Commissione europea, ecco le previsioni economiche di primavera 2024

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Lo scorso 15 maggio, la Commissione europea ha pubblicato le Previsioni economiche di primavera, segnalando una graduale espansione della crescita.


Il monitoraggio delle politiche pubbliche, del Prodotto Interno Lordo (PIL), nonché dell’inflazione nel contesto dell’Unione Europea (UE) e dell’Eurozona, costituisce un’attività fondamentale per orientare la resilienza e la solidità dei bilanci degli Stati membri UE. Per tale ragione, la Commissione europea pubblica periodicamente appositi documenti, le cc.dd. Previsioni economiche, volti a fornire una panoramica degli elementi sopra indicati, sia con riferimento all’anno corrente che, in proiezione, a quello successivo.

Alla luce di ciò, l’Istituzione comunitaria ha rilasciato le proprie Previsioni economiche di primavera 2024, segnalando una graduale espansione della crescita, nonostante gli effetti perduranti del conflitto russo-ucraino, della guerra sulla striscia di Gaza e le conseguenti tensioni geopolitiche. Sebbene i dati contenuti del documento prospettano buone possibilità di miglioramento, la Commissione europea ha tuttavia precisato che, ancora oggi, le posizioni di bilancio degli Stati membri UE restano legate all’eredità della pandemia COVID-19 e della crisi energetica.

Tali ultimi elementi continuano a produrre effetti sull’economia dell’UE e dell’Eurozona, nonostante lo stesso esecutivo comunitario abbia rilevato una decelerazione dell’inflazione, un allentamento delle condizioni di credito e un incremento nel carattere propulsivo della forza del mercato del lavoro, con i consumi che stanno gradualmente assumendo il ruolo di motore fondamentale per l’espansione economica.

Entrando nel merito dell’analisi condotta dalla Commissione europea nel proprio documento, nel 2024 la crescita del PIL si attesterà all’1,0% nell’UE e allo 0,8% nella zona euro. Tale dato subirà un’accelerazione nel 2025, sino a raggiungere l’1,6% nell’UE e all’1,4% nella zona euro, come evidenziato nella tabella che segue. 

Fonte: Commissione europea
Fonte: Commissione europea

Un ulteriore dato significativo riguarda il c.d. Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato (IPCA), un indicatore dell’inflazione supplementare di natura statistica che consente di misurare le variazioni nel tempo dei prezzi di un insieme di beni e servizi, chiamato paniere, rappresentativo degli effettivi consumi delle famiglie in uno specifico anno. Con riferimento a quest’ultimo, i dati raccolti dalla Commissione europea prospettano un calo dell’inflazione, a livello UE, dal 6,4% del 2023 al 2,7% nel 2024, per poi arrivare al 2,2% nel 2025. Nell’Eurozona, invece, è prevista una riduzione dal 5,4% del 2023 al 2,5% nel 2024 e al 2,1% nel 2025.

Sul fronte dell’occupazione, il mercato del lavoro continua a rimanere forte, seppur in presenza di condizioni di crescita modeste. Nel dettaglio, secondo le stime dell’esecutivo comunitario,  l’economia dell’UE ha creato più di due milioni di posti di lavoro nel 2023 e i tassi di attività e di occupazione delle persone di età compresa tra i 20 e i 64 anni hanno raggiunto i nuovi livelli record rispettivamente dell’80,1% e del 75,5% nell’ultimo trimestre dell’anno, sebbene alcuni settori rimangano ancora in stato di tensione.

La tabella sottostante fornisce una panoramica chiara della situazione interna all’Unione e alla zona euro, con riferimento ai dati relativi al PIL, all’inflazione, al deficit e alla disoccupazione.

Fonte: Commissione europea
Fonte: Commissione europea

A quanto sopra precisato, una riflessione sulla revoca delle misure eccezionali di sostegno connesse all’energia appare necessaria, al fine di prospettare un quadro completo della situazione economica dell’UE e dell’Eurozona. In particolare, dopo un biennio (2021-2022) in cui il disavanzo pubblico dell’Unione si è ridotto, nel 2023 tale diminuzione ha subito una battuta d’arresto, dovuta all’indebolimento dell’attività economica. Muovendo dai nuovi dati, la Commissione europea ha previsto una ripresa del calo nel 2024 e nel 2025 rispettivamente del 3,0% e del 2,9%.

Come si evince da quanto analizzato sopra, sembrerebbe che il 2024 – almeno dai dati relativi al primo trimestre – segnerà la fine del periodo di prolungata stagnazione economica iniziato nell’ultimo trimestre del 2022. Secondo l’esecutivo comunitario, l’allentamento delle condizioni di credito prima richiamate e l’ulteriore dispiegamento delle risorse del Next Generation EU (NGEU) sosterranno la ripresa dell’attività di investimento. Da ultimo, il miglioramento delle prospettive del commercio mondiale di merci dovrebbe sostenere la domanda esterna di beni dell’UE, contribuendo a sua volta a risollevare le sorti del settore manifatturiero.

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