Direttamente dal Gattopardo, Villa Boscogrande e il suo maestoso splendore

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Abitazione signorile dal fascino e dall’eleganza senza tempo, scelta da Luchino Visconti come location per alcune scene del celebre film “Il Gattopardo”, Villa Boscogrande, grazie alla sua immutata bellezza, non smette mai di incantare.


Villa Boscogrande sorge nel sobborgo Cardillo di Palermo, ospitato dall’incantevole distesa di Piana dei Colli, ovvero un’ampia area delimitata da Monte Pellegrino, Monte Billiemi e Monte Gallo, luogo prescelto dalla nobiltà palermitana per risiedere durante la villeggiatura nel ‘700. La maestosa villa fu realizzata nel 1768 sul preesistente baglio della nobile famiglia Sammartino; inizialmente dedicata ai Montalbo, assunse il nome di “Villa Boscogrande” in seguito alle nozze di Felicia Montalbo con il barone Chianello; il figlio Stefano aggiunse poi il cognome Boscogrande. D’ispirazione per la sua realizzazione fu la reggia di Versailles, voluta da Luigi XIV nel Seicento. 

Varcato il cancello della villa ci si ritrova dinanzi ad un maestoso prospetto che, grazie ai restauri che si sono susseguiti negli anni, mantiene intatta la sua bellezza: circondato da un ampio giardino mediterraneo caratterizzato da alberi secolari, è possibile ammirarli dalle grandi terrazze maiolicate che lo sovrastano. Dalla doppia scalinata si ha accesso diretto a una grande sala, in origine utilizzata come sala da ballo; da questa stessa si accede ad un grande ambiente dove si scorge un affresco dai vivaci colori seppure offuscati dal tempo; da qui un susseguirsi di altri saloni arricchiti da affreschi, decorazioni e pavimenti in argilla smaltata a disegni geometrici che mantengono la loro bellezza e luce originali.

Villa Boscogrande, notevole esempio architettonico di transizione dal barocco al neoclassico, fu scelta da Luchino Visconti per l’ambientazione di alcune scene del celebre film Il Gattopardo, tratto dall’omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Affascinato da questa residenza la volle per ambientare il palazzo dei Salina, nobile famiglia siciliana protagonista del romanzo; in occasione delle riprese la villa venne restaurata in tempi brevissimi.

Il Gattopardo – Luchino Visconti (1963). Una delle scene all’interno di Villa Boscogrande

Secondo la critica uno dei segreti del Gattopardo, vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes del 1963, sono le sfarzose ambientazioni del palazzo nobiliare che fanno da scenario alle vicende dell’immaginario Principe Fabrizio di Salina, alle prese con l’Unità d’Italia e l’irruzione della borghesia commerciale e artigianale nell’élite dirigente nobiliare, in declino economico. Il film tuttora considerato tra i più importanti della storia del cinema italiano, vinse il Nastro d’argento alla migliore scenografia nel 1964.

Il Gattopardo di Luchino Visconti (1963). Il terrazzo di Villa Boscogrande

Oggi la villa, visitabile su prenotazione, ospita le cucine del noto chef Natale Di Maria e si offre come location ideale per ricevimenti, cerimonie, feste private e congressi. 

Fotografie di Roberta Restivo


Roberta Restivo

Amante del cinema e dell'arte, seguo con particolare attenzione i mutamenti culturali del mio territorio. I miei più grandi interessi sono i diritti umani e la geopolitica.

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