Venezuela, la cattura di Maduro è anche un messaggio alla Cina

Venezuela, la cattura di Maduro è anche un messaggio alla Cina

Il blitz degli Stati Uniti in Venezuela crea tensioni con la Cina: Pechino condanna la violazione della sovranità venezuelana e traccia il confine con il caso Taiwan.


Il blitz statunitense contro il presidente venezuelano Nicolas Maduro scatena la reazione della Terra del Dragone, che condanna le azioni USA definendole come una violazione del diritto internazionale e della sovranità venezuelana.

Ma cosa porta la Cina a intervenire sulla questione Venezuela?

Le relazioni tra Cina e Venezuela sono sempre state “solide come una roccia”. I due Stati hanno instaurato relazioni diplomatiche dal 1974 e nel 2014 hanno istituito una partnership strategica volta alla cooperazione in vari settori come quello siderurgico, energetico, finanziario, minerario, infrastrutturale, agricolo, tecnologico e delle comunicazioni. A tal proposito, la maggior parte delle esportazioni petrolifere venezuelane approda in Cina (80% del petrolio venezuelano è andato alla Cina solo nel 2025) che, a sua volta, finanzia numerosi progetti infrastrutturali e investimenti in tutto il Venezuela. Questo mette in evidenza la forte dipendenza economica reciproca dei due paesi.

Inoltre, l’accordo sino-venezuelano si propone di incrementare il dialogo politico e gli scambi ai massimi livelli istituzionali. Infatti, l’obiettivo è quello di coordinarsi su tematiche quali il diritto internazionale, realizzazione di una strategia politica condivisa e diffidenza verso un mondo guidato dagli USA. Per tali ragioni non deve sorprendere il fatto che Pechino sia intervenuta a sostegno di Caracas.

L’incontro tra Maduro e la Cina

Il presidente venezuelano Maduro e una delegazione cinese di alto livello si erano incontrati qualche ora prima del blitz per rafforzare la partnership strategica e la loro cooperazione economica e politica. La cattura del presidente venezuelano é stata definita dal ministro degli esteri cinese come “una violazione del diritto internazionale, dei principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite e della sovranità venezuelana”.

Tale critica è stata seguita dalla richiesta di rilascio immediato del presidente Maduro e della moglie, invitando gli USA alla risoluzione delle controversie attraverso il dialogo e non l’uso della forza. Dunque, la cattura del presidente Maduro ha significato un duro colpo per la Cina. Da un lato le azioni statunitensi hanno messo seriamente in difficoltà uno dei principali partner strategici di Pechino, ma dall’altro l’azione di Washington è stata percepita dalla leadership cinese come un’umiliazione, dato che Pechino non è riuscita a impedire la cattura di un alleato sotto i suoi occhi.

Venezuela, la cattura di Maduro è anche un messaggio alla Cina

Per cui, l’intervento cinese ha come obiettivo difendere interessi materiali, ma anche principi geopolitici e calcoli strategici. Infatti, intervenendo sulla questione Maduro, Pechino si mostra coerente con i principi tradizionali della sua politica estera, ovvero quello di non interferenza negli affari interni di uno stato, e di rispetto della sovranità nazionale e integrità territoriale, principi che condivide con Caracas.

Chi legittima l’uso della forza a livello internazionale?

La risposta della Terra del Dragone si inquadra nella cornice del diritto internazionale, così come definito dalla Carta delle Nazioni Unite. Secondo tale contesto, l’uso della forza è contemplato secondo determinate procedure ovvero la legittima difesa o l’autorizzazione da parte del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. E’ in questo scenario che la Cina sviluppa la sua risposta agli eventi in Venezuela, sottolineando l’importanza delle istituzioni multilaterali come risposta alle crisi internazionali.

Inoltre, la Cina difendendo il Venezuela sul piano diplomatico, si propone come alternativa all’influenza statunitense, rafforzando la sua credibilità nei Paesi del Sud Globale. Negli ultimi anni l’influenza cinese nell’America del Sud è cresciuta particolarmente e per questo le azioni di Washington sono considerate da Pechino come un’azione di contrasto alla crescente influenza cinese in un area del mondo interessante per gli USA.

Venezuela, la sfida invisibile: perché la cattura di Maduro è anche un messaggio alla Cina

Per tali ragioni, la crisi venezuelana sembrerebbe essere un altro campo in cui si disputano le rivalità sino-statunitensi. Non sembrerebbe, infatti, un caso che la cattura di Maduro sia avvenuta subito dopo l’incontro tra Venezuela e Cina, cercando di far saltare, o meglio, ostacolare il raggiungimento degli obiettivi strategici concordati, nonché a ledere l’influenza cinese in Venezuela e, nel raggio più ampio, nel Sud America.

All’indomani della cattura di Maduro, non sono mancate le interpretazioni sui possibili collegamenti con il caso Taiwan. Secondo queste supposizioni il caso del Venezuela potrebbe costituire un precedente per riannettere il territorio di Taiwan alla Terra del Dragone, considerando le numerose ostilità cinesi nei suoi confronti. Ma tali affermazioni non combaciano con la narrativa cinese.

“La Cina non è gli USA e Taiwan non è il Venezuela”

In molte occasioni, la leadership cinese ha ribadito che Taiwan è una “questione interna cinese”: ciò vuol dire che, a differenza del Venezuela, Taiwan non è considerato uno stato, ma parte integrante del territorio cinese: per tale ragione non reggono le numerose similitudini fatte con il caso Maduro. Pur ritenendo necessaria e inevitabile la riunificazione di Taiwan, il presidente cinese Xi ha più volte ribadito che tutto avverrà con cautela, rispettando i tempi e le modalità previste.

Tale discrezione spiega la posizione assunta dalla Cina sulla questione venezuelana. Se da un lato la Cina condanna le azioni USA in Venezuela, considerandole contro il diritto internazionale, dall’altro lato il suo intervento rimane entro i minimi termini ovvero cercando sempre di evitare un inasprimento delle relazioni con gli USA.

Il suo intervento è servito da un lato ad allinearsi con la risposta del resto del mondo, proprio per acquisire credibilità e non perdere fiducia, ma dall’altro mira a contrastare le politiche occidentali, proponendo un ordine internazionale favorevole alla sua narrativa strategica. Dunque l’intervento cinese nella questione venezuelana dimostra come le tensioni sino-statunitensi si disputano in altre aree oltre le tradizionali Europa e Asia.

Se da un lato la Terra del Dragone cerca di mantenere un tono diplomatico senza ricorrere all’uso della forza per tutelare i suoi interessi, dall’altro Washington tenta di marcare i territori in cui la Cina cerca di insediarsi e portare avanti i suoi interessi strategici, dando prova di essere ancora in grado di influenzare gli equilibri politici in maniera diretta. E’ sulla ricerca dei check and balances che si definiranno le relazioni sino-statunitensi non solo per quanto riguarda il Venezuela ma anche le loro sfide geopolitiche.

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