Marcello Sorgi presenta ‘San Berlinguer’ al Festival delle Letterature Migranti

Marcello Sorgi presenta ‘San Berlinguer’ al Festival delle Letterature Migranti

Marcello Sorgi, presentando il suo libro al festival di Palermo, ha restituito una pagina importante per comprendere la complessa storia politica del Novecento. 


Sabato 26 ottobre è stato presentato ai Cantieri culturali della Zisa il libro di Marcello Sorgi, San Berlinguer, giunto ormai alla sua terza edizione, dopo la prima pubblicazione del 28 maggio 2024. All’incontro, svoltosi alle 11 del mattino al Cre.Zi. Plus, ha partecipato proprio l’autore in dialogo con Davide Camarrone, direttore artistico del festival delle Letterature migranti di Palermo nei giorni dal 23 al 26 ottobre, giunto ormai alla sua decima edizione.

Il tema delle ‘Generazioni’

Ed è proprio Generazioni il titolo scelto da Davide Camarrone, pensato per riflettere sulla trasmissione della conoscenza e le trasformazioni del sentire sociale a partire dai grandi temi molto attuali: dalla migrazione ai diritti di cittadinanza per i giovani italiani di seconda generazione, dallo spopolamento del Sud alle nuove povertà, dalle questioni di genere alla politica, dalla guerra alla resistenza degli autori in esilio. Per far questo sono stati invitati sedici autori nazionali e internazionali, svolti oltre 30 discussant, mostre, concerti e talk.

All’incontro di sabato si è discusso anche di una delle figure chiave del nostro recente passato: Enrico Berlinguer, il politico più amato della sinistra italiana. Berlinguer, lo storico segretario del Pci dal 1972 al 1984, infatti è stato tra i più fini interpreti del nostro tempo e il cui mito riecheggia ancora oggi. Al punto da essere stato “santificato”. Da qui parte l’idea di Marcello Sorgi di voler ricordare questa personalità importante.

La parabola politica di Berlinguer del «compromesso storico»

Sorgi, da ex cronista del quotidiano L’Ora di Palermo prima, ed ex direttore de La Stampa poi, ricorda molti dei tratti e momenti salienti della vita di Berlinguer. In questo libro Sorgi ripercorre la sua parabola politica dall’enunciazione della strategia del «compromesso storico», che porterà al confronto con il presidente della Dc Aldo Moro e ai governi di solidarietà nazionale presieduti da Andreotti, al progressivo distacco dall’Unione Sovietica, fino alla morte prematuramente sopraggiunta durante un comizio, quando il partito era ormai in declino. 

Proprio il compromesso storico è uno dei temi più importanti trattati, poiché riguarda una questione non compresa in quel momento: la scelta di un’alleanza tra le due principali forze politiche di quel tempo, il Pci e la Dc, costantemente contrapposti. Com’è noto, Berlinguer invece scelse di andare in controtendenza, cercando un accordo con l’allora segretario della Dc Aldo Moro, poi ucciso nel ‘78, una vicenda su cui occorre ancora fare chiarezza. 

Gli anni da cronista per L’Ora di Palermo

Sorgi racconta proprio quella fase, durante il quale era cronista per L’Ora di Palermo, attraverso aneddoti che rendono bene il contesto di quel periodo, segnato soprattutto dalle diffidenze reciproche dei politici e militanti dei rispettivi partiti. Il giornale L’Ora è stato uno dei quotidiani principali nella lotta alla mafia e dunque anche a personalità di spicco della Dc come Lima e Ciancimino. Il quotidiano in particolare subì un attentato in tipografia ed ebbe 3 giornalisti uccisi. Sorgi ricorda in particolare le grandi firme del quotidiano, da Vittorio Nisticò a Mario Farinella fino al celebre Leonardo Sciascia

Anni segnati in particolare dalle stragi di mafia che gettarono l’Italia nel terrore e che contribuirono alla teorizzazione e al tentativo di questa strana alleanza tra Dc e Pci. Temi politici importantissimi, quanto diversi, affrontati anche nella presentazione del volume al festival. Infatti, con la solita fluida e sagace analisi storico-politica, Sorgi ha addirittura rilanciato alcuni di questi aneddoti, catturando l’attenzione del pubblico su alcuni di questi rimasti inediti.

