PNRR Italia, approvata la valutazione preliminare della quinta rata
Lo scorso 2 luglio, la Commissione europea ha approvato la valutazione preliminare della quinta richiesta di pagamento dell’Italia nell’ambito del Next Generation EU.
Lo scorso 2 luglio, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha compiuto un passo ulteriore nell’ottica della rispettiva attuazione. La Commissione europea, infatti, ha approvato la valutazione preliminare positiva della quinta richiesta di pagamento dell’Italia, presentata dal Governo italiano il 29 dicembre 2023, nel contesto del Next Generation EU (NGEU) e, più nello specifico, nell’ambito del relativo Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza (Recovery and Resilience Facility o RRF).
Tale richiesta di pagamento – dell’ammontare di 11 miliardi di euro – concerne la realizzazione di 14 riforme e 22 investimenti, che avranno l’obiettivo di stimolare e migliorare il contesto attuale del Paese, nell’ottica di favorire maggiori opportunità sia per i cittadini che per le imprese. In particolare, i settori su cui il Governo italiano si propone di intervenire riguardano la concorrenza, gli appalti pubblici, la gestione dei rifiuti e delle risorse idriche, la giustizia, il quadro di revisione della spesa pubblica, nonché l’istruzione secondaria e terziaria.
Entrando maggiormente nel dettaglio, in primo luogo, le misure faro incluse nella quinta richiesta di pagamento attribuiscono una posizione di notevole rilevanza proprio al sistema dell’istruzione. In tale ottica, le riforme previste in tale settore mirano ad assicurare l’ottenimento di migliori risultati scolastici, così come ad adattare i differenti programmi di studio alle varie esigenze di mercato attuali, in modo da facilitare l’occupazione degli studenti. Per queste ragioni, le misure da attuare in tale ambito interverranno su specifici aspetti, tra cui l’organizzazione del sistema scolastico, il reclutamento e la carriera dei docenti, l’istruzione terziaria professionalizzante e le borse di studio per l’accesso all’università.

In secondo luogo, la richiesta presentata dall’Italia alla Commissione europea dedica uno spazio alla continua e costante implementazione di un programma per la gestione dei rifiuti, che ha già contribuito a dismettere 22 discariche irregolari e ad aumentare l’efficienza della raccolta differenziata nel territorio italiano. Evidente, in tale contesto, lo stretto legame che intercorre tra le azioni proposte in tale settore e l’obiettivo più ampio della transizione ecologica, con riferimento al quale le politiche nazionali vengono orientate al fine di ridurre l’inquinamento.
Il PNRR italiano
Il PNRR dell’Italia rappresenta uno dei Recovery Plan la cui predisposizione costituisce requisito essenziale per poter consentire agli Stati membri dell’Unione Europea (UE) di accedere alle risorse del RRF. Com’è noto, infatti, l’emergenza epidemiologica del Coronavirus (SARS-CoV-2 o COVID-19) ha imposto ai Paesi UE di elaborare, a livello comunitario, apposite misure volte a fronteggiare la sfida sanitaria, a rilanciare l’economia e promuovere la convergenza, la resilienza e la trasformazione nell’UE.
Per tale ragione, la riunione straordinaria del Consiglio europeo del 17-21 Luglio 2020 ha condotto all’adozione del NGEU, strumento di cui l’Italia rappresenta la principale beneficiaria, con un totale di risorse pari a 194,4 miliardi di euro, di cui 71,8 erogati sotto forma di contributi a fondo perduto e 122,6 a titolo di prestiti nel quadro del RRF. In questo contesto, il PNRR complessivamente inteso comprende 66 riforme e 150 investimenti, che si suddividono in 618 tra traguardi e obiettivi.
I prossimi passi
Una volta ottenuta la valutazione preliminare positiva sulla quinta richiesta di pagamento da parte della Commissione europea, spetterà adesso al Comitato economico e finanziario pronunciarsi nel merito dei traguardi e degli obiettivi che la compongono; un compito, questo, per il quale il predetto Comitato avrà a disposizione quattro settimane, entro le quali dovrà esprimere il proprio parere.
Nonostante quanto sin qui ottenuto dal PNRR, qualche dubbio circa la sua efficienza residua, in virtù di alcuni fenomeni che potrebbero comprometterne i relativi risultati. Non bisogna dimenticare, infatti, il contesto di crisi socio-economica in cui versa l’Italia a causa degli effetti dei precedenti shock finanziari, nonché della questione energetica e del conflitto russo-ucraino; non da ultimo, qualche preoccupazione e deviazione potrebbe scaturire dall’applicazione del neo Patto di Stabilità e Crescita (PSC).


