The Ferragnez, una vita di coppia on demand

Il 9 dicembre scorso la serie The Ferragnez è approdata su Amazon Prime, tra entusiasmo e trepidazione dei followers e le solite critiche degli haters.


Lo scorso 9 dicembre è uscita su Amazon Prime Video la serie The Ferragnez, suddivisa in due tranche (primi cinque episodi, seguiti, ieri, dagli ultimi tre); docuserie che racconta la storia di una delle coppie italiane più famose e chiacchierate degli ultimi anni (che ci piaccia o no), quella di Chiara Ferragni e Fedez, sposati dal settembre 2018.

Se si parla dei Ferragnez il rischio di spoiler è veramente basso, considerato che ormai da anni tutta la loro vita – o comunque quella parte che decidono di mostrare – è scandita e documentata dai social, in particolare Instagram, uno dei canali prediletti soprattutto dalla Ferragni con i suoi 25,6 milioni di fan: i primi passi di Leone (e tra poco quelli di Vittoria), vacanze, giochi, eventi, e chi ne ha più ne metta. Non a caso, infatti, lo spettatore, soprattutto se già follower di Chiara o Federico, o magari di entrambi, è già a conoscenza della maggior parte dei contenuti che vede sullo schermo, e sa già esattamente cosa accadrà.

La serie prende avvio da dicembre 2020, e si concentra molto sulla partecipazione di Fedez a Sanremo, con particolare attenzione al rischio squalifica per il rapper a causa dell’erronea pubblicazione di parte del brano da presentare al Festival in una sua storia Instagram (brani che, come sappiamo, devono restare inediti, pena appunto la squalifica).

La terapia di coppia

Uno degli aspetti senza dubbio più originale che connota i singoli episodi, consiste nel presentare gli eventi non in ordine rigorosamente e staticamente cronologico, ma piuttosto prendendo spunto da una pseudo terapia di coppia (sicuramente costruita, ma probabilmente con una base di verità) che fa venire fuori fragilità e contraddizioni, spesso motivo di scontro tra i due.

Chiara si presenta come una ragazza dal carattere più solare di Federico, che appare più permaloso e introverso: nella sua tutina rosa, Chiara si contrappone ai felponi scuri del marito, perché neanche l’outfit deve essere lasciato al caso.

Sicuramente vediamo una coppia dedita al lusso, una vita fatta di “cose che noi umani non potremmo neppure immaginare”: castelli fiabeschi affittati per interi weekend natalizi, neve finta lanciata a comando (una “tamarrata” a detta di papà Federico, ma cosa non si fa per il piccolo Leo?), soggiorni in posti da sogno.

È proprio durante queste “sedute” atipiche che nascono riflessioni sulla percezione dell’altro, su quei malesseri e quelle lacrime che, al netto di montaggi e costruzioni pensate ad hoc, sembrano essere autentiche, se non proprio nella loro manifestazione, quantomeno nella loro essenza.

Non solo Ferragnez

Pensare che Chiara Ferragni e Fedez siano stati originali nel creare una serie incentrata sulla loro vita, sarebbe un grossolano errore: basti ricordare Ozzy Osbourne, che ha messo sotto i riflettori la sua famiglia per ben quattro stagioni per un totale di 52 episodi nella serie The Osbournes, andata in onda tra il 2002 e il 2005. La vita quotidiana di Ozzy, sua moglie Sharon e i figli Kelly e Jack è stata sviscerata, analizzata al microscopio, data letteralmente in pasto ai fan che se ne sono cibati di gran gusto. 

E che dire dei Kardashian? Lì si parla di un vero e proprio reality, iniziato nel 2007 sulla scia degli Osbournes, e che per certi versi ha cambiato e influenzato le generazioni dell’ultimo decennio: la mania ossessiva di scattare selfie, anche nei momenti più improbabili; il mutamento dei canoni di bellezza, iniziando un percorso di esaltazione di corpi curvy e non magrissimi (le forme di Kim Kardashian sono diventate proverbiali).

Il leit motiv di questi show è che non c’è niente che non si possa mostrare in tv: ogni cosa viene documentata dall’occhio vigile di una telecamera e sottoposta al microscopio dei fan, dei semplici curiosi, ma soprattutto degli haters.

Un prodotto per i fan

E sono proprio i fan, o meglio i “followers” in questo caso, il centro di tutto: The Ferragnez non ha mai avuto la pretesa di essere un capolavoro, né tantomeno di fare la storia delle serie tv italiane o di presentarsi come un prodotto impegnato. Anzi, probabilmente per una coppia così celebre e influente, soprattutto fra i giovani, girare una docuserie incentrata sulla quotidianità, era quasi una “tappa obbligata”; vedere i propri beniamini, solitamente così lontani dal mondo reale, alle prese con stati d’animo normali, “umani”, vederli arrabbiati, delusi, divertiti, esasperati, annoiati – ebbene sì, anche i Ferragnez si annoiano – li rende più vicini e simili alle persone comuni, pur nella loro posizione indubbiamente privilegiata: in una parola, li rende veri.

Andando oltre la simpatia o l’antipatia che possono suscitare questi personaggi, è innegabile il loro impegno su diversi fronti: giusto per citarne solo alcuni, pensiamo a Fedez che ha creato il fondo Scena Unita per fronteggiare le difficoltà di migliaia di lavoratori dello spettacolo, messi in ginocchio dalla pandemia; pensiamo alle storie di Chiara dove parla sul suo profilo di victim blaming; pensiamo agli innumerevoli appelli lanciati dalla coppia sull’importanza dell’uso delle mascherine.

Si può non amare Chiara Ferragni, si può cambiare stazione radio al sentire una canzone di Fedez: di certo i Ferragnez sono ormai un vero e proprio fenomeno mediatico degli ultimi anni, capaci di sfruttare con intelligenza la loro notorietà ed estremamente consapevoli del loro potere e della loro influenza.


Silvia Scalisi

Segretario di Eco Internazionale. Laureata in Giurisprudenza, alla passione per il diritto associo quella per la letteratura, il cinema e la musica.