Ucraina, l’infelice volto della nuova Guerra Fredda

L’Ucraina sembra essere diventata il nuovo volto di una Guerra Fredda in salsa strettamente europea. Come si è giunti a questo punto?
Colloqui arenati, soluzioni non trovate, rifiuti da una parte e dall’altra. Il conflitto tra Ucraina e Russia, nel mentre, continua ad oltranza, senza una via d’uscita che possa rivelarsi favorevole a Kyiv. E nel frattempo, nei tavoli alti, si parla di divisioni che lascerebbero solo una situazione più instabile.
Keith Kellogg, l’inviato della Casa Bianca nella capitale ucraina, ha infatti proposto una separazione del territorio ucraino non dissimile a quella della Berlino della Guerra Fredda, con una zona in mano alla Russia, e il resto ancora in territorio europeo. Il generale ritirato, messo in ombra dal mediatore in Russia Steve Witkoff, ha ricevuto aspre critiche per questa soluzione, che sarebbe a tutti gli effetti vista come una capitolazione dell’Ucraina, senza garanzie di sicurezza per un domani.
Alle accuse, tuttavia, Kellogg avrebbe risposto scusandosi, e affermando che la divisione sarebbe soltanto una garanzia di sicurezza, in quanto “l’esercito dei volenterosi” di cui parla l’uomo di Trump in Ucraina sarebbe una forza di protezione per gli interessi di Kyiv e non una fautrice di divisioni letterali. In ogni caso, il piano del Cremlino non prevederebbe forze militari sul territorio ucraino, quindi l’idea sarebbe già stata scartata.
Ucraina, le discussioni ai tavoli alti
Nel mentre, Putin e Trump continuano a parlare del futuro della regione senza ascoltare i pareri di Kyiv, o le affermazioni scettiche dell’Unione Europea. Il Cremlino, dopotutto, ha tutto l’interesse ad aspettare a lungo perché si risolva il conflitto, dato che si trova dalla sua le alleanze economiche mai decadute, e, al contrario dell’Ucraina, i suoi alleati non vacillano nel loro sostegno. Zelenskyy, invece, fa i conti con una alleanza “ad orologeria”, che è quella con gli USA, e un sostegno sempre più vacillante che è quello che l’Europa cerca di offrire.
Ai tavoli alti, tuttavia, non si è ancora giunti a un accordo definitivo. Donald Trump continua a definire i suoi dialoghi con Vladimir Putin “molto produttivi”, ma di fatto ogni tentativo che gli USA portano avanti scompare in una nuvola di fumo che il Presidente americano sembra gettare davanti agli occhi del suo elettorato e degli “alleati” della NATO.
Unione Europea e la difesa dei confini: qual è la situazione?
Cosa fa nel frattempo l’Europa? Il problema, in realtà, non sembra essere strettamente europeo. Alla riunione dei “volenterosi”, infatti, hanno partecipato anche Paesi non appartenenti all’Europa in senso stretto, ma piuttosto alleati attraverso la NATO, come la Turchia e il Canada. Questo vertice, riunitosi prima in Gran Bretagna con Volodimir Zelenskyy partecipante, e poi convocato da Parigi, è servito a capire chi, oltre all’Eliseo, ha intenzione di continuare ad aiutare l’Ucraina, indifferentemente da quale sia l’approccio statunitense alla vicenda.
Nelle parole stesse di Macron, «bisogna sperare nel meglio ma prepararsi al peggio». Va quindi auspicata, ma non attesa, una partecipazione statunitense, che al momento sembra quanto mai lontana dalle possibilità, visto che i vertici statunitensi e russi continuano a rifiutare qualsiasi forma di partecipazione alle trattative da parte di Ucraina ed Unione Europea. Un vero affronto, se si considera la posta in gioco per queste ultime, ma pare che agli USA sia sfuggita la loro posizione nello scacchiere geopolitico.


