Israele sempre più isolato, l’unica “speranza” è davvero Donald Trump?
La situazione per Israele si fa sempre più critica nello scenario internazionale, mentre tutti “puntano gli occhi” su Rafah. A Netanyahu sembrerebbe rimanere una speranza: la rielezione di Donald Trump.
La politica estera rimane sempre più divisa dalle operazioni militari portate avanti da Israele nel territorio di Rafah. Mentre sui social si diffonde in maniera sempre più virale l’immagine ormai nota come “All Eyes on Rafah“, il Tribunale Penale Internazionale (ICC) annuncia, attraverso il suo pubblico ministero Karim Khan, un mandato di arresto verso Benjamin Netanyahu e il suo ministro della difesa Yoav Gallant, assieme a tre leader di Hamas. Una decisione che, nonostante la possibilità di rimanere solo sulla carta, potrebbe portare a svariati problemi per i due leader israeliani.
Il presidente israeliano, quando confrontato con la decisione del tribunale dell’Aia, l’ha definita una completa distorsione della realtà dei fatti, specialmente nel paragone coi leader di Hamas, i quali hanno anch’essi condannato il paragone; inoltre, Netanyahu avrebbe accusato la Corte dell’Aia di antisemitismo. Occorre ricordare, però, che il suo giudizio non viene riconosciuto dallo stato di Israele, né dagli Stati Uniti, né dalla Russia o dalla Cina.
Gli Stati Uniti, intanto, da alleati di Israele, hanno condannato allo stesso modo le parole della Corte, ma la loro posizione è decisamente diversa da quella dello Stato ebraico, in quanto tra Biden e Netanyahu vi è un rapporto decisamente più teso rispetto a quello di altri leader passati. L’attuale presidente americano deve inoltre tenere conto della sua stessa fazione, in quanto molti democratici hanno deciso di non supportare Israele in toto.
Questo non ha impedito agli States, tuttavia, di fornire altre armi alle forze israeliane. L’attacco a Rafah, infatti, nonostante quanto dichiarato da Israele, è stato considerato dagli statunitensi un semplice atto di difesa; sono stati ignorati, però, gli attacchi ad alcune tendopoli, che avrebbero portato a dei roghi che hanno fatto qualche decina di vittime, la maggior parte delle quali donne.
L’eventuale sentenza della ICC potrebbe avere svariati effetti anche senza una applicazione diretta: per esempio, alcune nazioni potrebbero essere più reticenti nel dichiarare il proprio appoggio a Israele, se non addirittura osteggiarlo attivamente come il Sud Africa. Inoltre, una simile accusa potrebbe riunire gli israeliani divisi sotto una bandiera unica, dato che al momento ai familiari degli ostaggi è stato riferito che non vi sono ancora accordi concreti per il rilascio totale di quanti rimangono in mano ad Hamas dopo l’attacco del 7 Ottobre.
Netanyahu, finora, sembra godere dell’appoggio degli Stati Uniti, al punto tale da essere stato invitato a Capitol Hill per un discorso. Tuttavia, Biden continua ad insistere con una soluzione a due stati, che Israele insiste col non accettare. Per questo, le elezioni americane determineranno anche quanto appoggio avrà lo stato ebraico: i repubblicani guidati da Donald Trump e dalle sue dichiarazioni controverse a favore di Israele, infatti, potrebbero vedere il trionfo rispetto a Biden, che al momento sarebbe sotto di una piccola percentuale rispetto al Tycoon. La sua posizione, quindi, potrebbe costargli la presidenza, specie se i democratici dovessero continuare a osteggiare il suo appoggio a Israele nonostante le controversie.


