre famosissimi scrittori della storia: Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Garcilaso de la Vega.

Leggenda narra che in Spagna, per la precisione in Catalogna, dove questa giornata dedicata ai libri si festeggia dagli inizi del Novecento, proprio il 23 di aprile, in memoria di San Giorgio, i librai sono soliti regalare una rosa (simbolo del santo) per ogni libro venduto.

L’obiettivo della Giornata Mondiale del Libro è quello di promuovere e tutelare la lettura, la pubblicazione di libri e la protezione dell’attività intellettuale attraverso il copyright; così, con il coinvolgimento attivo di tutte la parti interessate – autori, editori, insegnanti, bibliotecari, istituzioni pubbliche e private, ONG e mass media – l’UNESCO s’impegna a diffondere, valorizzare e approfondire una moltitudine di aspetti legati, appunto, all’universo editoriale e a selezionare, di anno in anno, la città che sarà deputata a rivestire il ruolo di Capitale Mondiale del Libro: per il 2021 è stata selezionata Tbilisi in Georgia, per il 2022 Guadalajara in Messico.

In Italia, dal 23 aprile al 31 Maggio, partirà il ben noto Maggio dei libri, un’iniziativa ideata nel 2011, dal Centro per il Libro e lettura del Ministero della Cultura, e rivolta in particolare a tutti coloro che non amano leggere o che leggono poco perché non abituati o scarsamente stimolati. L’edizione speciale di quest’anno, che si terrà online, celebra l’importante anniversario dantesco a 700 anni dalla sua morte.

Una quarantena fatta di parole

Insomma, il 2020 passerà alla storia come un anno di emergenza, che ha visto interi settori industriali, economici e culturali entrare profondamente in crisi; ciononostante la pandemia ha saputo anche innescare, se non in alcuni casi accelerare, cambiamenti radicali negli usi e nei consumi individuali e collettivi, una trasformazione che ha investito, come si è visto, anche il mondo del libro e della lettura.

Nei mesi della quarantena fiduciaria, gli italiani, in effetti, sono tornati a leggere con un’intensità di gran lunga superiore rispetto al periodo precedente. I lettori sono passati dai 26,3 milioni di ottobre 2019 ai 27,6 milioni di ottobre 2020 e il fatturato complessivo ha registrato un +2,3% a fine 2020, con una tendenza in crescita anche nelle prime otto settimane del 2021 (+25% nei libri di stampa). Gli italiani che leggono libri cartacei fra i 15 e i 75 anni d’età sono il 55%, il 61% considerando anche e-book e audiolibri.

«Evidentemente nei libri e nella lettura abbiamo cercato, se non delle risposte, un modo per mettere ordine alle domande, per dare un senso alle inquietudini e alle angosce di questo momento così delicato» queste le parole di Marino Sinibaldi, presidente del Centro per il libro e la lettura, a conclusione dell’incontro con il Ministro Franceschini per la presentazione del Libro bianco sulla lettura e i consumi culturali in Italia (2020-2021).

In definitiva, i libri hanno, senza dubbio, rappresentato un vaccino efficace contro il degrado e la disperazione che abbiamo patito, tutti, negli ultimi mesi; sono stati l’ancora di salvezza rispetto a tante, tantissime giornate no, l’antidoto alla solitudine anche per molti pazienti tenuti lontani dai propri cari, e per citare nuovamente Baricco, «il chiodo quotidianamente piantato in una sequenza di momenti ripetuti e uguali fra loro, quasi atemporali».

D’altronde, non ci dimentichiamo che personaggi intramontabili come Gramsci e Mandela hanno affrontato il buio della prigionia proprio grazie allo studio e alla lettura, ai libri e all’esercizio del pensiero illuminato, che non muore mai. Leggere vuol dire imparare, imparare vuol dire crescere, crescere vuol dire libertà.


Maria Irene Phellas

Da buona “sociologa” ho sviluppato, nel tempo, un forte senso di comunità. Mi piace la buona tavola e sono affascinata dalle diverse culturE del mondo; ho un debole per tutto ciò che è scritto e per chi cammina fuori dal seminato, e nel farlo ci mette il cuore.

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