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Trump ritira le truppe Usa dalla Germania, destinazione Italia e altri Paesi UE

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Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato di essere pronto a ritirare 12 mila militari dalla Germania e metà di questi verranno dislocati in vari paesi UE, tra cui l’Italia.


Il presidente americano Donald Trump, in un tweet di fine luglio ha dichiarato di essere pronto a ritirare dodici mila militari dalla Germania. Una presa di posizione netta in risposta, secondo il presidente Trump, al mancato versamento del 2% del Pil per la difesa da parte della Repubblica Federale.

Una mossa pienamente strategica, e allo stesso tempo populista, che potrebbe portare a Sigonella e ad Aviano (per l’aviazione), oltre che a Vicenza (per l’esercito), parte delle truppe ritirate. 5.600 uomini su 12.000 potrebbero infatti essere dislocati in basi europee; gli Stati Uniti infatti ritireranno 11.900 militari dalla Germania, portando il proprio contingente nel Paese da 34 mila a 23mila truppe, secondo quanto annunciato dal segretario alla Difesa, Mark Esper, il quale ha spiegato in una conferenza stampa che circa 5.600 militari saranno redistribuiti in vari Paesi NATO, mentre 6.400 faranno ritorno negli Stati Uniti.

Dopo la dichiarazione di Trump e il successivo annuncio del segretario Esper, l’iniziale rabbia, seguita da preoccupazione, adesso è incertezza a Berlino: come riferito da Der Spiegel, il governo tedesco ha ricordato che la presenza dei soldati serve gli interessi della NATO e alla sicurezza americana. In Germania sono dispiegate attualmente 5 delle 7 guarnigioni delle forze armate statunitensi in Europa, per un totale di 34 mila e 500 soldati. 

Il tweet di risposta del Parlamentare Europeo Guy Verhofstadt

Le motivazioni – Per il presidente degli Stati Uniti il vantaggio sarebbe quello di riportare le truppe a casa a pochi mesi dalle elezioni presidenziali. Un secondo motivo potrebbe essere la volontà di mostrare una “sanzione” nei confronti della Germania per le critiche al suo mandato e per rilanciare, appunto, la polemica sul contributo in termini di spesa militare per la Nato, come aveva già fatto più volte. Inoltre, gli USA criticano da molti anni la Germania per la sua politica finanziaria restrittiva all’interno dell’UE e per i suoi stretti rapporti energetici con la Russia e commerciali con la Cina. 

Questa mossa di Trump è stata voluta ampiamente dai Paesi Baltici e dalla Polonia in particolare, che hanno chiesto una massiccia presenza USA nei loro paesi per “contenere l’ingerenza russa”. Proprio due mesi fa, in una conferenza stampa insieme al premier polacco Andrzej Duda a quattro giorni dalle elezioni in Polonia, il presidente americano aveva preannunciato la manovra. In quella stessa conferenza stampa Trump aveva aggiunto: «la Germania sta pagando miliardi di dollari alla Russia per forniture d’energia», con un chiaro riferimento al gasdotto Nord Stream 2. «Tu spendi miliardi di dollari a favore della Russia, e noi ti difendiamo dalla Russia? Credo che non funzioni così».

Il piano – Secondo indiscrezioni riferite dal Wall Street Journal, il piano del Pentagono prevederebbe quindi lo spostamento in Belgio dei principali comandi Usa in Europa, l’invio in Italia di un certo numero di caccia F-16, insieme a due battaglioni dell’esercito, oltre al dislocamento di truppe Usa in Polonia e paesi baltici. «La Germania è inadempiente, non hanno pagato le quote Nato, sono lontani da anni e non hanno alcuna intenzione di pagarle. Si sono approfittati degli Stati Uniti nel commercio, nel settore militare e in tutto il resto per molti anni e io sono qui e ho messo le cose a posto». Il ritiro, annunciato dal Pentagono e arriva in scadenza del mandato presidenziale, se confermato potrebbe cambiare gli equilibri geopolitici e inviare un messaggio sbagliato alla Russia.

Le reazioni – «La presenza delle truppe americane è uno dei fattori più importanti per la sicurezza europea. È dunque importante che la maggior parte delle truppe che gli Stati Uniti stanno ritirando dalla Germania resti in Europa» ha detto Raimundas Karoblis, ministro della difesa nazionale della Lituania. 

Secondo il premier bavarese Markus Söder, «ancora oggi non è possibile spiegare il motivo per cui gli Stati Uniti siano prendendo questa decisione – certo, lo fanno nel pieno della loro sovranità e consapevolezza. Non riesco però a immaginare che questa sia una cosa buona o che rafforzi la NATO e migliori le relazioni».

Diverse critiche sono arrivate anche da esponenti del suo stesso partito che hanno parlato di “regalo all’opportunismo russo”. In pochi, dentro il Partito Repubblicano e all’interno della Difesa, vedono infatti di buon occhio l’indebolimento dei rapporti con la Germania.


 
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Antonio Di Dio

Antonio Di Dio

Laureato in Studi Filosofici e Storici, scrivo di cultura, politica e geopolitica. Amo l’arte, la poesia, la musica e il cinema. Vedo il giornalismo come una forma di attivismo, un servizio per la comunità.

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