Draghi auspica debito comune per gli investimenti europei

Draghi Von Del Leyen

Mario Draghi ha presentato a Bruxelles il suo rapporto sul futuro della competitività europea, un piano di quasi 800 miliardi di euro in investimenti in diversi settori.


L’ex presidente del consiglio italiano Mario Draghi ha presentato a Bruxelles il suo rapporto sul futuro della competitività europea, di cui era stato incaricato un anno fa dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen.

Le 170 proposte contenute nel rapporto puntano ad aumentare la produttività, rafforzare la sicurezza e ridurre le dipendenze dei Paesi dell’Unione. Davanti a una sala stampa raramente così piena, Draghi ha spiegato l’urgenza di misure correttive per invertire il lento ma inesorabile declino dell’economia europea. 

Ursula fon der Leyen

«Sarà una lenta agonia. Pensate al fatto che la popolazione sta diminuendo e che entro il 2040 due milioni di lavoratori all’anno scompariranno dal mercato del lavoro. Quindi vivremo in una società che sostanzialmente si contrae», ha affermato l’ex presidente della Banca centrale europea. 

La relazione indica una cifra compresa tra i 750 e gli 800 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi necessari ogni anno per mantenere competitiva l’economia europea. Per riuscirci, l’Unione dovrebbe valutare strumenti di debito comune, sul modello di quanto fatto durante la pandemia da covid-19, con il piano Next-generation Eu. «La grande domanda è: c’è bisogno di titoli di debito comune sicuri? La risposta è sì.», ha affermato ancora Draghi. 

Mario Draghi

Mentre la presidente von der Leyen sembra aperta all’idea, alcuni governi potrebbero opporsi, rendendola di fatto molto difficile da realizzare. Molti analisti infatti ritengono che non molto probabile al momento, per via di alcune posizioni e situazioni politiche nei diversi Stati europei: in Germania non c’è un governo di coalizione nella posizione di compiere alcun progresso in quella direzione, sono politicamente divisi e anche l’opposizione è contraria; In Francia, non c’è un panorama politico chiaro che possa aiutare a costruire la fiducia. 


Infatti, come sostiene Guntram Wolff, economista politico tedesco con esperienza alla Bundesbank e al Fondo Monetario Internazionale (Fmi) – nonché Direttore di Bruegel e Ceo del German Council on Foreign Relations a Berlino -, l’emissione di debito comune funziona solo quando c’è fiducia tra gli Stati membri, cosa che nel nostro caso non avviene.

Il rapporto realizzato da Draghi, che aiuterà von der Leyen a definire i compiti dei prossimi commissari europei, incoraggia il rilancio dell’industria della difesa, la ricerca nelle tecnologie innovative e gli investimenti nella direzione della decarbonizzazione.


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