Addio a Enrico Valenti, papà di Uan di Bim Bum Bam

Addio a Enrico Valenti, papà di Uan di Bim Bum Bam

Un altro pezzo dell’infanzia dei millennials si è spento qualche giorno fa con la morte di Enrico Valenti, il papà di Uan e co-fondatore di Bim Bum Bam.


C’era un tempo in cui basta tornare da scuola, salire sul divano e accendere la TV su Italia 1 per essere catapultati in un pomeriggio magico. Quel tempo si chiamava Bim Bum Bam, e tra le sue anime creative c’era Enrico Valenti. Oggi, con la sua scomparsa avvenuta il 15 luglio 2025 all’età di 71 anni, si spegne un altro pezzo della nostra infanzia .

La nascita di Uan e l’ascesa di Bim Bum Bam con Enrico Valenti e Gruppo 80

Enrico Valenti, co-fondatore del Gruppo 80, è stato l’artigiano visionario che ha dato vita a Uan e a tanti altri personaggi indimenticabili per Bim Bum Bam  . Nel 1981–’83 lavorava con ritmi più umani, poi dal 1983, con l’arrivo su Italia 1 del programma e la nascita di Uan, tutto è drasticamente cambiato  .

Il progetto prendeva forma già su Antenna Nord, poi nel 1982 il programma è migrato su Italia 1, diventando fenomeno nazionale  . Valenti ricordava che Uan nacque da un esperimento spontaneo: un cane rosa, nato da un avanzo di pelo in laboratorio, che conquistò subito Silvio Berlusconi e i suoi figli  .

Un pomeriggio di risate e merende

Bim Bum Bam non era solo cartoni — da Kiss Me Licia a I Puffi, da City Hunter a Sailor Moon — ma sketch, giochi e complicità tra conduttori e pupazzi  . Con Paolo Bonolis, Manuela Blanchard, Debora Magnaghi e altri, il trio umano-pupazzo divenne mito: Uan, grazie alla voce di Giancarlo Muratori, era spalla irriverente e amica sincera  .

Addio a Enrico Valenti, papà di Uan di Bim Bum Bam

Bim Bum Bam, con il suo linguaggio “artigianale” e caloroso, vinse quattro Telegatti – a partire dal 1986 – diventando la bandiera di un’era in cui la TV parlava davvero ai bambini  . Ogni giorno alle 16:00, e persino la domenica mattina, milioni di bambini si sintonizzavano per l’appuntamento con la fantasia e la fiducia di un mondo tutto sommato semplice.

Quando la televisione aveva il cuore

Dietro ogni pupazzo c’era la cura capillare di Enrico Valenti. Dal design (Uan, Four, Five, Ambrogio) alla costruzione, fino all’interazione con i conduttori: tutto era curato “a mano” per renderlo vivo e credibile   . Era una televisione fatta di incontri veri, sguardi, risate e fantasia.

Dal 2000 il programma cambiò pelle: rimasero solo le sigle, poi fino al 2002 rimase un contenitore vuoto, e da quell’autunno il nome Bim Bum Bam scomparve definitivamente dal palinsesto  . Con esso, la TV per ragazzi con ancora un’anima, fatta di carezza e artigianato, lasciava il posto al mondo digitale, agli algoritmi, al caos.

L’eredità indelebile di Enrico Valenti

Con la scomparsa di Enrico Valenti, se ne va un artigiano della fantasia. Ma il suo magico lascito vive ancora: basta risentire una delle vecchie sigle o rivedere Uan per sorridere e sentire il cuore battere più forte. Quel pomeriggio di merende, zaini buttati e risate, rivive.

Grazie, Enrico. Perché ciò che hai costruito non era solo un pupazzo, ma un abbraccio televisivo. E per molti di noi, quell’abbraccio è diventato parte dell’anima.

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