La Germania e la persistente crisi economica

La situazione economica nella quale si dibatte la Germania sembra non avere fine e, al contrario, peggiorare. Analizziamo il contesto di riferimento.
Gli ultimi dati che certificano lo stato di crisi profonda nella quale langue l’economia della Germania sono stati pubblicati dall’IFO Institut nelle sue “Previsioni economiche per l’autunno 2024” lo scorso mercoledì.
Secondo l’Istituto, l’economia tedesca quest’anno manterrà un andamento stagnante del prodotto interno lordo (Pil), senza alcuna variazione, riuscendo a recuperare solo dello 0,9% il prossimo anno e segnando una crescita “decente” dell’1,5% soltanto nel 2026. Unico fattore positivo nei dati snocciolati dalla pubblicazione riguarda l’andamento dell’inflazione, che tenderà a un calo graduale dal 2,2% di quest’anno all’1,9% del 2026.
Le cause della crisi
Le note dolenti provengono, in particolare, dall’andamento fiacco dei consumi e dal calo della produzione manifatturiera. Nel primo caso siamo in presenza in una situazione di stallo psicologico: in effetti, a mancare non sono le risorse, o quantomeno non del tutto, ma a prevalere in Germania è il timore di spesa volto a mantenere dei risparmi in caso di problemi. Questa condizione sarebbe testimoniata dal netto incremento del risparmio bancario che ha toccato la soglia dell’11,3% nel 2024, ben al di sopra del 10,1% medio dell’ultimo decennio.
La crisi del settore manifatturiero tedesco è conclamata ed è stata ben delineata in precedenti articoli. Secondo quanto pubblicato dall’Istituto, essa avrà una contrazione della produzione del 2% rispetto allo scorso anno. Un andamento così limitato di due dei principali traini del Pil, quali consumi e produzione industriale, avranno probabilmente delle ricadute sulla disoccupazione, che dovrebbe toccare il 6% quest’anno per poi decrescere fino al 5,3% nel 2026.
Le previsioni dell’IFO Institut sono, peraltro, confermate dai dati sulla produzione industriale nel mese di luglio, rilasciati venerdì scorso da Destatis, l’ufficio di statistica tedesco. Nel suo consueto bollettino mensile, ha indicato un calo del 2,4% rispetto al mese precedente e del 5,3% su base annuale. Ad affondare la produzione industriale ha contribuito particolarmente il settore automobilistico, che ha segnato un calo dell’8,1% rispetto al mese precedente.
Le cause di questa forte crisi, oltre ad essere di natura geopolitica e determinate dal conflitto ucraino e dalla sempre più importante tendenza al protezionismo internazionale che ha fortemente minato la catena del valore dei beni “made in Germany”, sono determinate anche da una rete infrastrutturale che non è più adeguatamente al passo coi tempi e che crea ulteriori problemi alla circolazione commerciale.
Le speranze della Germania
Per contrastare gli effetti della crisi economica, in particolare sui consumi, sarebbe necessario agire o attraverso la leva fiscale o attraverso la leva monetaria. Dal dibattito politico tedesco e dalla rinnovata presenza dei vincoli economici europei in materia di bilancio, è da escludere l’adozione di politiche fiscali espansive volte al sostegno della domanda di consumi o investimenti.

L’unica speranza per l’economia teutonica sembra provenire da una riduzione dei tassi di interesse della Banca Centrale Europea (BCE) che potrebbero, finalmente, portare a uno sblocco delle risorse accantonate e, quindi, alla crescita di consumi e investimenti. Una risoluzione delle difficoltà economiche tedesche sarebbe necessaria anche a causa dell’interdipendenza economica europea in cui le altre economie dell’area dell’Euro soffrono della fiacchezza economica tedesca e che probabilmente sta causando effetti di riduzione della crescita sui propri partner commerciali.
Il rischio sempre più concreto, in conclusione, è quello di dovere tirar fuori dal cassetto la famosa citazione di Mark Twain, che sottolineava come « La storia non si ripete, però spesso fa rima con sé stessa”. Potrebbero intravedersi in controluce, infatti, delle “affinità» fra la situazione economica attuale e la depressione economica tedesca successiva alla Crisi del ’29, che portò al crollo della Repubblica di Weimar e all’instaurarsi della dittatura nazista. Speriamo siano solo delle suggestioni.


