Ucraina, NATO e UE: novità sul fronte contro la Russia?
NATO e UE si stanno muovendo su piani diversi, ma l’obiettivo comune rimane al momento quello di aiutare l’Ucraina contro la Russia.
La guerra tra Ucraina e Russia continua a rimanere in una sorta di stallo logorante, producendo pressioni su entrambi i fronti. Sembra che qualcosa, tuttavia, sia in movimento a favore del governo di Kyiv: la posizione altalenante degli USA pare infatti aver trovato un punto di equilibrio, che non volge, allo stato attuale, a favore del Governo di Mosca.
Le mosse degli USA e il supporto NATO in Ucraina
Uno dei problemi principali che l’Ucraina effettivamente vive quotidianamente è il continuo attacco da parte dei droni Shahed, carichi di bombe e missili, anche balistici e cruise. Gli assalti sono spesso mirati a obiettivi civili, con colpi anche contro la capitale Kyiv. Uno dei bombardamenti più gravi delle ultime ore ha visto danneggiato l’ospedale di Kharkiv, in particolare il reparto maternità, con le madri e i neonati presenti costretti all’evacuazione.
Il Presidente statunitense Donald Trump pare aver deciso che le mosse russe hanno superato ormai un limite di guardia. Dopo aver cercato di pressare per la pace in tempi brevi, arrivando anche a criticare aspramente il Presidente ucraino Volodimir Zelensky per avere, a suo dire, allungato i tempi della guerra e allontanato una tregua con Mosca, alla fine il tycoon sembra aver compreso che la risoluzione breve non era un’opzione.
Il dialogo fra Trump e Zelensky, apparentemente iniziato nelle sale private del Vaticano dopo il funerale di Papa Francesco, sembra avere raggiunto un punto molto migliore rispetto al passo falso del tycoon e del suo entourage avvenuto a Washington. Sembra che gli USA, attraverso la NATO, abbiano intenzione di affidare all’Ucraina i sistemi di difesa Patriot, attraverso la Germania e la Norvegia che ne avrebbero acquistati due e uno rispettivamente, da fornire all’esercito ucraino per difendere il territorio dagli intensificati attacchi aerei, che nonostante il lavoro di intercettazione continuano a tormentare le città in un logorante assedio.
E sul fronte dell’Unione Europea cosa succede?
Nel mentre, anche l’Unione Europea si sta muovendo in una direzione piuttosto decisa, anche se forse diversa sotto tanti aspetti. Una prima mossa per portare l’Ucraina al pari con l’Unione viene segnata dall’accordo BraveTech EU, la prima grande alleanza tecnologica tra le due parti.
Cosa prevede questo accordo? L’alleanza vedrà le due parti scambiare esperienze, sviluppare innovazioni tecnologiche e militari, e acquistare nuove tecnologie difensive in un patto bilaterale da 100 milioni di euro. Questo rapporto reciproco aiuterà l’Ucraina a resistere al continuo attacco russo, e porterà nel contempo dati ed esperienza alle forze europee, il cui riarmo, che viaggia di pari passo con le idee della NATO, sembra essere nella maggior parte dei casi partito (evidente l’eccezione della Spagna).
Se però dal lato militare sembra che qualcosa si stia muovendo, la parte politica dell’aiuto europeo pare impantanata, anche dalla presenza di vari oppositori all’interno dell’UE. L’Ungheria, infatti, continua a porre il veto sull’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea, citando il fatto che l’approvare la partecipazione di un Paese in guerra implicherebbe un tacito consenso a favore di quello stesso conflitto.
La Moldova, che ha avviato la domanda di ingresso all’UE assieme all’Ucraina, non sembra avere gli stessi ostacoli alla partecipazione, tanto che si era pensato addirittura di scorporare le due domande di ingresso per snellire l’iter dell’aggregazione. Questo, però, avrebbe delle ripercussioni pesanti sulla possibile partecipazione di Kyiv al tavolo dell’Unione, e avrebbe il retrogusto forte di una mancata promessa nei riguardi dell’Ucraina. E di promesse mancate, al momento, il popolo ucraino non ha alcun bisogno.


