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Le piste della discordia

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Da due settimane le piste ciclabili di Via Principe di Villafranca,  Via Leopardi e Piazza Unità d’Italia sono finite nell’occhio del ciclone.


Lo scorso giugno il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando e l’Assessore Giusto Catania avevano presentato un piano per sostenere la mobilità dolce nel post-Covid, sottraendo spazio alla carreggiata stradale e ampliando quello dedicato alle biciclette: il risultato è stato una sorta di legalizzazione dell’intramontabile nostrano posteggio in doppia fila, con le auto posizionate praticamente al centro della strada. 

In una città come Palermo, priva per sua natura di vie ampie, tutto ciò ha determinato inevitabilmente un aumento del traffico e degli incidenti. Le polemiche sono dunque fioccate tanto fra i residenti, che si sono visti sottrarre il tanto agognato posto auto sotto casa, quanto tra i semplici cittadini, che non hanno tardato a ricorrere allo strumento della petizione lamentando la mancanza di una vera e propria progettualità e la pericolosità delle piste realizzate.

«Un’arteria di traffico, già con problemi, non si intasa. Fra i tanti posti in cui si poteva realizzare una bella pista ciclabile si è scelto, per cieca protervia, senza confronto o consenso, il peggiore. Peraltro con soluzioni di insicurezza e illogicità per ciclisti, automobilisti e pedoni. Vogliamo liberare Palermo da questa arroganza e stoltezza con cui si tratta il bene comune e la qualità della vita dei palermitani. Non vogliamo protestare. Vogliamo cose fatte bene per il bene dei cittadini di Palermo. I palermitani meritano di più di queste cose raffazzonate, incongrue, senza logica e tecnica, senza progetto e respiro urbanistico», si legge nella descrizione della petizione.

Ed intanto le critiche e le denunce continuano ad aumentare anche su Facebook, dove è sorto un gruppo specifico che ha già raggiunto gli 8.000 membri. 

La reazione dell’Assessore Catania, com’era prevedibile, non s’è fatta attendere. «È una scelta condivisa da tutta la giunta e scritta nel programma elettorale di Orlando», ha ribadito, come già per la contestatissima Ztl. «La riduzione delle carreggiate non è un “effetto collaterale” ma una scelta precisa. Vogliamo sottrarre spazio alle auto per darlo ai pedoni, ai mezzi pubblici, alle bici e presto anche ai monopattini con lo sharing. Questa è una città pensata e costruita negli anni del “sacco” esclusivamente in funzione delle automobili, ma per evitare gli ingorghi bisogna limitarne l’uso. E noi ci stiamo provando, ulteriormente, con i 200 mila metri quadri di isole pedonali già realizzate o con il tram, che sottrae altro spazio alle auto».

Mappa itinerari presenti e in progetto – Sicilia Running

Verrebbe da chiedersi, tuttavia, se in tal caso venga prima l’uovo o la gallina. È davvero sensato pensare alla realizzazione di strade ciclabili quando ancora sono un lusso gli stessi parcheggi? Non sarebbe, invece, preminente  provvedere alla realizzazione di posteggi sotterranei o sopraelevati in modo tale da liberare le strade almeno parzialmente dalle auto?


 
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Beatrice Raffagnino

Beatrice Raffagnino

Il giornalismo, la scrittura e la fotografia sono stati sempre parte del mio modo d'essere. È una forma d'amore e di ribellione il voler conoscere.

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