L’Unione europea sta entrando in una fase politica decisiva
A due mesi dalle europee e con le sfide globali sempre più importanti, all’interno dell’Unione europea si discute su come soddisfare le ambizioni europee di farsi trovare adatta, pronta ed efficiente a tali sfide.
Alla fine di novembre il Parlamento europeo ha dato il via libera alle proposte di riforma dei Trattati dell’Unione europea. Al Vertice di Granada di inizio ottobre scorso è emersa la volontà politica di rendere l’Unione europea “a prova di futuro”: più agile e con una maggiore capacità di azione, soprattutto se deve crescere.
Sono passati 15 anni dall’ultimo aggiornamento del Trattato di Lisbona: firmato nel 2007 ed entrato in vigore nel 2009, il Trattato conferisce all’Unione europea una personalità giuridica propria. A poco più di due mesi dalle europee ci si interroga su come rendere l’Unione più efficiente e adatta alle sfide contemporanee.
Tra le sfide globali che richiedono una maggiore capacità di azione da parte dell’Unione europea c’è sicuramente la guerra in Ucraina, oltre che la transizione digitale ed energetica.

All’interno di un contesto globale diverso, con alcuni cambiamenti che ci sono stati in termini di equilibrio politico e strategico nello scacchiere internazionale, i leader dell’Unione sostengono la necessità di dover aumentare la capacità di difesa e quindi di sostenere l’Ucraina.
La difesa dello Stato di diritto e la legittimità democratica dell’Ue potrebbero essere rafforzate attraverso riforme istituzionali. Questo perché è emersa la volontà dei leader europei di provare a lavorare su alcune debolezze dell’Unione europea, come ad esempio il fatto di non essere stata in grado negli ultimi anni di proteggere lo Stato di diritto in tutti gli Stati membri.
L’articolo 7 del Trattato sull’Unione europea (Tue) prevede la possibilità di sospendere i diritti di adesione qualora un Paese violi gravemente e persistentemente i principi su cui si fonda l’Ue, come definito nell’articolo 2 del Trattato. Restano per contro, impregiudicati, gli obblighi che incombono al Paese stesso.
Tra le sfide condivise c’è quella al cambiamento climatico, la transizione energetica e digitale. L’auspicio e la volontà dei leader europei è quella di far avere all’Europa un ruolo chiave nel miglioramento della governance globale e nell’affrontare il cambiamento climatico.
La pandemia di Covid-19 ha inoltre evidenziato la necessità di un coordinamento e di una cooperazione a livello europeo nel campo della salute. Uno spazio europeo dei dati sanitari, un accesso equo all’assistenza sanitaria all’interno dell’Unione europea, l’acquisto congiunto di vaccini e farmaci, sono solo alcuni dei beni pubblici che potrebbero essere sviluppati all’interno del blocco.
Alcuni oppositori di tali riforme ritengono che questi poteri dovrebbero essere devoluti agli Stati membri e chiedono una maggiore sovranità nazionale. Altri ritengono che le modifiche ai Trattati non siano necessarie perché i testi consentono già alcune di queste misure. La discussione sembra dunque entrata in una nuova fase, sempre più calda e decisiva, con le elezioni europee alle porte.


