Paul Auster, eterno come la sua New York

paul auster, scrittore, vita e opere

Ci ha lasciati all’età di 77 anni il grande scrittore americano Paul Auster, che ha fatto della sua vita e della sua città, New York, le sue massime muse per dei titoli indimenticabili come Trilogia di New York e l’invenzione della solitudine.


Lo scorso 30 aprile è venuto a mancare Paul Auster, un grande della letteratura e voce di New York, aveva 77 anni. Paul Auster si è collocato in uno spazio inesistente nella narrativa americana, con capolavori indimenticabili come la Trilogia di New York. 

A dare l’annuncio è stata la moglie su Instagram, in cui racconta la difficile convivenza con una persona cara bombardata dalle cure chemioterapiche ed immunosoppressive: Paul aveva scoperto di avere un tumore al polmone nel 2022. Prima di questa drammatica avventura nella malattia, lo scrittore aveva conosciuto i risvolti che si possono verificare nella vita per via del caso, grande ed oscura presenza che può tramutare una vicenda in tragedia.

«I lutti, gli incidenti, gli incontri, i fiori non colti, i sentieri ignorati decidono per nostro conto», questo scriveva Paul Auster, ricordando spesso una vicenda che lo ha fortemente segnato: a soli 14 anni vide morire un ragazzino colpito da un fulmine.

Le opere più significative di Paul Auster

La sua vita e New York sono state le colonne portanti del suo lavoro, la sua ispirazione, partendo dal suo romanzo d’esordio, il memoir L’invenzione della solitudine (1982) che ha scritto dopo la morte del padre. Proprio questo rapporto difficile con il padre lo ha ispirato a raccontare e riscoprire la persona che gli ha dato la vita. Lo fa interrogando tutto quello che c’è in casa e la casa stessa, per capire davvero la figura del padre, quell’uomo inaccessibile e distante che ha sempre percepito freddo.

Nel tentativo di ricostruire un ritratto più completo di quest’ultimo, scopre che all’interno della famiglia si nasconde un drammatico segreto: un delitto. In questo romanzo Paul si interroga sul ruolo del caso nelle nostre vite e nell’impossibilità di determinare in nostro destino.

Sempre basato sulla sua vita troviamo Sbarcare il lunario (1997), spietata, parziale, a tratti divertente, autobiografia dello scrittore da giovane: «A cavallo dei trent’anni vissi un periodo in cui tutto quello che toccavo si trasformava in un fallimento». Il romanzo ripercorre il difficile rapporto che l’autore aveva con il denaro e i lavori che si era ritrovato a fare per inseguire il suo sogno di diventare scrittore.

La trilogia di New York, composta da Città di vetro, Fantasmi e La stanza chiusa, pubblicati tra il 1985 e il 1987,  si basa invece sul genere poliziesco, in cui la figura dell’investigatore e quella dello scrittore si intrecciano continuamente. (Chi ha letto altri autori contemporanei come ad esempio Joël Dicker e soprattutto il suo La verità sul caso Harry Quebert, ritroverà questo impianto narrativo.). La New York in cui si muovono i personaggi della Trilogia di New York è una città allucinata e confusa, tra investigazioni, pedinamenti, scambi di identità che diventano il simbolo dell’inquietudine esistenziale che anima tutta l’opera di Auster.

Sempre come poliziesco troviamo Leviatano (1992), in cui abbiamo uno scrittore dalla vita apparentemente perfetta, Benjamin Sachs, trovato morto in circostanze particolari che vengono ricostruite e portate alla luce dall’amico Peter Aaron: lo scrittore è saltato in aria mentre costruiva una bomba. La storia si ispira in parte alla vicenda di cronaca degli anni ‘90  di Unabomber.

Nel 2010 esce Sunset Park, che è ambientato per lo più nel 2008, e troviamo di nuovo come temi fondamentali la famiglia e il rapporto tra generazioni. Sullo sfondo dell’intera vicenda c’è il crollo della finanza in America e le elezioni presidenziali con la vittoria di Obama.

Il collante delle varie storie che si trovano all’interno del romanzo è Miles Heller, un giovane precario del sud della Florida, che per lavoro entra nelle case delle famiglie sfrattate dove fotografa ossessivamente gli oggetti lasciati dai vecchi inquilini. Il romanzo divampa pagina dopo pagina come un incendio, inglobando le diverse situazioni con i loro personaggi.

Paul Auster libri

In 4321 del 2019, titolo che ha fatto trend sul Booktok, Paul ci racconta esattamente le vicende comandate dal caso. La classica frase “cosa sarebbe successo se…” allestita alle situazioni di tutti i giorni, compare come trope narrativo del romanzo.

Cosa sarebbe successo se invece di quella scelta ne avessimo fatta un’altra? Che persone saremmo oggi se quel giorno non avessimo perso il treno, se avessimo risposto al saluto di quella ragazza, se ci fossimo iscritti a quell’altra scuola… Spesso per raccontare una vita non basta una sola storia. 

Se vi siete persi questo autore, è arrivato il tempo di recuperare alcuni di questi titoli. perché il miglior modo di rimanere immortali è essere presenti nelle vite degli altri. E negli scaffali delle loro librerie. 

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