Francesca Cinquemani e i campi di lavanda in Sicilia: un esempio di imprenditoria sostenibile
“Si resti arrinesci” dice un detto: tra precarietà e crisi lavorativa, c’è chi, come Francesca Cinquemani, riesce a costruire il proprio futuro in Sicilia con il suo campo di lavanda.
Negli ultimi anni, il dibattito su giovani e lavoro – soprattutto nelle regioni del sud Italia come la Sicilia – ha spesso preso una piega sbagliata, con la diffusa convinzione che i ragazzi “non vogliano lavorare”. Questa percezione non riflette la realtà e, anzi, ignora molteplici fattori che caratterizzano il mercato del lavoro attuale, soprattutto per le nuove generazioni.
Il trend generale indica una crescita dell’occupazione giovanile, sebbene essa includa soprattutto contratti di lavoro a tempo determinato. Gli stessi dati ISTAT considerati mostrano un aumento del 6,9% degli occupati tra i 15 e i 24 anni rispetto all’anno precedente – soprattutto grazie alla ripresa post-pandemia e alle misure di sostegno all’occupazione giovanile. Tuttavia, la vera questione non è tanto la mancanza di volontà da parte dei giovani, quanto piuttosto le condizioni lavorative offerte loro.
La precarietà e l’incertezza, le opportunità e le qualità del lavoro, impediscono ai giovani di costruire un percorso professionale stabile e di lungo termine, creando frustrazione e insicurezza. Tutto ciò li spinge ad una progressiva disillusione su un futuro che prima immaginavano realizzabile.
E quindi, se da un lato troviamo chi, sfiduciato, crede che l’unica soluzione sia andare via dalla Sicilia perché convinto che la propria terra non abbia molto da offrirgli, dall’altro, c’è chi ancora ci crede. Resta e ci prova.

Francesca Cinquemani ne è un perfetto esempio. Decisa a restare nella sua terra natale – la Sicilia – sfida apertamente le difficoltà per perseguire il suo più grande sogno, ossia valorizzare il proprio territorio. Francesca, laureata in design e appassionata di agricoltura, ha scelto di lavorare nell’azienda agricola familiare (giunta alla quinta generazione) che, dal nonno, passa oggi nelle sue mani ed è finora l’unico impianto di lavanda dei monti Sicani ad Alessandria della Rocca, nell’entroterra siciliano.
Un amore per la terra che vuole poter condividere con tutti: seguendo da sempre tecniche sostenibili e a basso impatto ambientale, oggi l’azienda ospita estesi campi di lavanda, pianta a partire dalla quale è possibile ottenere una serie di prodotti – le confetture o le candele aromatizzate, ad esempio. Una volta assaggiata, non potrete più fare a meno della confettura al gusto pesca e lavanda. Insomma una meraviglia da gustare e tutta da vivere: chi rinuncerebbe ad un bell’aperitivo al tramonto circondati dal profumo di lavanda?
Il coraggio di Francesca è emblema di un movimento di giovani che scelgono di rimanere in Sicilia nonostante le difficoltà, consapevoli che volontà e passione possano cambiare le sorti di un territorio. La sua azienda agricola non è solo un’impresa, ma un modo per connettere uomo e terra, riscoprendo uno stile di vita autentico e rispettoso dell’ambiente.
In un periodo di incertezza, la sua storia ci invita a riflettere sul valore di restare e costruire, unendo passato e presente. Francesca rappresenta chi ha scelto di investire nel proprio futuro sostenibile, dimostrando che andare via dalla propria terra non è l’unica opzione per i giovani.
di Cristina Lembo


