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Addio a Ruth Bader Ginsburg, icona di giustizia e advocacy

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Se ne va l’iconica Ruth Bader Ginsburg, giudice della Corte Suprema, che ha dedicato tutta la sua vita alla difesa dei diritti umani e della parità di genere.


Ruth Bader Ginsburg, conosciuta con l’acronimo RBG, classe 1933, figlia di immigrati ebrei, si è spenta lo scorso 18 settembre dopo una lunga lotta contro un tumore al pancreas. Giudice e seconda donna entrata a far parte della Corte Suprema degli Stati Uniti, a seguito della nomina dell’ex presidente Bill Clinton nel 1993, nonostante la malattia ha continuato a ricoprire il suo ruolo di giudice fino alla fine dei suoi giorni.

La sua vita è stata segnata da due lutti importanti, prima la sorella e poi la madre; tuttavia questo non ha frenato la sua determinazione nell’intraprendere gli studi di legge ad Harvard, dove si è laureata nel 1955 mentre aspettava il primo figlio dal marito Martin D. Ginsburg. 

Ruth Bader Ginsburg è stata una delle pochissime donne, a quei tempi, a frequentare un corso di legge all’università di Harvard e ciò ha profondamente influenzato le sue posizioni sulla difesa della parità di genere. L’eccezionalità del caso l’ha temprata a tal punto che si è sempre battuta per far sentire la sua voce, facendosi spazio in un mondo “di uomini”. Più volte ha dichiarato: ‹‹Non chiedo favori per il mio sesso, chiedo solo che smettano di calpestarci››, mettendo in chiaro la necessità di dare forza al cambiamento per il riconoscimento di pari diritti per le donne, diventando così uno dei massimi esponenti del femminismo tra le fila democratiche americane. 

La sua vita, infatti, è stata dedicata interamente alla difesa dei diritti umani, alla parità di genere e alla ricerca costante del raggiungimento della giustizia, secondo il suo significato più alto. È stata un grande giudice democratico all’interno della Corte Suprema e il suo impegno sociale e le sue convinzioni hanno, più volte, fatto la differenza negli Stati Uniti, a tal punto da diventare l’ago della bilancia su questioni molto dibattute: il diritto all’aborto, al matrimonio gay, miglioramenti sulle condizioni di immigrazione e l’assistenza sanitaria per tutti. La sua figura rappresentava una certezza per i democratici e, allo stesso tempo, poteva considerarsi il giusto contrappeso contro i repubblicani.

Ruth Bader Ginsburg ha messo la sua vita al servizio della giustizia e ha dato prova di una profonda devozione verso il suo lavoro di giudice democratico, progressista e liberale, una professione che è stata espressione massima della sua essenza. Durante gli ultimi giorni di vita il suo pensiero è stato rivolto al Senato e a chi avrebbe ricoperto il suo ruolo dopo la sua scomparsa. Sul letto di morte, infatti, si è rivolta alla nipote Clara Spera, con parole pregne di pragmatismo, ma allo stesso tempo colme di profonda dolcezza mista a totale adorazione per il suo lavoro: ‹‹La mia ultima e fervente volontà è di non essere rimpiazzata fino a quando non ci sarà un nuovo presidente alla Casa Bianca››.

Il suo posto, ora vuoto, è essenziale quanto determinante per le scelte future che stabiliranno cambiamenti importanti su temi cruciali. Alexandria Ocasio Cortez, in un video su Instagram, si è espressa a riguardo, dichiarando: ‹‹Penso che sia incredibilmente straziante che questo sia stato uno degli ultimi pensieri che le pesava sulle spalle prima di morire. Ora è il momento di sintonizzarsi. (…) Il reale equilibrio della nostra democrazia risiede nelle azioni che decidiamo di compiere››.

L’eventuale nomina di un nuovo giudice da parte del Senato posticipata all’elezione del nuovo presidente americano, alla scadenza del mandato di Donald Trump, è la scelta più auspicabile sia per le ultime volontà del giudice Ruth Bader Ginsburg sia per l’ala più democratica del Senato stesso, ma la questione rimane ancora tutta da decidere e l’attuale presidente americano sembrerebbe voler approfittare della situazione per nominare un giudice conservatore, smuovendo così gli equilibri interni della Corte Suprema.

In attesa dei prossimi sviluppi, dedichiamo un ultimo saluto a Ruth Bader Ginsburg, grande donna che ha permesso il cambiamento nel mondo, così come ha sempre immaginato, e fonte inesauribile di ispirazione per le generazioni a venire. 

‹‹Rest in Power››.


 
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Federica Gargano

Federica Gargano

Completati gli studi di International Relations, scrivo sui diritti umani e sulle violazioni di questi nel mondo, perché “un diritto violato in un punto della terra è avvertito in tutti i punti” (Kant).

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