Un’estate fantasy tra House of the Dragon e Il Signore degli anelli

Questa stagione estiva insieme ai suoi picchi di caldo “epici”, porta con sé nel piccolo schermo due delle più attese serie tv fantasy degli ultimi anni: House of the Dragon e Il Signore degli anelli: gli anelli del potere.


Un’estate all’insegna dell’epicità nel mondo delle serie tv. La stagione è cominciata col botto a giugno con la quarta stagione di Stranger Things – serie che ha creato innumerevoli nuovi trend – e proseguirà con due date importanti. Il 22 agosto ci imbatteremo, dopo una trepidante attesa di anni, nel prequel di Game of Thrones, House of the Dragon; l’altra data è il 2 settembre, il giorno dell’avvento per ogni nerd che si rispetti: come un cerchio che si chiude, sua maestà Il Signore degli Anelli: gli anelli del potere

«Pensavamo che la guerra finalmente fosse finita». Inizia così il nuovo trailer di questo nuovo viaggio nella Terra di Mezzo che racconterà il mitico periodo della Seconda Era, dunque prima degli eventi narrati in Lo Hobbit e nella saga cult Il Signore degli anelli. Un’era di antichi poteri, eroi e regni in ascesa e in declino, l’eterna lotta contro le forze oscure in cui troveremo qualche vecchia conoscenza insieme a tantissimi nuovi personaggi. 

Solamente puro fantasy

Gli autori hanno realizzato il progetto attenendosi fedelmente alla penna di Tolkien andando un po’ contro le nuove tendenze del piccolo schermo legate all’inclusione etnica. Di fatti, al contrario, nella nuova serie House of the Dragon, troviamo alcuni radicali cambiamenti nelle caratteristiche dei personaggi. Il co-showrunner Ryan Condal ha spiegato le ragioni alla base della modifica rispetto ai libri originali che lui e Miguel Sapochnik hanno fatto: «Era molto importante per me e Miguel creare una serie che non fosse un altro gruppo di bianchi sullo schermo. Volevamo trovare un modo per mettere la diversità nello show, ma non volevamo farlo in un modo che sembrasse un ripensamento o, peggio, simbolismo».

Anch’essa attesissima dai fan di GOT , House of the Dragon è ambientata trecento anni prima rispetto la serie madre, ed è incentrata sulla Casata dei Targaryen e tratterà gli avvenimenti che porteranno alla guerra civile, nota come “Danza dei Draghi”.

Negli Anelli del Potere tutto è davvero lontano, il fantasy per eccellenza dove le razze esistono e possono o combattersi o unirsi verso un bene superiore: la pace. Gli autori della serie tolkeniana spiegano che per Tolkien «era importantissimo che ciò che stava creando non fosse un’allegoria. Non stava commentando eventi storici della sua epoca o di alcuna epoca. Non cercava di trasmettere messaggi legati alla politica contemporanea».

Il suo obiettivo era, infatti, «creare una mitologia senza tempo, applicabile attraverso il tempo. Ogni singola scelta che abbiamo compiuto nel realizzare la nostra serie è stata fatta rimanendo fedeli a quella aspirazione, perché è ciò che vogliamo anche come spettatori».

Misteri svelati

Durante il comicon di San Diego sono state svelate nuove immagini della serie tv e tantissime news su alcuni personaggi. Verrà, ad esempio, confermata l’affermazione del nano Gimli in un esilarante dialogo con Aragorn nel secondo capitolo della trilogia cinematografica, sulla presenza del sesso femminile tra i nani: 

Gimli: È vero, non si vedono molte donne tra i Nani. In effetti, sono talmente simili nella voce e nell’aspetto, ah, che spesso vengono scambiate per uomini Nani, eh, eh! / Aragorn: Hanno la barba. / Gimli: Questo, a sua volta, ha dato origine alla credenza che non esistono donne tra i Nani e che i Nani, ecco, spuntino dalle buche nel terreno, eh, eh, eh! Eh, eh, il che, naturalmente, è ridicolo.

Fantasy da milioni di dollari

La serie prodotta da Amazon Studios ha investito milioni di dollari cosa che potrebbe aver influito sull’aumento dei costi di abbonamento ad Amazon Prime. Le riprese della serie sono state girate in buona parte nella natura incontaminata della Nuova Zelanda, scenari già presenti e tanto amati nella trilogia di Peter Jackson.

Gira voce che questa saga sia una vera e propria ossessione per Jeff Bezos, una vera e propria lotta epica tra i vari regni dello streaming come Netflix e Disney+. Solo per i diritti sulla saga sono stati sborsati 250 milioni di dollari: «Come fan, spettatori e amanti della Terra di Mezzo e di Tolkien non volevamo fare una cosa secondaria, o uno spin-off, o la storia delle origini di qualcos’altro», ha detto il co-creatore Patrick McKay. «Volevamo realizzare un’enorme mega epopea tolkieniana. E Amazon è stata, meravigliosamente, abbastanza pazza da dire “sì, facciamolo”».

Per House of the Dragon la HBO ha pagato 20 milioni di dollari a puntata superando per questa serie – calcoli alla mano –  il budget che venne utilizzato per Game of Thrones, dove solo per una stagione vennero spesi 100 milioni di dollari, una media tra i 6 e i 15 milioni a puntata, di cui le più costose nell’ottava e ultima stagione.

In tutti e due i casi le puntate usciranno a cadenza settimanale, dunque ritorna quella bellissima e terribile sensazione di trepidante attesa, quel non stare più nella pelle, tutte sensazioni alle quali piattaforme come Netflix ci avevano disabituato. L’attesa sta finendo. Il countdown è iniziato.


Virginia Monteleone

Responsabile "Eco Culturale". Credo che l’arte sia una scelta di vita, e che la si sceglie in vari modi: la si fa, la si spiega, la si vende o la si compra. Io la svelo nella sua semplicità.