Il Gran Premio di Monaco e la sua storia

Il Gran Premio di Monaco e la sua storia

Domenica 25 maggio torna il Gran Premio di Monaco, con uno degli appuntamenti più attesi della Formula Uno e delle corse a quattro ruote.


Nel Principato di Monaco, sul circuito di Monte Carlo, si disputerà l’edizione numero 82 del Gran Premio di Monaco, la 71ma valevole per il Campionato Mondiale di Formula Uno, ottava gara del Mondiale 2025. È il più celebre Gran Premio cittadino della Formula Uno, oltre che una fra le corse motoristiche più prestigiose al mondo.

Le origini del Gran Premio di Monaco

La prima storica edizione del Gran Premio di Monaco si disputò il 14 aprile 1929 su idea del fondatore dello Automobile Club de Monaco Antony Noghés e fu vinta dall’inglese William Grover-Williams su Bugatti. La scuderia francese si aggiudicò le prime tre edizioni del Gran Premio monegasco. Seguirono, infatti, i trionfi del francese René Dreyfus nel 1930 e del monegasco Louis Chiron nel 1931.

Nonostante le prime edizioni del GP di Monaco fino al 1934 non fossero valide per alcun campionato, la corsa aveva già ai tempi attratto l’attenzione dei grandi costruttori di auto da corsa dell’epoca. Risale al 1932 la prima affermazione di un pilota italiano, quando Tazio Nuvolari trionfò su Alfa Romeo, interrompendo di fatto l’egemonia instaurata dalla Bugatti che però tornò subito alla vittoria nel 1933 con l’italiano Achille Varzi. La rivincita dell’Alfa Romeo arrivò l’anno successivo, quando a trionfare fu il francese Guy Moll.

A partire dal 1935 e fino al 1937, il Gran Premio monegasco venne inserito nel Campionato Europeo di automobilismo. La vittoria divenne appannaggio in tutte e tre le edizioni della Mercedes-Benz, prima con l’italiano Luigi Fagioli (1935) e poi con i tedeschi Rudolf Caracciola (1936) e Manfred von Brauchitsch (1937). Dopo la lunga interruzione dovuta alla seconda guerra mondiale, la corsa monegasca riprese nel 1948 con il trionfo dell’italiano Giuseppe Farina a bordo della Maserati. È l’ultima edizione prima dell’esordio ufficiale nel 1950 del Gran Premio di Monaco nel Campionato Mondiale di Formula Uno.

Le prime edizioni valide per il Mondiale di Formula Uno

La storia del GP di Monaco si intreccia per la prima volta con il Mondiale di Formula Uno il 21 maggio 1950, quando si disputa la seconda gara del Campionato dopo quella di esordio a Silverstone. Nella gara che segnò, tra l’altro, l’esordio in Formula Uno della Ferrari, a trionfare fu l’argentino Juan Manuel Fangio a bordo dell’Alfa Romeo. Segue un nuovo periodo di stop per la corsa monegasca, che tornerà a far parte del Mondiale di Formula Uno soltanto nel 1955.

In mezzo tre edizioni non disputate (1951, 1953, 1954) e una, quella del 1952, non valevole per il Mondiale di Formula Uno, ma che è a suo modo storica perché vide il primo trionfo a Monte Carlo della Ferrari con l’italiano Vittorio Marzotto. A partire dal 1955, quando si affermò di nuovo la Ferrari stavolta con il francese Maurice Trintignant, la corsa ha sempre fatto parte del Campionato Mondiale di Formula Uno, ad eccezione del 2020, quando la gara venne annullata a causa della pandemia da COVID-19.

Il circuito di Monte Carlo

L’originario tracciato era lungo 3,18 km. Nonostante negli anni si sia passati agli attuali 3,337 km, il circuito cittadino di Monte Carlo resta il più breve del Mondiale di Formula Uno. Esso viene percorso per 78 volte, per un totale di 260,286 km, il che rappresenta un unicum nell’intero campionato. Infatti, il minimo standard previsto dalla FIA per i circuiti omologati a far parte del Mondiale è di 305 km e, pertanto, Monte Carlo necessita di una deroga ad hoc al regolamento. 

Da un punto di vista tecnico, si tratta di un tracciato che richiede un carico aerodinamico estremo, dei rapporti al cambio accorciati e un raggio di sterzata ridotto. Uno dei componenti più sollecitati è il cambio, che viene azionato dai piloti in gara oltre quattromila volte. Rispetto alle altre piste, le monoposto subiscono alcune modifiche specifiche. In particolare, sono rialzate da terra un po’ di più del solito e viene utilizzato un molleggio leggermente superiore sia per fronteggiare le irregolarità del manto stradale che per garantire una trazione migliore in uscita dalle tante curve.

