La manosfera, un pericolo nascosto per gli adolescenti su internet

La manosfera, un pericolo nascosto per gli adolescenti su internet

Con la serie Adolescence siamo venuti a conoscenza di termini come Incel, manosfera. Oggi approfondiamo questo oscuro sottobosco di internet.


Negli angoli più oscuri di internet si sta diffondendo ormai da anni, un fenomeno preoccupante che esercita un’influenza crescente sugli adolescenti: la manosfera. Questo termine indica una rete di comunità online in cui si discutono temi legati alla mascolinità, spesso in opposizione al femminismo e ai cambiamenti sociali. Se da un lato alcune di queste comunità si presentano come spazi di supporto per gli uomini, dall’altro esistono frange radicali che veicolano ideologie misogine e messaggi tossici.

L’attrattiva della manosfera sui più giovani è evidente: attraverso piattaforme come YouTube, TikTok e Reddit, i contenuti manosferici raggiungono migliaia di adolescenti, offrendo risposte semplicistiche a problemi complessi legati all’identità, alle relazioni e al ruolo di genere. Ma quali sono i pericoli concreti di questa realtà per i ragazzi? E come possiamo contrastarne l’influenza?

Cos’è la manosfera?

La manosfera non è un’entità unica, ma un insieme di sottoculture che condividono un’idea comune: la convinzione che la società moderna penalizzi gli uomini a favore delle donne. All’interno di questa rete si distinguono diverse comunità con posizioni e obiettivi specifici.

Men’s Rights Activists (MRA): sostengono che gli uomini siano vittime di discriminazioni legali e sociali, in particolare nei divorzi e nella custodia dei figli.

Men Going Their Own Way (MGTOW): promuovono l’idea che gli uomini debbano allontanarsi dalle relazioni con le donne per preservare la loro autonomia e il loro benessere.

Pick-Up Artists (PUA): diffondono tecniche di seduzione spesso manipolative, presentando le donne come obiettivi da conquistare piuttosto che come persone.

Incel (Involuntary Celibates): uomini che si definiscono incapaci di ottenere relazioni sentimentali o sessuali e che spesso esprimono rabbia e risentimento verso le donne, considerate responsabili della loro solitudine.

Ma la categoria più inquietante e molto presente in rete sono i Redpillati (Red-pilled): credono di aver “scoperto la verità” sulle dinamiche sociali e di genere. Criticano il femminismo e sostengono che le donne approfittino di privilegi a scapito degli uomini. 

Chi sono i redpillati e perché rappresentano un rischio?

Il termine redpillato deriva dal film Matrix (1999), in cui la red pill (pillola rossa) simboleggia il risveglio alla “vera realtà”, contrapposta alla blue pill (pillola blu), che rappresenta l’ignoranza rassicurante. Nella manosfera, questa metafora è stata reinterpretata per indicare coloro che credono di aver compreso la presunta “verità” nascosta sulle relazioni tra uomini e donne.

La manosfera, un pericolo nascosto per gli adolescenti su internet

I redpillati condividono una serie di convinzioni tossiche tra cui quella che le donne siano ipergame: credono che le donne scelgano partner esclusivamente in base allo status e alla ricchezza, rendendole opportuniste per natura. A risposta di ciò essi promuovono un modello di uomo dominante, emotivamente distaccato e orientato al potere, rifiutando la vulnerabilità come debolezza.

Per loro il femminismo danneggia gli uomini, vedolo come una minaccia che limita i diritti maschili e favorisce le donne in ambito legale e sociale.

Questi messaggi, semplificati e diffusi tramite video virali e meme, si radicano facilmente nella mente di adolescenti già alle prese con dubbi e insicurezze. Il pericolo maggiore è che tali contenuti normalizzano atteggiamenti misogini, rafforzano stereotipi dannosi e possono essere il primo passo verso una radicalizzazione più estrema.

Come la manosfera attira gli adolescenti

I contenuti della manosfera sono progettati per essere accattivanti e facilmente condivisibili. Meme, video provocatori e discorsi carismatici sfruttano le insicurezze adolescenziali e offrono spiegazioni semplici a problemi complessi. Le piattaforme social, con i loro algoritmi, amplificano questi messaggi, portandoli rapidamente a un pubblico giovane e impressionabile.

Personaggi come Andrew Tate incarnano perfettamente questa dinamica. Ex kickboxer e influencer, Tate ha guadagnato milioni di seguaci diffondendo messaggi che esaltano una mascolinità iper-aggressiva e denigrano il ruolo delle donne. Con promesse di successo e indipendenza, figure come lui diventano modelli per adolescenti in cerca di risposte e identità. 

La manosfera, un pericolo nascosto per gli adolescenti su internet

Nel 2022 era stato arrestato in Romania, dove si era trasferito nel 2017 perché la polizia britannica indagava per presunti abusi su una donna, per tratta di esseri umani, sfruttamento della prostituzione e costituzione di un gruppo criminale organizzato: con il fratello avrebbe sfruttato sei donne per produrre contenuti pornografici.

La recente serie Adolescence su Netflix ha evidenziato come questi contenuti possano spingere alcuni giovani verso atteggiamenti violenti e misogini, raccontando la storia di un tredicenne coinvolto in atti estremi dopo essere stato esposto a materiale manosferico.

I rischi concreti per gli adolescenti

L’esposizione alla manosfera può avere conseguenze profonde sullo sviluppo emotivo e sociale degli adolescenti tra cui l’interiorizzazione della misoginia: ripetuti messaggi che presentano le donne come nemiche o manipolatrici possono portare a una visione distorta delle relazioni.

Il senso di appartenenza a queste comunità può portare i giovani a isolarsi da amici e familiari, aumentando il rischio di problemi psicologici e in casi estremi, l’immersione in questi ambienti può favorire il passaggio da semplici opinioni sessiste ad azioni violente o estremiste.

Come contrastare l’influenza della manosfera

Affrontare il fenomeno della manosfera richiede un intervento coordinato tra genitori, scuole e istituzioni.

Sicuramente cominciando dalle basi e dunque educare al pensiero critico: insegnare agli adolescenti a riconoscere e analizzare criticamente i contenuti online, sviluppando una sana diffidenza verso messaggi semplicistici o divisivi. Inoltre la promozione di modelli positivi legati ad una mascolinità empatica e collaborativa nei riguardi delle donne, o addirittura eliminare del tutto il concetto di mascolinità come quello di femminilità, creando una società fatta da esseri umani.

Un’opzione che spesso viene presa in considerazione per migliorare l’esperienza on line è quella di responsabilizzare le piattaforme digitali: spingere dunque i social media ad adottare politiche più rigorose contro la diffusione di contenuti misogini e a implementare sistemi di monitoraggio più efficaci.

Comprendere il funzionamento di queste comunità e contrastarne l’influenza è fondamentale per proteggere i giovani e promuovere una società più equa e rispettosa. Attraverso l’educazione, il dialogo e una vigilanza costante, possiamo costruire un futuro in cui ogni adolescente sia libero di esplorare la propria identità senza cadere nelle trappole di ideologie tossiche e divisive.

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