Dimensione Settentrionale: si chiude la cooperazione con la Russia

Dimensione Settentrionale: si chiude la cooperazione con la Russia

L’Unione Europea, l’Islanda e la Norvegia chiudono la politica della Dimensione Settentrionale dopo 25 anni a causa del conflitto in Ucraina.


Dopo un quarto di secolo di cooperazione multilaterale, il programma della Dimensione Settentrionale giunge al capolinea. Nato nel 1999 su impulso della Presidenza finlandese dell’Unione Europea, questa politica aveva l’obiettivo di promuovere una collaborazione stabile tra l’UE, la Norvegia, l’Islanda e la Russia nell’area del Mar Baltico e nelle regioni artiche. Il progetto rappresentava un modello di dialogo basato su valori condivisi come il buon vicinato, la responsabilità congiunta e la trasparenza.

Quella che era stata pensata come una piattaforma pionieristica in un’area allora priva di strutture di cooperazione regionale, si è nel tempo consolidata, contribuendo alla stabilità geopolitica del Nord Europa. Il contesto internazionale, tuttavia, ha subito profonde trasformazioni, culminate nel conflitto tra Russia e Ucraina, che hanno portato a una revisione radicale delle relazioni tra le parti coinvolte.

Una rottura sancita dall’aggressione russa

L’invasione russa dell’Ucraina, iniziata nel febbraio 2022, ha rappresentato una frattura irreparabile nei rapporti tra Mosca e gli altri attori della Dimensione Settentrionale. L’8 marzo dello stesso anno, l’UE, l’Islanda e la Norvegia hanno espresso una condanna unanime e durissima dell’aggressione, definendola illegale, immotivata e contraria ai principi fondamentali del diritto internazionale. Anche il ruolo della Bielorussia, coinvolta indirettamente nel conflitto, ha contribuito a deteriorare il clima diplomatico.

Queste violazioni hanno minato i pilastri stessi su cui si fondava la cooperazione della Dimensione Settentrionale. Non si trattava solo di un’aggressione militare, ma di un attacco al multilateralismo regolato, alla fiducia reciproca e al principio di parità tra partner. In risposta, tutte le attività congiunte che coinvolgevano Russia e Bielorussia sono state inizialmente sospese, fino alla decisione definitiva di porre termine all’intero progetto.

Risultati tangibili di una cooperazione ormai conclusa

Nel corso dei suoi 25 anni di vita, la Dimensione Settentrionale ha ottenuto risultati concreti in numerosi settori. Tra questi, l’ambiente, l’energia, la sanità e la cultura, passando altresì per le questioni sociali e lo sviluppo sostenibile. Nel dettaglio, il programma ha generato benefici significativi per le popolazioni delle regioni coinvolte, nonché fornito un impulso importante all’elaborazione di una politica artica dell’UE. Tale approccio, di fatto, ha rafforzato la posizione dell’Europa settentrionale come area strategica e modello di governance multilivello.

Particolare attenzione era stata rivolta al nord-ovest della Russia, l’area più estesa interessata dal programma, che ha beneficiato di progetti di cooperazione volti a migliorare infrastrutture, connettività e sviluppo locale. Questi interventi avevano consolidato una rete diplomatica e operativa di grande valore, oggi interrotta.

Il lascito della Dimensione Settentrionale: un nuovo scenario per la cooperazione internazionale?

La chiusura ufficiale della Dimensione Settentrionale segna non solo la fine di una politica, ma anche l’inizio di una nuova fase nella gestione dei rapporti regionali nel Nord Europa. I documenti fondativi della cooperazione sono stati dichiarati risolti, archiviando formalmente un capitolo importante della diplomazia europea.

Nonostante questa decisione, gli Stati promotori ribadiscono la volontà di continuare a lavorare insieme in altri contesti internazionali, su temi strategici per la sicurezza, la sostenibilità e lo sviluppo del Nord Europa. Rimane forte l’impegno a garantire una regione stabile, pacifica e prospera, anche al di fuori del perimetro istituzionale della Dimensione Settentrionale.

La fine del programma riflette i mutamenti profondi dell’attuale scenario geopolitico. La cooperazione che un tempo sembrava in grado di superare le tensioni tra Est e Ovest, si è rivelata vulnerabile di fronte a una crisi senza precedenti. Nonostante ciò, il percorso compiuto lascia un’eredità significativa non da poco. In particolare, dimostra che il dialogo multilaterale può produrre risultati concreti, anche in aree complesse e frammentate.

Il futuro della cooperazione nel Nord Europa dipenderà dalla capacità delle istituzioni europee e dei partner nordici di reinventare le modalità di collaborazione, adattandosi ai nuovi equilibri. La sfida sarà costruire nuovi strumenti in grado di garantire sicurezza e stabilità, senza rinunciare ai principi fondanti della diplomazia europea.

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