La prima curva dopo il rettilineo dei box che, in realtà, è un tratto lievemente curvilineo, è la “Saint Devote”, così chiamata per via della chiesa dedicata a Santa Devota situata in prossimità della curva. L’approccio a tale curva è spesso risultato determinante per la vittoria del Gran Premio. In molte edizioni, infatti, il pilota che l’ha superata per primo si è poi aggiudicato la gara.

Un circuito del tutto peculiare

Il tracciato monegasco è anche quello che presenta le velocità più basse dell’intero campionato mondiale. Ciò è dovuto alla tortuosità del percorso – che presenta un gran numero di curve – oltre che a una carreggiata quasi completamente priva di vie di fuga. Curve quali la “Saint Devote”, la “Virage du Casino”, il “Tornante Mirabeau”, la “Vecchia Stazione”, la “Curva del Tabaccaio” e la “Rascasse” o ancora la famosissima Chicane delle Piscine, che viene percorsa a circa 190 km/h, sono parte integrante della storia della Formula Uno.

Tale peculiarità ha garantito un’elevata spettacolarità alla gara, che rappresenta un vero e proprio banco di prova per i piloti. È infatti spesso successo che nel corso delle varie edizioni del Gran Premio di Monaco qualsiasi tipo di sorpasso sia risultato quasi impossibile, con l’inevitabile conseguenza che nel tracciato monegasco sono emersi i piloti dotati di maggior talento. A riprova di ciò sono le sei vittorie ottenute a Monte Carlo da Ayrton Senna e le cinque di Michael Schumacher e Graham Hill, piloti che senz’altro sono delle leggende nella storia di questo sport. 

Il Gran Premio di Monaco presenta, inoltre, la peculiarità di avere a distanza ravvicinata l’una dall’altra sia la curva più lenta dell’intero campionato, ovvero lo stretto tornante in discesa della “Vecchia Stazione” che i piloti affrontano a circa 55 km/h, che una delle più veloci, quale è l’ampio curvone veloce all’interno del tunnel, in cui si superano i 280 km/h.

Il Gran Premio di Monaco in epoca recente

Charles Leclerc si è aggiudicato l’ultima edizione del Gran Premio di Monaco, riportando la Scuderia del Cavallino Rampante sul gradino più alto del podio a Monte Carlo dopo sette anni (nel 2017 trionfò Sebastian Vettel). Un anno fa il podio è stato completato dalla McLaren di Oscar Piastri e dall’altra Ferrari di Carlos Sainz, terzo al traguardo.

Proprio la McLaren sembra la grande favorita per l’edizione del 2025. L’ultimo successo del team inglese risale addirittura a diciassette anni fa, nel 2008, quando il giovane Lewis Hamilton mise a segno il terzo successo in quattro anni per la McLaren, dopo quelli firmati Fernando Alonso nel 2007 e Kimi Raikkonen nel 2005.

Proprio a cavallo tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila, la sfida tra le Rosse di Maranello e la scuderia di Woking raggiunse livelli di competitività altissimi. I successi di Michael Schumacher nel 1997, 1999 e 2001 vennero, infatti, intervallati da quelli di Mika Hakkinen nel 1998 e di David Coulthard nel 2000.

Mercedes e Red Bull

Per quanto nel labirinto di curve e glamour che caratterizza il circuito del Principato la tradizione abbia un peso, i pronostici non possono non includere i due team che hanno riportato il maggior numero di vittorie nel recente passato a Monaco, ovvero Mercedes e Red Bull.

La scuderia tedesca ha dominato sul tracciato monegasco con quattro trionfi consecutivi tra il 2013 e il 2016, ai quali si è aggiunto un altro successo nel 2019. Da ricordare il tris di vittorie firmato da Nico Rosberg tra il 2013 e il 2015, un filotto che ha rappresentato una parziale eccezione rispetto al decennio, dominato in larga parte da Lewis Hamilton, suo compagno di team e rivale interno.

Paradossalmente, proprio nel 2016 (anno dell’unico titolo mondiale conquistato da Rosberg) fu Hamilton a salire sul gradino più alto del podio nel Principato. Un’ulteriore dimostrazione di quanto Monte Carlo segua regole tutte sue, spesso sganciandosi dalla logica di un’intera stagione. Il campione britannico vanta in totale tre successi a Monaco. Ai primi due già citati trionfi del 2008 con la McLaren, in un’annata che coincise anche con il suo primo iride, e del 2016, va aggiunto quello che ad oggi resta il suo ultimo trionfo monegasco nel 2019 sempre con Mercedes.

Passando alla Red Bull, è interessante notare come, fino alla vittoria di Leclerc dodici mesi fa, la scuderia austriaca fosse riuscita a dominare le ultime edizioni del Gran Premio di Monaco con tre successi consecutivi. Nel 2022, a trionfare fu Sergio Perez, mentre nelle edizioni del 2021 e 2023 il vincitore fu Max Verstappen.