Gli incontri segreti e le divergenze politiche

Nel libro si parla molto degli incontri segreti svolti a Roma tra Enrico Berlinguer e Aldo Moro, ma anche con altri importanti dirigenti della Dc come De Mita. 

L’elaborazione politica del compromesso storico non trovò ampi consensi, finendo per spiazzare molti dei militanti di entrambi i partiti politici, ma la cui importanza e necessità fu compresa proprio da Leonardo Sciascia, come spiegato da Sorgi, soprattutto dopo l’omicidio di Aldo Moro prima (1978) e di Piersanti Mattarella dopo (1980).

Nel volume sono stati trattati anche i temi delle differenze politiche, definite da Sorgi  “inconciliabili”, tra il leader del Pci e l’ex leader del Psi di allora, Bettino Craxi. Queste – com’è noto – portarono a vari scontri molto accesi tra i due, che segnarono la rivalità dei due partiti di quel tempo, fino alla morte di Berlinguer nell’84. La differenza inconciliabile, secondo Sorgi, sarebbe data dal fatto che secondo lui Berlinguer rimase comunista fino alla fine, soprattutto per il suo anticapitalismo. 

C’è un episodio, rimasto inedito fino alla seconda edizione del volume, riportato nella sua terza ed ultima edizione, citato dall’autore durante il festival, che rende bene il sentire ideologico di Enrico Berlinguer. Infatti, tra l’82 e l’84 Berlinguer e De Mita ebbero parecchi incontri segreti, iniziati durante la crisi del governo Spadolini, perché a quel tempo De Mita fu considerato l’uomo che poteva spedire Craxi all’opposizione.

Un giorno i due si incontrarono in una trattoria sull’Appia Antica, dato che allora i politici non si sentivano sotto pressione mediatica come oggi, poiché non subivano il tallonamento da parte di giornalisti e fotografi come avviene adesso. A un certo punto Berlinguer gli chiese: “Ma tu credi nel dogma dell’Immacolata concezione?”. De Mita fu spiazzato e restò alquanto meravigliato. E da buon studioso di teologia rispose con un lungo ragionamento sul dogma, sul peccato e sul pentimento dopo il peccato.

Sorgi ha concluso l’aneddoto con la lapidaria e spiazzante risposta del leader comunista: “Sai, per me il peccato originale è la proprietà privata”. 

Tuttavia, nel volume, si parla inoltre della grande difficoltà che Berlinguer ebbe nel portare a termine la sua battaglia comunista, in piena autonomia rispetto all’Unione Sovietica e che portò anche alla cosiddetta soluzione “dell’eurocomunismo” elaborato da Berlinguer e al posizionamento del Pci nel contesto politico internazionale segnato dai due grandi blocchi del passato, Stati Uniti e Unione Sovietica.

Santificazione politica

Questa tensione irrisolta, come spiegata anche da Achille Occhetto, sarebbe uno dei motivi principali che portarono ad un’immediata de-berlinguerizzazione del partito. Eppure, adesso la sua figura viene enormemente celebrata e studiata. Riguardo alla laica “santificazione” perpetrata dal fine narratore con il suo titolo ad effetto, trova spunto dall’acuto parallelismo che l’autore fa mettendo a raffronto i funerali di due enormi personaggi del Novecento: da un lato, il funerale di Berlinguer che contò milioni di persone in piazza, e dall’altro quello di Karol Wojtyla che, sebbene molto importante per i cattolici e fu comunque imponente, non ebbe la stessa sentita partecipazione.

Quando Wojtyla morì nel 2005, la folla lo volle santo subito. Quando Berlinguer invece morì, Sorgi ha raccontato come la folla lo chiamasse per nome “Enrico, Enrico…”, come sorta di santificazione laica del suo popolo nei suoi confronti. Il testo di Sorgi è un racconto fluido di testi e contesti storici analizzati sapientemente, ricostruendo la storia di una delle fasi più complesse della Repubblica italiana, attraverso la vita politica di uno dei suoi personaggi più importanti del Novecento: Enrico Berlinguer. 

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