Occupazione e inflazione in Italia e in Europa

Occupazione e inflazione in Italia e in Europa

Gli Istituti di statistica europei hanno rilasciato i nuovi dati sull’andamento di due indicatori chiave per le economie: disoccupazione e inflazione.


Nei giorni a cavallo della fine del mese di maggio e dell’inizio del mese di giugno, come sempre avviene a cadenza mensile, sono stati rilasciati i nuovi dati su disoccupazione e inflazione, sia a livello europeo che nazionale. Cominciamo analizzando i nuovi dati sulla disoccupazione.

Il dato europeo sulla disoccupazione nel mese di aprile, rilasciato dalla recente pubblicazione di Eurostat, mostra un andamento sostanzialmente stabile, sia per quel che concerne l’Unione nel suo complesso che per l’Eurozona. Il dato dell’Unione di aprile si conferma al 6%, sia in confronto al mese precedente che rispetto al mese di aprile del 2023. Stessa dinamica è presente a livello di Eurozona, dove il tasso di disoccupazione al 6,4% nel mese di aprile risulta in lieve calo dal 6,5% del mese di marzo e dal 6,5% del mese di aprile dello scorso anno.

Analizzando il dato a livello di genere, la disoccupazione maschile si conferma al 5,7% sul mese precedente per quel che riguarda l’Unione nel suo complesso e, allo stesso modo, rimane stazionario al 6,1% sul mese precedente per l’Eurozona. Un lieve miglioramento mostra la disoccupazione femminile, che diminuisce dal 6,4% di marzo al 6,3% nel mese di aprile a livello continentale e che nell’area euro segna una riduzione al 5,7% dal 5,9% di marzo.

Un andamento positivo mostra il mercato del lavoro nazionale fotografato dall’Istat. Il tasso di occupazione sul mese precedente evidenzia una crescita dello 0,1%, portandosi al 62,3%; il tasso di disoccupazione scende dello 0,2%, arrivando al 6,9%. Su base annua, il miglioramento è più evidente, mostrando una crescita del tasso di occupazione dell’1,1% e una diminuzione notevole delle persone in cerca di occupazione dell’11,8%. Infine, il dato rivela una crescita sia nei rapporti da lavoro dipendente che in quelli da lavoro autonomo.

Non troppo positive sono le notizie che provengono dall’indicatore dell’inflazione nella stima flash rilasciata da Eurostat. Il dato è in crescita su base mensile dal 2,4% del mese di aprile al 2,6% del mese di maggio. Il dettaglio sull’inflazione è visibile nella tabella in basso.

indicatore dell’inflazione nella stima flash rilasciata da Eurostat
Fonte: Eurostat

Come si evince dalla tabella in alto, è completamente tramontata la fase della fiammata esogena dell’inflazione dovuta soprattutto alle componenti legate al costo dell’energia a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina e della scelta politica di rendersi indipendenti dal gas russo. Il driver principale dell’inflazione, adesso, è del tutto endogeno e trainato, in modo preponderante, dal settore dei servizi. 

Un’altra pessima notizia è che, analizzando a livello nazionale l’andamento del costo della vita, le principali economie dell’area, al netto dell’Italia come vedremo in seguito, mostrano una tendenza all’aumento dell’inflazione. In Germania il dato passa dal 2,4% di aprile al 2,8% di maggio; in Francia dal 2,4% al 2,7%; infine, in Spagna, dal 3,4% al 3,8%.

Analizzando il dato italiano sull’inflazione rilasciato da Istat, la situazione è meno preoccupante rispetto a quella europea e addirittura in controtendenza. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo, nel mese di maggio, cresce dello 0,2% su base mensile e dello 0,8% su base annua, in calo dallo 0,9% dello scorso mese.

Il traino principale dell’inflazione nazionale deriva dall’aumento dei prezzi nei settori dei beni alimentari lavorati, dei servizi relativi ai trasporti e dei servizi relativi all’abitazione che, sebbene in calo su base mensile, mostrano una crescita di circa il 2%. Si attenua, invece, il rallentamento dell’inflazione nel settore dei beni energetici lavorati e non lavorati rispetto allo scorso mese. La buona notizia è che sia l’inflazione del carrello della spesa (da 2,3% a 2%) che l’inflazione di fondo (da 2,1% a 2%) su base annua mostrano un rallentamento.

In conclusione, come si evince dai due indicatori analizzati, la situazione europea mostra un quadro contrastato. Da un lato, l’andamento del mercato del lavoro mostra un continuo consolidamento e vede segnare, specialmente nel nostro Paese, un record di occupati; dall’altro lato, il dato sull’inflazione, dopo la frenata dei mesi scorsi, sembra stabilizzarsi, ma a un livello ancora superiore rispetto al target del 2% della Banca Centrale Europea (BCE).

Questa condizione potrebbe innescare una frenata sulla decisione, tanto attesa dai mercati, circa il taglio dei tassi di interesse di riferimento dell’Eurozona da parte della BCE, con un protrarsi della politica monetaria restrittiva che tanto colpisce consumi e investimenti. In realtà, non dovremo attendere molto per capire se vi sarà un sollievo per l’economia, con una riduzione dei tassi di riferimento europei, visto che la prossima riunione del Consiglio Direttivo della BCE avrà luogo il prossimo 6 giugno e quella sarà la sede nella quale si deciderà come agire. Non resta, quindi, che attendere e sperare.

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