L’alba del Piano City Palermo: Taskayali, il pianista sulla nave di migranti
Anche quest’anno il Piano City Palermo ha incantato la città con musica, bellezza ed racconti che toccano l’anima, come quella di Francesco Taskayali.
Anche quest’anno il Piano City Palermo ha incantato la città con una full immersion di 2 giorni intensivi di musica e bellezza, spaziando tra i generi e proponendo allo scenario palermitano una serie di concerti straordinari. Le esibizioni, svolte come sempre in location suggestive e proprie della città, hanno visto protagonisti artisti di fama internazionale.
Il Piano City è un viaggio musicale da vivere nella propria città, che crea un’atmosfera magica tra musica e spazi urbani. Non è solo una kermesse di concerti, è un’esperienza da vivere a tutto tondo.

Piano City Palermo, l’edizione del 2024
La settima edizione si è aperta il 20 settembre con un concerto della jazzista Rita Marcotulli al Palazzo dei Normanni, per proseguire in serata con il live del producer Pietro Spinelli al Teatro Massimo. Tra gli artisti di fama internazionale spicca senza dubbio il nome di Raphael Gualazzi, continuando con diverse performance di altri talenti locali. Si è concluso il 22 settembre al Molo trapezoidale con Mattia Morleo.
Due sono state le albe quest’anno, quella del compositore italo-turco Francesco Taskayali il Sabato e quella di Nik Sheva, polistrumentista londinese di origine ucraine, la domenica.
Entrambi hanno portato brani selezionati che hanno incantato le piazze, in particolare Taskayali ha scelto il Molo Sant’Erasmo come location, in mezzo al mare, per condividere un’esperienza passata che l’ha segnato profondamente, portandolo a comporre il brano “Lo Sbarco”, eseguito durante l’evento.
La storia di Francesco, il Novecento della Croce Rossa

Francesco Taskayali, pianista italo-turco, ha trascorso un mese a bordo della nave quarantena Gnv Allegra, lavorando come volontario della Croce Rossa durante la pandemia. L’esperienza lo ha segnato profondamente, soprattutto il legame che ha sviluppato con Abou, un giovane migrante malato di Covid-19, che purtroppo è deceduto pochi giorni dopo.
«Un giorno – racconta il compositore durante la sua esibizione a Palermo – un volontario sulla nave mi disse ‘hey, ma tu sei un pianista? In sala c’è un pianoforte!’ e mi misi a ridere: pensavo scherzasse, e invece c’era davvero un pianoforte a bordo!»
E così Taskayali ha passato giornate intere in piena pandemia, su quella nave quarantena in mezzo al mare, offrendo conforto attraverso la musica, suonando per i migranti e creando momenti di speranza e sollievo in una situazione difficile.
L’incontro con Abou ha lasciato un segno indelebile nella sua vita, alimentando il suo desiderio di condivisione e umanità in mezzo a tanto dolore.
L’esperienza sulla nave ha reso chiaro a Taskayali quanto la musica possa essere un potente strumento di solidarietà, capace di avvicinare persone di culture e storie diverse. Questi momenti vissuti durante la quarantena riflettono una delle verità fondamentali della sua carriera: la musica può essere una lingua universale, capace di dare conforto anche nelle situazioni più disperate.

Il Piano City Palermo si conferma quindi una delle esperienze più intense della città, suscitando forti emozioni non solo attraverso la musica e i luoghi suggestivi, ma anche nella selezione dei partecipanti. Scambi come quello avvenuto sabato mattina sono preziosi. Il brano “Lo sbarco”, nell’album “Pandataria” è disponibile su apple music e diverse piattaforme di streaming musicale.


