Il progetto di Macron, servizio militare obbligatorio per ragazzi e ragazze

Di Marco Tronci – Macron l’aveva promesso: tornerà la leva militare in Francia. Era uno dei punti più interessanti – e sicuramente più discussi – inseriti nel programma elettorale del venticinquesimo Presidente della Repubblica francese e nei prossimi mesi una commissione ad hoc valuterà la sua realizzazione.

Il servizio militare obbligatorio in Francia era stato abolito nel 1997 e il suo possibile ritorno ha già diviso l’opinione pubblica. La Francia, come tantissimi altri paesi, ha optato per una professionalizzazione delle Forze Armate, oggi costituite da volontari.

Emmanuel_Macron_in_July_2017
Il presidente francese Emmanuel Macron

Macron parla di un servizio «nazionale, obbligatorio e universale», ciò significa che riguarderà ragazzi e ragazze per la durata di tre, massimo sei mesi. L’iniziativa mira a una maggior coesione nazionale e soprattutto sottoporre i giovani ad accertamenti medici che diversamente non farebbero. L’obiettivo del Presidente è quello di indirizzare le nuove generazioni ai valori della Repubblica e favorire l’integrazione – un po’ come avveniva in passato – fra le nuove reclute della stessa età e non in base al proprio status sociale.

Nonostante l’obbligatorietà, si tratterà di un servizio militare fuori dal comune; le reclute non avranno l’obbligo di pernottamento in caserma, al fine di evitarne il sovraffollamento, e il periodo di ferma non creerà alcun impedimento alla vita universitaria. Inoltre Macron ha scongiurato costi esorbitanti per l’intera operazione che non graverà in maniera eccessiva sull’economia francese.

Il periodo di ferma non si dovrà spendere necessariamente sotto le armi ma sono previste altre modalità per assolvere il proprio dovere. Per i francesi sarà un’occasione per approcciarsi all’associazionismo o al servizio civile.

Anche in Italia, in vista delle elezioni politiche del 4 marzo, si è già parlato di un progetto simile – se non identico – a quello attuato dai cugini d’oltralpe. A proporlo è Matteo Salvini, leader della Lega, che auspica un ritorno alla vecchia naja per temprare il carattere dei ragazzi, educarli all’attività fisica e all’uso corretto delle armi, in riferimento ai fatti di Macerata.


 

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