India, il nuovo avvicinamento alla Cina e il distacco dagli USA

India, il nuovo avvicinamento alla Cina e il distacco dagli USA

La situazione tra India e USA sembra essere drasticamente peggiorata. Si svilupperà un nuovo fronte con la Cina e la Russia?


India e USA sembravano sul punto di raggiungere una nuova alleanza che potesse portare reciproco beneficio sul piano economico e politico. Tuttavia, il Presidente Donald Trump pare possa aver commesso alcuni atti ritenuti ingiustificabili dal Governo indiano, e ora l’attenzione dell’India si è apparentemente spostata verso i propri vicini, in particolare la Cina, con la quale, nonostante le tensioni di confine in passato, ora potrebbe esserci un nuovo equilibrio sfavorevole all’Occidente in generale.

Gli errori degli USA verso l’India

In un primo momento, si pensava che gli USA potessero entrare in un accordo di natura economica molto forte. Ma alcuni avvenimenti hanno chiaramente alterato questo equilibrio: ad esempio, il cessate il fuoco tra un’India e un Pakistan sempre in tensione, secondo la voce del Presidente Trump, sarebbe andato in porto anche attraverso la diplomazia statunitense, cosa dichiarata come falsa dall’India. Inoltre, il trattamento politico riservato al Pakistan dagli USA, ovvero di un interlocutore alla pari dell’India, se non addirittura avvantaggiato politicamente ed economicamente, ha creato tensioni tra il Governo di Nuova Delhi e Washington.

Secondo alcune rivelazioni, poi, Donald Trump avrebbe richiesto l’appoggio del primo ministro indiano Narendra Modi per una possibile candidatura al Nobel per la Pace, proprio per la risoluzione della crisi indo-pakistana: supporto che è stato tuttavia rifiutato da Modi, sia perché basato su «affermazioni false», sia perché lo sforzo di appoggio avrebbe visto India e Pakistan collaborare per il sostegno a Trump.

Inoltre, il tentativo di invitare Modi e il capo delle forze armate pakistane Asim Munir per una conferenza stampa a sorpresa, per sostenere pubblicamente Donald Trump, è fallito; l’India, che ha decretato le attività di Munir come «terroristiche», afferma che, in questo modo, gli USA hanno reso legittime le azioni di un nemico dell’India.

L’instabilità dei rapporti con gli USA

Si pensa siano stati questi gli spunti per le sanzioni sulle importazioni dall’India, partite al 25% e poi salite al 50% per l’acquisto di petrolio russo, che finanzierebbe, a detta della Casa Bianca, la macchina da guerra russa in Ucraina; tuttavia, risulta che l’India, al momento attuale, sia la principale fornitrice di diesel a Kyiv, seguita dalla Slovacchia, e questo farebbe cadere l’idea che solo la Russia benefici del commercio con Nuova Delhi.

In aggiunta, in questo modo, verrebbe a mancare il supporto degli alleati europei: secondo gli USA, infatti, l’Europa dovrebbe mettere all’India le stesse sanzioni, cercando così di fermare il commercio indiano verso la Russia. Ma il mutismo dei leader europei in merito alla questione convince lo staff della Casa Bianca che l’Europa non si impegna allo stesso modo nella risoluzione della guerra tra Russia e Ucraina.

Inoltre, parte dai collaboratori di Donald Trump il messaggio che l’Unione Europea vuole spingere l’Ucraina a ottenere un accordo più favorevole tra le parti, prolungando quindi la guerra tra Kyiv e Mosca, con la grande frustrazione della Casa Bianca, che si ritrova così sempre più isolata nella propria guerra commerciale.

Il riavvicinamento con la Cina

La Cina ha quindi deciso di cogliere la palla al balzo e invitare l’India a partecipare allo Shanghai Cooperation Organization (SCO). Questa sarebbe la prima presenza di Modi in Cina in sette anni, e il fatto che avvenga proprio a un evento così anti-occidentale dà da pensare. La partecipazione a questa riunione di Capi di Stato, che vede anche un Vladimir Putin accolto col tappeto rosso come alleato principale della Cina, ha un significato simbolico: questo incontro, al quale partecipano anche Iran e Bielorussia, oltre a Kazakhstan, Kyrgyzstan, Tajikistan, e Uzbekistan, ha come obiettivo principale quello di creare un ordine internazionale che non sia unicamente guidato dagli USA e dai suoi alleati.

La collaborazione tra questi Stati avviene soprattutto tramite esercitazioni antiterrorismo e scambio di intelligence per combattere separatismi e estremismi di qualsiasi natura. Una discussione collaterale avverrà di sicuro, per trattare la “trade war” di Donald Trump, e le sue sanzioni che minacciano l’equilibrio economico di molte nazioni.

Un nuovo ordine del mondo?

Tra i presenti, inoltre, ci sarà anche Kim Jong Un a rappresentare la Corea del Nord, per la prima volta in Cina dopo il 2019, portando qualcuno a temere un possibile “triumvirato da Guerra Fredda” a fianco di Russia e Cina. Quest’ultima ipotesi, tuttavia, è stata per ora scartata, dato che questi Paesi non hanno mai condotto esercitazioni militari insieme, né hanno mai avuto un accordo di natura ufficiale.

La presenza dell’India, tuttavia, potrebbe cambiare le cose, dato che tra Pechino e Nuova Delhi si parla anche di riaprire le linee aeree chiuse durante la tensione al confine del 2020. E con Donald Trump che spinge il Governo indiano tra le braccia della Cina, rifiutando forse anche di partecipare al Quad Summit con India, Australia e Giappone a Novembre, adesso gli equilibri nell’Asia si spostano in modo abbastanza evidente, con conseguenze imprevedibili sullo stato della geopolitica.

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