Ucraina e Russia, una contesa senza fine?

Ucraina e Russia, una contesa senza fine?

Ucraina e Russia continuano la loro guerra, nonostante le trattative avvenute a Istanbul il 16 Maggio. E gli alleati di entrambe le parti?


La guerra tra Ucraina e Russia non sembra conoscere soste. Entrambe le parti non hanno alcuna intenzione di cedere il passo di fronte all’altro, con una Ucraina che continua a cercare il sostegno statunitense e una Russia che pressa, anche grazie agli aiuti esterni che continua a ricevere, nonostante l’embargo imposto.

Russia, i continui aiuti dalla Corea del Nord

Nonostante i tentativi di vietare aiuti alla Russia, infatti, sembra che la Corea del Nord abbia continuato a rifornire l’alleato di truppe e armamenti. Si calcola, dall’inizio del conflitto, che ben 14.000 soldati nordcoreani abbiano posato i piedi sul suolo ucraino a sostegno russo. E questo non tiene conto dell’aiuto sugli armamenti.

Munizioni il cui conto arriva a numerare milioni, e almeno un centinaio di missili balistici usati per bombardamenti mirati di zone come Kyiv e Zaporizhzhia, senza contare i numerosi mezzi da battaglia e di artiglieria. Il tutto ottenendo anche un feedback per la propria strumentazione, da utilizzare anche nella contesa con la Corea del Sud. E nonostante i soldati sul fronte siano ora ridotti di quantità per via dell’elevato numero di vittime, rimane il fatto che l’esperienza acquisita potrebbe sbilanciare in qualche modo il conflitto coreano.

Questo, tra l’altro, non tiene conto degli aiuti esterni già presenti, come quelli di Cina e India: quest’ultima, in particolare, nonostante stia vivendo un conflitto sempre più forte con il vicino Pakistan, che cerca tra l’altro alleanze con gli USA, sembra non lasciare andare il proprio accordo con la Russia.

Ucraina ed Europa, le interferenze degli USA

E dall’altro lato? Possiamo vedere come l’Europa stia cercando di prepararsi a una possibile difesa dell’Ucraina anche senza l’aiuto degli USA. Basti pensare alla “coalizione dei volenterosi“, un’idea nata prevalentemente da Francia e Inghilterra che prevederebbe una possibile forza armata da spedire in territorio ucraino a difesa dei confini.

Tuttavia, anche questo progetto sembra aver incontrato molta resistenza. Non aiuta il fatto che anche gli stessi Stati fondatori della coalizione hanno problemi interni in merito alla politica militare da adottare riguardo l’Ucraina. Altri Stati parte della coalizione, come l’Italia, inoltre, sono perlopiù restii all’invio di truppe attive, preferendo piuttosto un appoggio di natura più economica o strategica, attraverso l’invio di fondi di acquisto o mezzi militari.

Rimane inoltre il grande dilemma: la posizione degli USA. Anche se l’Ucraina è stata invitata in un paio di circostanze a partecipare da esterna agli incontri della NATO, rimane invariata l’opinione degli Stati Uniti (ripresa direttamente da Mosca) secondo cui questo desiderio di ingresso nell’Alleanza Atlantica è uno dei motivi per cui il confitto si sta protraendo così tanto.

Il nuovo potenziale dialogo per la pace, che avverrà nelle prossime ore a Istanbul, vede ancora dei dubbi sulla partecipazione di entrambe le parti. Tutto ciò mentre la Russia continua a bombardare coi droni l’Ucraina, rifiutandosi di accettare un qualsiasi cessate il fuoco alle condizioni attuali. Con la minaccia degli USA di un abbandono delle trattative in caso di tempistiche troppo lunghe, ci si chiede se non sia questo il piano della Russia, ovvero la speranza dell’abbandono di un alleato in difficoltà. Una situazione a cui, anche secondo Ursula von der Leyen, l’Europa deve in qualche modo rispondere, con o senza l’aiuto statunitense, perché «ora soffia il vento del cambiamento».

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