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Commissione europea, le previsioni economiche di estate 2023

Lo scorso 11 settembre, la Commissione europea ha presentato le previsioni economiche di estate 2023, fornendo dati sull’economia dell’UE e dell’Eurozona.


La Commissione europea, com’è noto, è l’Istituzione comunitaria che ha il compito generale di rappresentare e tutelare gli interessi dell’UE. Tra le rispettive prerogative, rientra la pubblicazione delle Previsioni economiche, ossia di analisi periodiche – due complessive in primavera e autunno, nonché altrettante intermedie in inverno e in estate – in cui vengono esaminati i dati chiave relativi al Prodotto Interno Lordo (PIL) e all’inflazione dell’Unione e dell’Eurozona, così come delle sei principali economie dell’UE (Germania, Spagna, Francia, Italia, Olanda e Polonia).

Le previsioni economiche di estate 2023

Secondo i dati riportati dalla Commissione europea nel proprio documento relativo alle Previsioni economiche di estate 2023, presentato lo scorso 11 settembre, la crescita dell’economia dell’UE e della zona euro risulta in rallentamento. Nel dettaglio, rispetto ai dati di primavera, se per l’Unione si passa dall’1% allo 0,8 % nel 2023 e dall’1,7 % all’1,4 % nel 2024, per l’Eurozona si stima un decremento dall’1,1 % allo 0,8 % nel 2023 e dall’1,6 % all’1,3 % nel 2024.

Si tratta di percentuali che evidenziano in modo chiaro come l’attività economica dell’Unione sia stata modesta nel corso della prima metà di quest’anno, a causa dei differenti fattori che hanno inciso sul relativo sviluppo. In particolare, la debolezza della domanda interna, in particolare dei consumi, il repentino rallentamento dell’erogazione di credito bancario all’economia, nonché gli effetti del conflitto russo-ucraino hanno prodotto – e continuano a produrre – un impatto maggiormente significativo rispetto a quanto in precedenza previsto, conducendo a prezzi al consumo più elevati su buona parte dei beni e dei servizi.

Lo scenario sopra descritto risulta ulteriormente aggravato, a parere dell’Esecutivo comunitario, dall’inasprimento della politica monetaria messo in campo dalla Banca Centrale Europea (BCE), nonché dai persistenti e sempre più gravosi rischi derivanti dal cambiamento climatico, concretizzatisi in condizioni metereologiche estreme, incendi boschivi e inondazioni senza precedenti.

Le previsioni sull’inflazione

I dati della Commissione europea mostrano prospettive più favorevoli con riferimento all’inflazione, stante il calo dei prezzi dell’energia e la riduzione della pressione inflazionistica derivante da alimenti e industriali. Nello specifico, la relativa fase decrescente ha continuato a progredire anche nei primi sei mesi del 2023, segnando una riduzione della metà già a luglio rispetto al medesimo dato dell’ottobre 2022 (dal 10.6% al 5.3%).

Secondo l’esecutivo comunitario, si tratta di un dato che è destinato a calare ulteriormente nell’ultima parte del 2023, in virtù della diminuzione – seppur più lenta – dei prezzi dell’energia, ma a risalire nel 2024, a causa del rincaro del petrolio. Ciononostante, a parere della Commissione europea, prezzi dei prodotti alimentari e industriali non energetici continueranno a contribuire ad allentare l’inflazione nel periodo oggetto delle previsioni, riflettendo anche il calo dei prezzi degli input e la normalizzazione delle catene di approvvigionamento.

Lo scenario mondiale

Nella rispettiva analisi relativa al contesto dell’Unione e dell’Eurozona, l’Esecutivo comunitario volge il suo sguardo anche ad un esame dell’economia mondiale, la quale presenta un andamento leggermente migliore in confronto a quanto previsto nella prima metà dell’anno, nonostante la debolezza dei risultati della Cina. Al tempo stesso, non si segnala nessuna particolare variazione sulla crescita e il commercio globale rispetto ai dati di primavera.

In ultima analisi, il documento della Commissione europea offre interessanti spunti di riflessione sull’andamento economico dell’UE e dell’Eurozona; uno scenario, questo, che potrebbe risentire in futuro degli effetti derivanti dal ritorno delle regole del Patto di Stabilità e Crescita (PSC), la cui modifica rappresenta un punto decisivo nell’agenda comunitaria.


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Vincenzo Mignano

Responsabile "Economia e Diritto". Nutro profondo interesse per le tematiche giuridico-economiche dell’UE. Il mio impegno: "Informarmi per conoscere; conoscere per informare; informare per resistere”.