Russia, le ambizioni del Cremlino e i nuovi bersagli di Mosca
La guerra tra Russia e Ucraina inizia a espandersi: le intimidazioni militari e politiche hanno conseguenze anche per altri Stati vicini.
Quando sentiamo parlare di Russia in questi ultimi tempi, sappiamo che si tratta soprattutto di guerra in Ucraina. Ma le mire di Mosca sono decisamente più ampie, come dimostrato dalle ultime mosse militari e politiche che minacciano anche altri Stati dell’orbita ex sovietica.
Le azioni militari della Russia sull’Estonia
In queste ultime ore, l’Estonia avrebbe invocato l’articolo 4 della NATO, che prevede che «le Parti si consulteranno ogni qualvolta, a giudizio di una di esse, l’integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza di una qualsiasi delle Parti siano minacciate».
Questa convocazione è avvenuta per una mossa da parte della Russia: tre Mig-31 russi, infatti, avrebbero sorvolato lo spazio aereo estone senza alcuna comunicazione o autorizzazione. I tre velivoli, dopo 12 minuti di volo indisturbato, hanno incontrato la resistenza di due F-35 battenti bandiera italiana.
I due jet, partiti dalla base di Amari in Estonia, dove erano presenti per eventuale supporto italiano allo spazio aereo baltico della NATO, sono partiti in scramble (decollo di allarme) e sono riusciti ad allontanare gli aerei russi dopo averli intercettati. Questa mossa, nonostante l’apparente brevità, è stata ritenuta gravissima dall’Estonia, che è ora in consultazione con gli altri membri della NATO. Non si parla ancora di articolo 5, che invocherebbe un eventuale rinforzo armato, ma la tensione è certamente molto alta.
La situazione in bilico di Polonia e Romania
La Polonia si trova in una situazione simile, dato che si è ritrovata spesso a fronteggiare attacchi da parte di droni russi al confine con l’Ucraina, e ne avrebbe anche abbattuti alcuni, uno dei quali sarebbe finito nelle spiagge della Lettonia, altro possibile bersaglio per eventuali attacchi russi.
L’ultimo, avvenuto proprio in questi giorni, ha creato massima allerta e un rinforzo ulteriore delle difese aeree della Polonia. La vicinanza del territorio di Varsavia con l’Ucraina porta sempre il rischio di eventuali assalti di droni, e proprio in queste ore un massiccio attacco su Kyiv ha riportato in aria i jet polacchi per mantenere la difesa dei confini.
Anche la Romania, la scorsa settimana, avrebbe ricevuto la visita di un drone russo sul confine settentrionale, quello con l’Ucraina. I droni Geran – nome in codice che indica i modelli iraniani Shahed 136 – si usano soprattutto per attacchi a lunga gittata e sorveglianza, e nonostante la legge rumena permetta l’abbattimento di velivoli di questa natura, i piloti rumeni avrebbero evitato di attaccarlo e abbatterlo, per evitare conseguenze, in quanto il drone avrebbe evitato di sorvolare zone popolate o militarmente importanti.
La politica della Russia e la situazione della Moldavia
La Moldavia, in questo periodo di fragilità elettorale, con le elezioni ormai alle porte, vive un assedio mediatico da parte delle bot farm russe, che cercano di destabilizzare il risultato che verrà fuori il 28 settembre. La situazione, che vede questo Stato a metà tra Ucraina e Romania come cardine, è parecchio confusa: nonostante i risultati favorevoli alle scorse elezioni del 2024, il blocco a favore dell’Europa, capitanato da Maia Sandu, è ora più in bilico, e rischia di dover formare alleanze con partiti la cui linea politica è meno europeista e più favorevole al Cremlino.
Questo potrebbe portare eventuali risoluzioni a favore dell’Unione Europea e della NATO a un blocco totale, dato che Mosca aspira a vedere una Moldavia neutrale, che non permetta neppure il passaggio di armi in Ucraina dall’Occidente e dalla Romania in particolare.
In questo stato di incertezza politica e militare, l’Unione Europea rischia di perdere ancora più influenza e restare sempre più “in panchina” nello scenario mondiale: questo porterebbe a un cambio di rotta che la renderebbe sempre più marginalizzata, mentre la NATO rischierebbe di perdere di significato a sua volta, cosa già possibile se non dovesse reagire a tutte queste provocazioni dal Cremlino.


