Doomsday Clock, il mondo a 89 secondi dalla mezzanotte

Doomsday Clock, il mondo a 89 secondi dalla mezzanotte

Ci siamo, il Doomsday Clock segna 89 secondi alla mezzanotte della fine del mondo. Abbiamo ancora tempo per riportare indietro le lancette?


Il Doomsday Clock, l’orologio simbolico che misura la vicinanza dell’umanità all’autodistruzione, segna oggi 89 secondi alla mezzanotte. Mai nella sua storia è stato così vicino all’ora fatidica, indicando un livello di rischio globale senza precedenti. Ne abbiamo già parlato quando nel 2020 l’orologio segnava 100 secondi dalla fine. E già allora era un record.

Ma cos’è esattamente il Doomsday Clock? Perché segna questo valore e cosa possiamo fare per allontanarlo?

Cos’è il Doomsday Clock e come funziona?

Il Doomsday Clock (Orologio dell’Apocalisse) è un’iniziativa del Bulletin of the Atomic Scientists, un’organizzazione fondata nel 1945 da scienziati coinvolti nel Progetto Manhattan. L’orologio fu introdotto nel 1947 per rappresentare simbolicamente il pericolo di una catastrofe globale, in particolare una guerra nucleare.

Ogni anno, un gruppo di esperti — tra cui scienziati, premi Nobel e analisti di politica internazionale — valuta i fattori di rischio e aggiorna l’orologio. La mezzanotte rappresenta la fine dell’umanità, mentre il numero di secondi o minuti che la separano da essa indica il livello di pericolo.

Perché siamo così vicini alla mezzanotte?

Nel 2024, il Bulletin of the Atomic Scientists ha deciso di mantenere l’orologio a 89 secondi dalla mezzanotte, lo stesso valore del 2023, citando quattro fattori chiave.

La prima è sicuramente quello delle tensioni nucleari e conflitti globali. Il rischio di una guerra nucleare è aumentato a causa del conflitto in Ucraina, con la Russia che ha più volte evocato l’uso di armi atomiche.

Le tensioni in Medio Oriente e nel Pacifico (tra Cina, Taiwan e Stati Uniti) aumentano l’instabilità globale. Inoltre la modernizzazione degli arsenali nucleari da parte di Stati Uniti, Russia e Cina accresce il pericolo di un’escalation incontrollata.

Il secondo fattore di rischio è sicuramente quello legato alla crisi climatica. Il cambiamento climatico continua a peggiorare, con eventi estremi sempre più frequenti: ondate di calore, incendi devastanti e scioglimento dei ghiacci.

I governi non stanno agendo con la necessaria rapidità per ridurre le emissioni di gas serra.

Anche il lato della tecnologia pare essere fuori controllo, con lo sviluppo incontrollato dell’intelligenza artificiale ad esempio, che potrebbe rappresentare una minaccia, soprattutto in ambito militare e nella disinformazione. Il rischio di cyber attacchi su larga scala potrebbe destabilizzare interi paesi.

Sul lato sociale e culturale la disinformazione e la perdita di fiducia nelle istituzioni sembra possedere un campanello d’allarme.

L’uso dei social media e delle tecnologie AI per diffondere fake news sta erodendo la fiducia nella scienza e nella politica. Le democrazie sono sempre più sotto pressione, con un aumento di movimenti estremisti e autoritari.

Com’è cambiato il Doomsday Clock nel tempo?

L’orologio non è sempre stato così vicino alla mezzanotte. Possiamo elencare alcuni momenti storici significativi: nel 1947 l’orologio viene introdotto a 7 minuti dalla mezzanotte a causa della corsa agli armamenti nucleari.

Si sposta a 2 minuti dalla mezzanotte nel 1953, dopo i test della bomba all’idrogeno da parte di USA e URSS. Poi ancora nel 1991 con la fine della Guerra Fredda e la firma dei trattati sul disarmo nucleare, in cui l’orologio si allontana fino a 17 minuti dalla mezzanotte, il punto più sicuro mai raggiunto.

Torna pericolosamente a 2 minuti dalla mezzanotte nel 2018 con l’aumento delle tensioni geopolitiche e il ritiro degli USA da trattati sul nucleare.

Poi dopo i terribili 100 secondi del 2020, all’ultimo triennio 2023-2025 in cui si raggiunge il livello più critico di sempre: 89 secondi alla mezzanotte.

Possiamo allontanare le lancette dalla mezzanotte?

Anche se la situazione sembra preoccupante, il Doomsday Clock è un monito più che una previsione certa. Gli scienziati del Bulletin of the Atomic Scientists propongono alcune soluzioni per ridurre il rischio globale: riprendere i negoziati sul disarmo nucleare e ridurre la proliferazione delle armi atomiche e dunque migliorare la cooperazione internazionale, riducendo le tensioni geopolitiche e rafforzando il ruolo delle Nazioni Unite.

Adottare misure più incisive contro il cambiamento climatico, accelerando la transizione verso le energie rinnovabili, cosa che pare purtroppo allontanarsi da parte degli Stati Uniti dopo le ultime dichiarazioni del presidente entrante Donald Trump.

Regolamentare le nuove tecnologie, soprattutto l’AI, per evitare usi pericolosi in ambito militare o nella disinformazione.

Quanto è vicina la fine?

Il Doomsday Clock non indica un destino inevitabile, ma un avvertimento: siamo in un momento storico critico, e il futuro dipende dalle scelte che verranno fatte nei prossimi anni. Se l’umanità riuscirà a collaborare per affrontare le sfide globali, potremo ancora allontanare la mezzanotte.

L’orologio dell’apocalisse continua a ticchettare. La domanda è: saremo in grado di fermarlo in tempo?

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