Dissing e querelle, due tipi di scontri con fini differenti

Dissing e querelle, due tipi di scontri con fini differenti

Dissing tra rapper e querelle tra scrittori, l’unico filo conduttore è lo scontro tagliente a colpi di penna o barre. Gli obiettivi, però, sono molto lontani. Che ognuno tragga le proprie considerazioni, possibilmente senza litigare. 


Siamo reduci dal recente scontro tra menti eccelse, il dissing tra Fedez e Tony Effe, che ha trasformato i social in un cortile curioso, nell’attesa della risposta dello sfidante. Fino alla stilettata finale di Fedez, al secolo Federico Lucia, con l’uscita nella notte del 21 settembre non di un ennesima risposta su barre all’ex compare Tony Effe, bensì con una canzone d’amore dai toni drammatici, dedicata alla sua ex Chiara Ferragni.

Il dissing, termine ormai entrato nell’uso comune soprattutto tra i membri della generazione Z, non è altro che una gara di insulti. Termine nativo della cultura hip-hop e, in particolare, nella musica rap di cui sono famosi e hanno fatto la storia alcuni scontri tra i più importanti.

Biggie vs. Tupac e Nas vs. Jay-Z due scontri epici

Uno dei dissing più celebri e tragici nella storia dell’hip-hop è stato quello tra Tupac Shakur e The Notorious B.I.G. (Biggie). La loro rivalità ha rappresentato lo scontro tra le due coste degli Stati Uniti: Tupac sulla West Coast e Biggie sulla East Coast.

Le tensioni aumentarono quando Tupac accusò Biggie di essere coinvolto in una sparatoria subita nel 1994, anche se Biggie negò sempre il coinvolgimento. Questo conflitto esplose in brani come Hit ‘Em Up di Tupac, uno dei dissing più violenti nella storia del rap.

La faida tra Nas e Jay-Z è considerata una delle più epiche nel mondo del rap. Ha raggiunto il suo apice nel 2001 con la pubblicazione di due celebri dissing: Ether di Nas e Takeover di Jay-Z. Questi brani si scambiarono accuse pesanti, portando su di sé una grande attenzione mediatica. La rivalità si placò negli anni successivi, i due artisti riuscirono a riconciliarsi, ma “Ether” rimane un classico nel genere dei dissing rap.

Il famoso scontro tra Eminem e MGK

Il diss tra Eminem e Machine Gun Kelly (MGK) è diventato famoso principalmente per la traccia Rap Devil di MGK e la risposta di Eminem, Killshot.

La faida è iniziata nel 2012 quando MGK ha commentato su Twitter il look della figlia di Eminem, Hailie. Eminem ha ignorato il commento per anni, ma nel 2018 ha menzionato MGK nel brano Not Alike dell’album Kamikaze, accusandolo di essere un “falso”.

MGK ha risposto con Rap Devil, in cui lo accusa di essere un bullista, di non avere più il potere che una volta aveva e lo critica per il suo comportamento. La canzone ha avuto un grande successo, guadagnando molta attenzione e visualizzazioni.

Eminem rispose rapidamente con Killshot, una traccia in cui attacca MGK su vari fronti, ridicolizzando le sue aspirazioni e la sua carriera. Eminem ha anche usato giochi di parole e riferimenti per mettere in dubbio la credibilità di MGK nel rap.

Il dissing ha diviso i fan e ha generato molte discussioni sui social media. Molti hanno apprezzato il ritorno di Eminem e la sua abilità nel rap, mentre altri hanno sostenuto MGK per la sua audacia nel provocare un rapper di fama come Eminem. La faida ha portato entrambi gli artisti a ottenere maggiore visibilità e ha stimolato un acceso dibattito sulla competitività nel rap.

Una primavera di dissing tra Drake e Lamar

Già nel 2015 Drake venne accusato da Meek Mill di usare “ghostwriters”, sollevando un grande polverone nell’industria musicale. Drake in quel caso rispose con i brani Charged Up e Back to Back, quest’ultimo diventato una hit e uno dei dissing più popolari della storia recente.

