Joe Biden in Medio Oriente vuole ostacolare il protagonismo iraniano

L’obiettivo del viaggio di Joe Biden in Medio Oriente è duplice: fermare il programma nucleare iraniano e fare chiarezza sulla politica estera nella regione.


Joe Biden è arrivato in Israele in occasione del suo primo viaggio in Medio Oriente a oltre un anno dalla sua elezione, con l’obiettivo di fermare il programma nucleare iraniano ma anche di spazzare via le accuse di non avere una politica estera chiara nella regione. In una recente intervista Biden ha espresso il desiderio di tornare indietro sull’accordo nucleare iraniano del 2015. 

Il trattato sul nucleare iraniano è stato abbandonato dal predecessore di Biden, Donald Trump, quattro anni fa. L’accordo che ha coinvolto Cina, Francia, Germania, Russia, Regno Unito e Unione Europea ha comportato l’abolizione delle sanzioni contro l’Iran in cambio di severi limiti e del monitoraggio delle sue attività nucleari. Ma la mossa di Trump ha portato al disfacimento dell’accordo e le trattative rimangono a un punto morto.

Israele è sempre stato un deciso oppositore dell’accordo e considera l’Iran la sua più grande minaccia. Tel Aviv pretende che il programma nucleare di Teheran sia fermato. Teheran afferma invece che le attività nucleari sono sempre state del tutto pacifiche, ma i Paesi occidentali e la IEA (l’Organizzazione internazionale per l’energia atomica) non ne sono convinti.

Israele e Stati Uniti uniti contro l’Iran 

Il Presidente degli Stati Uniti e il Primo Ministro israeliano ad interim, Yair Lapid, si sono incontrati per sottoscrivere una dichiarazione di sicurezza che rappresenta il fronte unito contro l‘Iran, con l’obiettivo di ostacolare l’acquisizione di un’arma nucleare e affrontare le minacce a Israele. Per Biden si tratta del primo tour in Medio Oriente, in cui ha incontrato i leader israeliani e palestinesi prima di volare in Arabia Saudita.

Ma è l’Iran il punto focale dell’agenda di Joe Biden in Israele. Il presidente degli Stati Uniti condivide i timori del capo dell’esecutivo israeliano sul pericolo dell’escalation nucleare iraniana.

Successivamente, Biden ha incontrato il suo omologo israeliano Isaac Herzog che lo ha premiato con la Medaglia d’Onore Presidenziale “per la sua vera amicizia con lo Stato di Israele, il popolo israeliano e il popolo ebraico”. Il Presidente degli Stati Uniti ha ribadito il suo impegno per la sicurezza di Israele, senza però inoltrare alcuna proposta formale per rilanciare il processo di pace con i palestinesi.

Il messaggio di Biden a israeliani e palestinesi per i due Stati 

«Quella dei due Stati resta la soluzione migliore per garantire pace e stabilità e risolvere il conflitto israelo-palestinese». Parole che il Presidente americano Joe Biden ha sottolineato anche a Betlemme nel faccia a faccia con il leader dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmud Abbas, concludendo il suo viaggio in Medio Oriente. 

«Ci deve essere un orizzonte politico che il popolo palestinese può effettivamente vedere e sentire», ha sottolineato in conferenza stampa Biden. «Anche se in questo momento il terreno non è ancora maturo per riavviare i negoziati, gli Stati Uniti e la mia amministrazione non rinunceranno all’obiettivo di avvicinare palestinesi e israeliani». 

Dopo mesi di tensioni e violenze in Cisgiordania, il presidente dell’ANP Abbas è tornato a chiedere la pace. Parole rivolte a Gerusalemme, al governo dello stato ebraico. Come Biden, ha quindi chiesto giustizia per la giornalista palestinese-americana Shireen Abu Akleh, uccisa da colpi di arma da fuoco israeliani lo scorso maggio: «gli assassini devono pagare per quanto hanno commesso, perchè se non ci sarà giustizia ci sarà un’escalation di violenza e la perdita della speranza di un futuro migliore».

La speranza passa anche da quel pacchetto di aiuti di cento milioni di dollari che Washington avrebbe promesso per sostenere la sanità palestinese; dopo aver visitato i territori Biden si è diretto all’aeroporto di Tel Aviv alla volta dell’Arabia Saudita. Seconda tappa di un viaggio complicato e cruciale con Riad che ha riaperto i cieli alle compagnie aeree israeliane. Nonostante la forte alleanza tra i due Paesi, si parlerà molto della Siria e dell’opera di mediazione iraniana nei confronti della Turchia. Un protagonismo che Washington vorrebbe evitare.

Foto di Copertina Amir Levy/Getty Images


Antonio Di Dio

Responsabile "Esteri". Laureato in Studi Filosofici e Storici, scrivo di cultura, politica e geopolitica. Amo l’arte, la poesia, la musica e il cinema. Vedo il giornalismo come una forma di attivismo, un servizio per la comunità.