Picco di estinzione glaciale imminente: l’impatto del riscaldamento globale
Un nuovo studio di Nature Climate Change avverte sul tragico picco nella perdita di corpi glaciali, con le Alpi tra le zone più colpite.
Il 15 dicembre la rivista Nature Climate Change ha pubblicato uno studio che analizza oltre 211 mila ghiacciai nel mondo, rivelando un fenomeno definito “picco di estinzione glaciale”. Oggi scompaiono circa mille ghiacciai ogni anno, ma entro la metà del secolo il ritmo potrebbe accelerare drammaticamente: tra il 2041 e il 2055 si prevede la perdita di 2 mila ghiacciai all’anno nello scenario più ottimistico e fino a 4 mila nello scenario peggiore. Questo significa che ci si avvicina a un punto critico, in cui la scomparsa dei ghiacciai sarà più rapida che mai.
Gli attuali obiettivi climatici porteranno il mondo a un riscaldamento di 2,7 °C rispetto alle temperature preindustriali entro la fine di questo secolo. Ciò significherebbe che il 79% dei ghiacciai mondiali scomparirà entro il 2100.
I quattro scenari di riscaldamento
Spesso lo studio di queste “frontiere” del riscaldamento globale è effettuato in termini di riduzione del volume dei ghiacciai. Stavolta, invece, ci si è concentrati sul numero esistente sulla superficie terrestre. “Sapere quando e dove ciascuno di quei ghiacciai scomparirà è particolarmente importante”, ha spiegato Lander Van Tricht, glaciologo del Politecnico di Zurigo, in Svizzera, e principale autore del paper.
Gli scienziati hanno simulato quattro possibili traiettorie di riscaldamento globale: aumento di 1,5 gradi, 2 gradi, 2,7 gradi o 4 gradi centigradi della temperatura media globale, rispetto ai livelli pre-industriali.
Nel primo scenario, compatibile con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, il picco di estinzione si fermerebbe a circa 2.000 ghiacciai persi ogni anno, lasciando in vita circa la metà degli attuali ghiacciai, ma questo è ormai considerato superato in base agli attuali andamenti. Con +2,7°C, che riflette gli impegni attuali, il numero salirebbe a 3.000 sparizioni annue e sopravviverebbe solo il 20% dei ghiacciai mondiali. Lo scenario più estremo, +4°C, porterebbe a una perdita quasi totale: meno del 10% dei ghiacciai sopravvivrebbe entro il 2100.
Si prevede che lo scioglimento dei ghiacciai provocherà un innalzamento del livello del mare di 25 centimetri nel corso di questo secolo, oltre a ridurre lo scioglimento estivo da cui molte regioni dipendono per l’irrigazione. Due miliardi di persone, infatti, vivono in bacini idrografici alimentati dalla neve e dal ghiaccio delle montagne, molti dei quali vicino a fiumi che hanno origine dai ghiacciai.
La situazione delle Alpi
A patire maggiormente le conseguenze dei cambiamenti climatici sono i ghiacciai più piccoli, come quelli del Caucaso, delle Ande tropicali o dell’Asia settentrionale, ma anche le Alpi europee sono tra le aree più vulnerabili.
Qui il picco di estinzione arriverà già tra il 2033 e il 2041. Anche nello scenario più favorevole (+1,5°C), sopravviverebbe appena il 12% degli attuali ghiacciai alpini, mentre con +4°C ne resterebbe solo l’1%. Ghiacciai iconici come l’Aletsch e il Rodano si ridurrebbero a lembi di ghiaccio frammentati, trasformando radicalmente il paesaggio alpino e mettendo a rischio ecosistemi e risorse idriche.
Al contrario, gli unici ghiacciai che resisteranno più a lungo sono quelli presenti in Groenlandia, alle isole Svalbard, in Russia e nella porzione settentrionale del Canada.
Il rapido ritirarsi delle fronti glaciali non comporta solo perdita di paesaggi affascinanti e biodiversità, ma equivale alla sparizione di importanti riserve di acqua dolce e di fondamentali servizi ecosistemici. Inoltre il permafrost, degradandosi, causa instabilità sui versanti con pesanti rischi per le infrastrutture di alta quota.

Speranze per il futuro
Nonostante il quadro allarmante, lo studio di Nature Climate Change sottolinea che non tutto è perduto. Limitare il riscaldamento globale a +1,5°C potrebbe salvare circa la metà dei ghiacciai mondiali e garantire una maggiore sopravvivenza di quelli alpini.
Ogni decimo di grado conta: la differenza tra perdere 2.000 o 4.000 ghiacciai all’anno dipende dalle decisioni politiche e dalle azioni che intraprenderemo oggi. Il concetto di “picco di estinzione” non è solo una previsione scientifica, ma un campanello d’allarme che ci ricorda l’urgenza di agire subito per evitare un collasso irreversibile.