Nella scorsa primavera Drake si ritrova nuovamente protagonista di una nuova sfida tra giganti: tra Kendrick Lamar (afroamericano di Compton, in California) e Drake (canadese, figlio di un afroamericano e di una donna bianca) è la battaglia tra due pesi massimi del rap contemporaneo, e ha radici lontane. Si Erano già lanciati frecciatine nel 2012 e durante la primavera di quest’anno arriva l’apice.

Lamar sosteneva di non sentirsi parte dei “Big three” (una definizione secondo la quale i tre migliori rapper in circolazione sarebbero Lamar, Drake e J. Cole) perché semplicemente si sentiva il migliore: “It’s just big me”. In Like that (brano da cui parte la querelle) Lamar si paragona anche a Prince, in opposizione a Drake che si è sempre definito “il Michael Jackson del rap”.

La faida tra i due artisti è proseguita il 13 aprile con la risposta di Drake, contenuta nel singolo Push ups: il rapper canadese ha accusato Lamar di non essere alla sua altezza e si è preso gioco di lui per aver collaborato con artisti pop come Maroon 5 e Taylor Swift. La cosa si è tirata per le lunghe, sempre a colpi di pezzi, in tutto ne sono usciti nove in cui i due rapper si prendono di mira e vanno sempre più sul personale, tirando in ballo mogli, figli e manager.

Ma perché nel mondo rap si ricorre al dissing pubblico e non si vedono per una “sana scazzottata” in privato? Si scherza, ma il senso di una lite tra gente comune e i dissing di élite è il fatto che la scaramuccia pubblica ha portato e porta chiunque si addentri in questa lotta a suon di barre, ad un aumento del gradimento e degli ascolti. Che si nasconda in tutti i dissing di ultima generazione una manovra pubblicitaria?

Quando i dissing si chiamavano querelle 

Le querelle nella storia della letteratura non sono meno affascinanti dei dissing nel mondo della musica. Alcune delle più celebri dispute letterarie hanno coinvolto grandi scrittori e intellettuali, che si sono scambiati accuse, critiche e satire pungenti attraverso i loro scritti.

Una delle più famose querelle della letteratura illuminista fu quella tra Voltaire e Rousseau. I due filosofi avevano visioni molto diverse sulla società e sulla natura umana. Voltaire era un sostenitore della ragione e del progresso, mentre Rousseau criticava la civiltà moderna, sostenendo che la vita naturale fosse moralmente superiore.

La loro disputa fu alimentata da scambi di lettere e satire pubbliche, come quando Voltaire rispose sarcasticamente al “Discorso sull’origine della disuguaglianza” di Rousseau con una lettera famosa in cui lodava ironicamente il suo avversario per aver “detto cose tanto intelligenti e tanto pazze”.

Verso la fine del XIX secolo, Henry James e H.G. Wells entrarono in conflitto su cosa la narrativa dovesse rappresentare. James vedeva il romanzo come un’opera d’arte, concentrata sui personaggi e sulla psicologia, mentre Wells credeva che la letteratura dovesse avere uno scopo sociale. Wells criticò James nel suo libro Boon (1915), ridicolizzando il suo stile prolisso. James, a sua volta, disprezzava la fantascienza di Wells, considerandola inferiore dal punto di vista artistico.

Nostrana e pungente è la disputa seicentesca fra Galileo Galilei e il matematico gesuita Orazio Grassi. Quest’ultimo difendeva le posizioni della Chiesa e interpretò il fenomeno delle comete del 1618 nell’ottica del sistema cosmologico ibrido di Tycho Brahe.

Galilei contro queste idee scrisse un’opera alla quale Grassi replicò a sua volta con la sua Libra astronomica ac philosophica. La controreplica di Galilei si concretizzò con Il Saggiatore, il cui titolo si pone in diretta polemica con la Libra. Era detta “saggiatore” la bilancia di precisione usata dagli orafi, la “libra” invece era una bilancia approssimativa, dunque non infallibile. 

Queste querelle o dissing storici, sono esempi brillanti di come il dissenso tra autori possa riflettere profonde differenze ideologiche e stilistiche, creando dinamiche che spesso arricchiscono il panorama letterario.

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