Dazi, una possibile tregua tra Unione Europea e Stati Uniti?

Dazi, una possibile tregua tra Unione Europea e Stati Uniti?
Dazi

Le ultime decisioni adottate dagli USA e dall’UE in materia di dazi sembrerebbero aprire la strada verso un periodo di negoziati proficui.


Nelle ultime settimane, la nuova politica sui dazi degli Stati Uniti ha scosso gli equilibri commerciali mondiali. Con il Liberation Day dello scorso 2 aprile, il Presidente Donald Trump aveva portato il protezionismo USA ad un nuovo livello, con notevoli risvolti sulle relazioni con il resto del mondo.

Il contesto commerciale internazionale dopo il Liberation Day

Le misure statunitensi hanno colpito dapprima specifici Paesi, tra cui Canada, Cina e Messico, per poi estendersi all’Unione Europea (UE) e oltre. In tale prospettiva, risulta innegabile che la strategia del Presidente Trump abbia messo in crisi il quadro commerciale internazionale. Si pensi, a titolo di esempio, all’accordo preferenziale di libero scambio stipulato proprio tra Stati Uniti, Messico e Canada.

Con specifico riguardo all’UE, le misure promosse dal Governo statunitense hanno condotto all’imposizione di dazi al 20-25%. Si tratta di numeri che celano effetti significativi per entrambe le economie in gioco. Questo poiché ci si riferisce a blocchi commerciali ed economici di dimensioni molto simili da cui discenderebbero conseguenze equilibrate in caso di dazi reciproci.

Entrando nel merito dei dati, l’UE patirebbe di una riduzione di PIL doppia (-0,4%) rispetto a quella americana (-0,2%), con l’economia tedesca che risulterebbe la più esposta (-0,5%). Per contro, in caso di dazi, l’economia degli USA rischierebbe una contrazione dello 0,17%, mentre quella dell’UE si attesterebbe allo 0,41%.

Le ultime decisioni sui dazi: una possibile tregua?

Sulla scorta di quanto stabilito dall’Amministrazione Trump, lo scorso 9 aprile, gli Stati membri dell’UE hanno avviato una discussione relativa all’individuazione dei prodotti statunitensi su cui imporre nuovi dazi pari al 25%. Tale risposta costituisce un contraccolpo di ritorsione rispetto a quanto previsto dalla strategia degli USA. Nel dettaglio, il Governo Trump aveva iniziato una vera e propria guerra commerciale, imponendo dazi del 25% sui prodotti in acciaio e alluminio, del 25% sulle auto e del 20% su tutti i prodotti Made in EU importati.

La semplice notizia dei possibili dazi dall’UE ha condotto il Presidente USA ad annunciare, il giorno successivo, una sospensione dei dazi nei confronti dell’UE per un periodo di 90 giorni. Nella stessa occasione, Trump ha dichiarato di voler aumentare i dazi sulle esportazioni cinesi al 125%. Il persistente attacco commerciale contro Pechino rappresenta la risposta statunitense alle misure adottate dalla Cina contro gli USA.

Nella stessa giornata del 10 aprile, l’UE ha accolto con favore la decisione dell’Amministrazione Trump. In un comunicato stampa, la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha sospeso a sua volta le contromisure comunitarie per il medesimo periodo di 90 giorni. Leggendo le parole del suo intervento, è possibile scorgere la speranza di chi predilige le negoziazioni alla guerra commerciale.

Dazi, una possibile tregua tra Unione Europea e Stati Uniti?

Lo Strumento Anti-Coercizione: un’arma per difendere il commercio dell’UE

Sebbene l’adozione di dazi di ritorsione sembrerebbe essere la scelta dell’UE per difendere il proprio mercato, esiste un’ulteriore arma nell’arsenale a disposizione degli Stati membri. Si tratta dello Strumento Anti-Coercizione (Anti-Coercion Instrument o ACI), un meccanismo entrato in vigore il 27 dicembre 2023, rimasto ancora inutilizzato e disciplinato dal Regolamento (UE) 2023/2675.

Introdotto su proposta della Commissione europea, l’ACI mira a tutelare gli interessi dell’UE e dei suoi Stati membri dalla coercizione economica esercitata dai Paesi terzi. In altri termini, tale strumento risponde alle aggressioni economiche e alle pratiche commerciali sleali compiute da potenze extra-europee.

In un contesto geopolitico dove il commercio e gli investimenti vengono sempre più usati come armi, l’ACI costituisce un deterrente fondamentale per la resilienza dell’UE. Il meccanismo, infatti, consente all’Unione di risolvere i conflitti commerciali attraverso la diplomazia. Sotto altro profilo, se le circostanze lo richiedessero, potrebbe essere utilizzato per intraprendere azioni contro Paesi terzi. In tale contesto, le misure a disposizione dell’UE vanno dalle limitazioni commerciali alle restrizioni per investimenti e finanziamenti.

Riflessioni conclusive sulla guerra dei dazi

Come si evince dallo scenario sin qui descritto, la questione dei dazi rappresenta un tema alquanto delicato. A ben guardare, uno scontro tra misure e contromisure potrebbe scatenare una reazione a catena che comprometterebbe il commercio mondiale. Il protezionismo e l’isolazionismo per come paventati dall’Amministrazione Trump porterebbero apparenti vantaggi immediati, ma notevoli svantaggi futuri.

Un Governo che protegge eccessivamente la propria economia commetterebbe un harakiri commerciale. Un’impresa che si sente protetta dalla concorrenza estera non ha più alcun incentivo a competere. E se manca l’incentivo a competere, viene altresì meno la necessità di innovarsi. Il sistema intero finirebbe per crollare su se stesso, chiudendo le porte alla crescita economica, al PIL del Paese e alla creazione di nuova occupazione.

In un contesto commerciale sempre più globalizzato, imprigionarsi nella muraglia dei propri confini nazionali sarebbe espressione di poca lungimiranza. Che si tratti di USA, UE, Russia o Cina, l’auspicio che la guerra commerciale instaurata in queste settimane termini definitivamente è la più alta speranza. La potenziale tregua creatasi negli ultimi giorni sembrerebbe aprire le porte verso quel dialogo necessario per la risoluzione di qualsiasi conflitto.

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