La Red Bull aveva già centrato un tris di successi con Marc Webber, che era salito sul gradino più alto del podio nel 2010 e nel 2012, e con Sebastian Vettel nel 2011. A queste due serie Red Bull va aggiunto anche il trionfo di Daniel Ricciardo nel 2018, a testimonianza della tradizione vincente acquisita negli ultimi anni dalla scuderia austriaca nel Gran Premio del Principato.

Il Gran Premio di Monaco e la sua storia

Record di vittorie del Gran Premio di Monaco: il dominio di Ayrton Senna

Il record di vittorie per pilota appartiene ad Ayrton Senna e ammonta a sei. La sua prima vittoria sul circuito monegasco risale al 1987 quando, alla guida della Lotus, il brasiliano ottenne un successo che segnò l’inizio di una carriera che avrebbe regalato al Principato altre cinque vittorie consecutive, dal 1989 al 1993, tutte con la McLaren.

Quei trionfi, uno più memorabile dell’altro, hanno cementato il legame indissolubile tra Senna e Monaco. Il pilota brasiliano, cui appartiene anche il record di otto podi, è stato ribattezzato per i suoi successi nel Principato “Il Re di Monte Carlo”. Tuttavia, vanno anche menzionate due occasioni in cui la vittoria sfuggì di mano per un soffio al campione brasiliano.

Nel 1984, alla guida della Toleman, Senna stava per compiere una vera e propria impresa. La gara, corsa sotto un acquazzone torrenziale, sembrava destinata a premiarlo, ma una decisione affrettata da parte di Jacky Ickx, che sventolò la bandiera a scacchi con troppo anticipo, impedì al brasiliano di coronare l’impresa. Un altro ricordo doloroso per Senna risale al 1988 quando, alla guida della McLaren, una piccola disattenzione nel tratto di Portier gli costò una vittoria già in tasca, regalata, suo malgrado, al suo storico rivale Alain Prost.

Gli altri grandi piloti del Gran Premio di Monaco

A quota cinque successi nel Principato si trovano ex-aequo Graham Hill (tre consecutivi dal 1963 al 1965) e Michael Schumacher (due consecutivi, nel 1994 e nel 1995); entrambi hanno ottenuto ben 7 podi. Sono quattro invece i trionfi a Monaco di Alain Prost (tre consecutivi dal 1984 al 1986), mentre a quota tre ci sono Stirling Moss (due consecutivi nel 1960 e nel 1961), Jackie Stewart, Lewis Hamilton e Nico Rosberg (che centrò tre vittorie consecutive tra il 2013 e il 2015). La casa costruttrice più vincente nel Principato è la McLaren, che vanta ben 15 vittorie, seguita dalla Ferrari con 10. Chiudono il podio Lotus e Red Bull, con 7 trionfi, mentre subito dietro si trovano BRM e Mercedes con 5. 

Gli unici piloti monegaschi ad aver vinto il Gran Premio di Monaco sono Charles Leclerc con la Ferrari nel 2024 e Louis Chiron su Bugatti nel 1931. Tuttavia quest’ultimo ha vinto la gara quando ancora non era stato creato il Campionato Mondiale di Formula Uno. 

L’edizione del Gran Premio di Monaco più veloce di sempre risale al 2021, quando Max Verstappen su Red Bull motorizzata Honda vinse con una velocità media di 157,833 km/h, battendo il precedente record di 155,552 km/h con cui Fernando Alonso vinse l’edizione del 2007 a bordo della sua McLaren-Mercedes. Precedentemente, nel 1994, Michael Schumacher alla guida della Benetton motorizzata Ford, era stato il primo pilota ad abbattere la media dei 150 km/h sul tracciato monegasco.

Andando ancora indietro nel tempo, nel 1981, Gilles Villeneuve fu invece il primo pilota a imporsi a bordo di una monoposto (la Ferrari 126 CK) dotata di un motore turbocompresso, avente caratteristiche in linea di principio inadatte a tracciati lenti e tortuosi come quello di Monte Carlo. 

Record di pole position e giri veloci

Ad Ayrton Senna appartiene anche il record di cinque pole position. Appaiati a quota quattro ci sono Fangio, Clark, Stewart e Prost seguiti da Moss, Lauda, Michael Schumacher e Leclerc con tre pole position a testa. Per quanto riguarda i costruttori, la Ferrari detiene il record di pole position con 13, seguono McLaren (11), Lotus (9), Williams (7), Red Bull (6) e Mercedes (5).

Appartiene invece a Michael Schumacher lo speciale record dei giri veloci con cinque; dopo il tedesco seguono a ruota Fangio, Senna, Prost ed Hamilton con quattro mentre si sono fermati a tre i due finlandesi Mika Hakkinen e Kimi Raikkonen. Sono invece 17 i giri veloci messi a segno a Monte Carlo da un pilota a bordo di una Ferrari che, pertanto, detiene anche questo record; 11 invece quelli ottenuti su McLaren. Seguono Lotus (7), Red Bull (6) e Mercedes (5).

Di Nunzio Cancilla

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