Tsundoku: perché accumuliamo libri che non leggiamo?
Scaffali stracolmi di libri in attesa di essere letti da anni, sorpassati magari dall’ultimo acquisto. Tsundoku è anche pensare che ogni libro ha un suo tempo prestabilito per la nostra anima
Immagina una libreria stracolma di volumi ancora intatti, con pagine mai sfogliate e storie mai lette. Ti suona familiare? Se sì, allora anche tu sei vittima dello tsundoku, il fenomeno giapponese che descrive l’abitudine di acquistare libri e lasciarli accumulare senza leggerli. Un fenomeno che va oltre il semplice collezionismo e che, sotto la superficie, nasconde dinamiche psicologiche interessanti.
Il piacere dell’acquisto: quando comprare sostituisce il leggere
L’acquisto di un libro scatena un meccanismo di gratificazione immediata, alimentato dalla dopamina, il neurotrasmettitore legato al piacere e alla motivazione. Il semplice atto di comprare un libro ci fa sentire più vicini a un obiettivo che forse non raggiungeremo mai: quello di leggerlo davvero. In un certo senso, il desiderio di possedere un libro spesso supera il desiderio di leggerlo.
Questo fenomeno non è limitato ai libri: lo vediamo anche nel collezionismo di oggetti come film, vinili o videogiochi. In molti casi al di là del disturbo patologico, l’accumulo è una forma di piacere in sé, indipendentemente dall’uso effettivo dell’oggetto acquistato.
Tsundoku o FOMO: la paura di perdersi qualcosa
Viviamo in un’epoca di sovraccarico informativo, dove ogni giorno emergono nuovi titoli imperdibili, liste di lettura consigliate e tendenze culturali da seguire. Questo genera una sorta di FOMO (Fear of Missing Out), ovvero la paura di perdersi qualcosa di importante. L’acquisto di libri diventa quindi un modo per rassicurarci: se il libro è nella nostra libreria, è come se avessimo già compiuto il primo passo verso la sua conoscenza.

A questo si aggiunge un aspetto sociale: possedere molti libri è spesso percepito come un segno di intelligenza e cultura. I social network amplificano questa dinamica con sfide di lettura, foto di scaffali perfetti e book influencer che ci fanno sentire in ritardo rispetto a un ideale irraggiungibile di lettore instancabile.
Tra procrastinazione e perfezionismo: il dilemma del lettore
Molti lettori accumulano libri aspettando il momento perfetto per leggerli: un periodo di calma, di maggiore concentrazione, o semplicemente l’ispirazione giusta. Il problema è che quel momento spesso non arriva mai.
La lettura, infatti, richiede uno sforzo cognitivo maggiore rispetto ad altre forme di intrattenimento più immediate, come serie TV o social media. Questo porta a procrastinare, rimandando la lettura in favore di attività meno impegnative.
In alcuni casi, lo tsundoku è legato anche al perfezionismo: si vuole affrontare un libro nel contesto giusto, con la giusta preparazione mentale, senza distrazioni. Ma questa ricerca della condizione ideale finisce per trasformarsi in una scusa per non iniziare mai.
Come trovare un equilibrio?
Lo tsundoku non è necessariamente un problema: accumulare libri può essere un modo per coltivare possibilità future, per nutrire la nostra curiosità anche solo a livello potenziale. Ci sono libri che troveranno un tempo perfetto per essere letti, e averlo già a disposizione concilia sensazione ed esigenza appagata.
Sotto certi aspetti potremmo immaginare la nostra libreria come ad una sorta di cantina di vini: una cantina va sempre rifocillata e non sempre i vini vengono bevuti appena acquisiti. Ci sarà un occasione o momento speciale per attingere a quella specifica bottiglia. Lo stesso vale per quel libro comprato 2 anni orsono, magari la prossima settimana sarà il momento giusto di aprirlo.
Tuttavia, se diventa fonte di ansia o frustrazione, può essere utile adottare qualche strategia.
Acquistare consapevolmente è il primo passo: prima di comprare un nuovo libro, chiedersi se e quando verrà effettivamente letto.
Stabilire una lista di lettura realistica può aiutare a creare un sistema in cui alternare libri già acquistati a le nuove letture, senza lasciarsi sopraffare dalle mode.
Inoltre è importante accettare che non tutti i libri vanno letti subito: possedere un libro senza leggerlo subito non è un fallimento, ma una promessa per il futuro. Dopotutto, la bellezza di una libreria piena non sta solo nei libri letti, ma anche in quelli che un giorno potremmo scoprire.


