Incel, la misoginia radicale dei “celibi involontari”

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“Incel” è il termine che evidenzia lo status di “celibe involontario”. Nato come semplice definizione, oggi è distorto e usato come bandiera per una emergente ideologia misogina e fanatica.


22 Gennaio 2021: a Genova viene arrestato un ragazzo, Andrea Cavalleri, accusato di essere a capo di un’organizzazione di matrice nazionalsocialista con finalità terroristiche. 3 Marzo 2021: a Toronto, in Canada, una corte canadese giudica Alek Minassian (non menzionato per nome dalla giudice per evitare di dare all’uomo la notorietà da lui ricercata) colpevole di 10 omicidi e 16 tentati omicidi, a bordo di un furgone lanciato in corsa su un marciapiede. 

Due fatti completamente disconnessi, all’apparenza, ma con un punto in comune, uno ben più grosso di loro: entrambi si definiscono appartenenti alla categoria degli “involuntary celibate”, conosciuti meglio come Incel.

Il termine Incel ha una storia ormai lunga: nasce nei primi anni ’90, nei meandri di un blog canadese curato da una studentessa, conosciuta come Alana, il cui unico obiettivo era aiutare chi come lei aveva difficoltà a sviluppare relazioni di natura sessuale e/o romantica. All’interno del sito, pur essendo presenti sia uomini che donne, molti degli utenti erano perlopiù uomini le cui lamentele erano spesso piuttosto aggressive. 

La crescente tossicità dell’ambiente del forum porta la sua creatrice a lasciare il sito, oggi chiuso, e a non tornare indietro. Finché, nel 2014, si rende conto di quello che ha scatenato e realizza che la definizione da lei creata, “involuntary celibate” o Incel, non potrà essere dimenticata né applicata solo a chi merita davvero solo un aiuto.

Cosa succede quell’anno? Era il 23 Maggio quando Elliot Rodger, figlio dell’aiuto regista di Hunger Games Peter Rodger, decideva di lanciare un attacco che avrebbe provocato la morte di sei persone e altri 14 feriti, il tutto culminato con il suo suicidio dopo ore di terrore a Isla Vista, in California. Proprio poche ore prima dell’attacco, l’attentatore rilasciava un video su Youtube in cui annunciava il suo raid. 

In questo video, inoltre, si sarebbe ritrovato un vero e proprio manifesto di 140 pagine circa, in cui Elliot raccontava la sua vita nel più minimo dettaglio, mettendo particolarmente in rilievo la sua rabbia verso le donne che, donando affetto immeritato ad altri uomini e rifiutandolo, lo avevano lasciato nella sua condizione di vergine. 

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Ammetteva anche di non aver mai neppure dato un bacio ad un’altra donna, nonostante il suo essere “supremo gentiluomo”, come lui stesso si definiva in quel racconto di sé stesso lasciato ad alcuni amici. Ancora una volta, torna la definizione chiave di “Incel“, che lascia intendere ad Alana cosa avesse involontariamente scatenato; un termine che, nel frattempo, aveva assunto una connotazione decisamente più forte.

La fine di Elliot Rodger, infatti, sarà soltanto l’inizio di una lunga serie di eventi. Il suo manifesto da “martire” finirà col percorrere il sottobosco di un internet ancora ignaro, incapace di comprendere la “sottocultura” che si stava diffondendo. Figlia di un’insoddisfazione dovuta, tra i tanti esempi riportati, all’emancipazione della donna e alla sua possibilità di scegliere partner che fossero più desiderabili sul piano fisico, economico e sessuale, lasciando indietro i “maschi beta” il cui valore appariva inferiore.

Tra le ragioni citate per preferire i cosiddetti maschi “alfa”o “chad”, peraltro, viene spesso citata anche la provenienza razziale, aggiungendo quindi alla spesso conclamata misoginia anche un elemento di razzismo, comune nelle frange più radicali di questa ideologia. Il tutto, ovviamente, mentre coloro che effettivamente non estremizzano né radicalizzano la loro posizione vengono marginalizzati e sono costretti a nascondersi per evitare di essere paragonati a chi, con orgoglio, definisce quelli come Rodger martiri di una causa che rasenta il religioso.

E questo, ovviamente, conduce anche a derivazioni interne, portando pure all’origine della cosiddetta teoria della “Redpill”, secondo cui chi si rende conto del valore della triade “Look, Money, Status” (Aspetto, Denaro, Status) raggiungerebbe una sorta di liberazione della mente paragonabile a quella che Neo nel film “Matrix” ottiene scegliendo appunto la “pillola rossa”.

Il gesto di Elliot Rodger verrà più volte emulato nel corso degli anni, ad esempio nel 2015 quando Chris Harper-Mercer, un ragazzo di 26 anni, uccide 9 persone e ne ferisce 8 in una sparatoria nell’Umpqua Community College a Roseburg, nell’Oregon, per poi uccidersi. Modus operandi e lasciti sono molto simili a quelli di Rodger; Harper-Mercer, inoltre, elogia apertamente il suo “predecessore”.

Ma è nel 2018 che questo fenomeno salta davvero all’occhio dei media e dei più. Come citato sopra, Alek Minassian, un cittadino canadese di origini armene, si lancia con un furgone contro la folla della città di Toronto, uccidendo così 10 persone e ferendone 16, per poi essere arrestato. Poco prima di compiere il gesto scrive un post sul suo profilo di Facebook in cui inneggia alla ribellione degli Incel ed elogia Elliot Rodger, ormai icona di questa frangia terroristica.

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Minassian, di fatto, avrebbe anche chiesto di essere ucciso ma si sarebbe consegnato senza opporre resistenza. Viene citata anche la possibilità di suoi disturbi mentali, seppure questo non lo dissoci dalla realtà Incel più estremista: parte di chi si definisce tale, infatti, afferma di avere patologie quali autismo e Asperger, che renderebbero il loro valore ancora inferiore nella ricerca per potenziali partner.

Anche in Italia questo fenomeno sembra prendere piede. Tuttavia, al contrario della situazione oltreoceano, la percezione è diversa, nonostante svariati forum in lingua italiana e gruppi Facebook dedicati abbiano già avuto delle discussioni controverse sul tema. Le radici di questa ideologia, però, sono arrivate anche qui. A Settembre del 2020 risale il duplice omicidio avvenuto per mano di un ragazzo italiano, che dichiarava di aver ucciso una coppia semplicemente perché “troppo felici” mentre lui non aveva mai avuto una relazione. 

E basta tornare agli arresti effettuati contro gruppi suprematisti bianchi, che hanno visto in Cavalleri un nome chiave. Le idee di Cavalleri, che includono opinioni antisemite e razziste, hanno messo in evidenza una forte misoginia e anche nelle sue affermazioni ricorre il termine chiave “Incel”, usato assieme a definizioni molto esplicite sulle donne, ritenute poco più che “bambole di carne”. 

In una situazione così rischiosa, senza nessun controllo, queste voci in cerca di attenzione potrebbero far leva su quella sopita voglia di vendetta di chi, in una società che sembra vivere di ipersessualizzazione, ritiene che la propria separazione dalle relazioni sia colpa delle donne.


Marco Cerniglia

Amo i viaggi, la storia, la tecnologia, la letteratura, e soprattutto la scrittura, la mia passione di sempre che pratico anche per diletto.

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