Euro digitale, l’accordo sull’indirizzo politico dell’Eurogruppo
Lo scorso 19 settembre, l’Eurogruppo ha raggiunto un accordo che traccia la rotta da seguire verso l’emissione dell’euro digitale e la definizione del quadro istituzionale per determinare il tetto massimo di detenzione di denaro nei portafogli dei cittadini.
Nella riunione del 19 settembre, l’Eurogruppo ha segnato una tappa importante nel processo di introduzione dell’euro digitale. Nel dettaglio, i Ministri degli Stati membri dell’Eurozona hanno raggiunto un accordo sull’indirizzo politico da adottare nei prossimi mesi, nell’ottica di garantire la piena realizzazione di tale progetto.
Cos’è e perché l’euro digitale?
L’euro digitale costituisce una delle principali sfide dell’Unione Europea (UE) in campo monetario. Si tratta di un progetto che trova la propria giustificazione nel costante progresso tecnologico e nella continua espansione dei pagamenti elettronici e mobili. Sebbene, di fatto, ancora oggi sia il contante a rappresentare il principale mezzo di pagamento nell’UE, la nuova era della digitalizzazione ha imposto un ripensamento nel modo di intendere la moneta unica.
Diversi, inoltre, sono i vantaggi che sono stati individuati nella possibile introduzione dell’euro digitale. Nello specifico, quest’ultimo assumerebbe le caratteristiche di una stablecoin, poiché il suo valore rimarrebbe ancorato ad un prezzo stabile e garantito da un’istituzione monetaria, ossia la Banca Centrale Europea (BCE).
Non solo i privati, ma anche le imprese potrebbero usufruire di tale valuta, andando ad integrare l’uso del contante fisico. Per come è stata concepita, la nuova forma pubblica di moneta digitale risulterebbe accessibile e accettata in tutta la zona euro. In tal modo, l’innovazione e la digitalizzazione nell’economia dell’UE riceverebbero un nuovo impulso, rafforzando l’autonomia strategica aperta.
Oltre ai benefici sopra richiamati, l’euro digitale avrebbe un notevole impatto positivo anche sui consumatori. Nel dettaglio, il relativo utilizzo sarebbe gratuito, facile, sicuro e garantirebbe un livello di protezione della privacy superiore rispetto agli altri mezzi di pagamento del medesimo genere.
La tabella di marcia secondo l’Eurogruppo
Muovendo dalle iniziative passate e dal pacchetto di proposte legislative della Commissione europea, l’Eurogruppo ha concordato una tabella di marcia ben precisa. Con questa, i Ministri degli Stati membri dell’Eurozona hanno individuato le tappe necessarie da perseguire in materia di euro digitale.

Come si evince dal grafico sopra riportato, il lavoro dell’Eurogruppo ha condotto all’identificazione di un apposito quadro istituzionale di riferimento con precisi obiettivi. Da un lato, determinare il ruolo che ogni Istituzione europea coinvolta dovrebbe svolgere, nel pieno rispetto dei Trattati UE; dall’altro, individuare le modalità tramite cui stabilire il tetto ai limiti di detenzione nei portafogli, nonché per l’emissione dell’euro digitale.
Ad oggi, non resta che attendere l’attuazione di quanto deciso nella riunione dello scorso 19 settembre. Nonostante ciò, è innegabile l’ambizione che un siffatto progetto di per sé racchiude. Parafrasando quanto affermato dal Presidente dell’Eurogruppo, Paschal Donohoe, assicurare un futuro digitale alla moneta unica è essenziale per l’euro. E l’accordo raggiunto dai Ministri è l’espressione di quella determinazione collettiva necessaria allo scopo.


