Palestina: la storia di uno Stato dalla Nakba ai giorni nostri

Palestina: la storia di uno Stato dalla Nakba ai giorni nostri

Il conflitto etnico tra Israele e Palestina attraversa oltre un secolo di storia, dalla Nakba fino alla Global Sumud Flotilla. Continuiamo a percorrere gli eventi di questo lungo cammino.


Dalla Nakba alla crisi di Suez

La Nakba palestinese, la catastrofe, l’esodo di oltre 700 mila persone cacciate dalle loro case dopo la Risoluzione ONU del 1948 n.181, contenente sostanzialmente il regime a due Stati, fu l’inizio della partizione e progressiva estensione israeliana nello spazio della Palestina. Il conflitto non si concluderà alla prima guerra civile, ma si allargherà toccando le sfere della geopolitica del nuovo sistema a guida Washington.

Nel 1956 arriva la crisi di Suez, un forte assestamento geopolitico tra URSS/USA da un lato ed Europa/Israele dall’altro per il controllo degli stretti egiziani di Tiran. Questi vennero invasi temporaneamente dallo Stato di Israele insieme a Gaza ed alla totalità della penisola del Sinai, in accordo con Regno Unito e Francia.

Vero banco di prova per il nuovo potere statunitense e sovietico che si determinerà poi nella guerra fredda, questo conflitto vedrà l’Europa comprendere il senso del suo nuovo ruolo nello scenario globale. Attori gregari i nuovi europei, prima Stati divisi, capiranno che le pretese di gestione di quello che consideravano uno spazio di influenza diretta, a seguito della sconfitta ottomana, è adesso in un campo di decisioni spostato oltre Atlantico.

La Guerra dei sei giorni e la Guerra del Kippur

Il segno profondo lasciato dall’invasione israeliana del 1956, prontamente rientrata per decisione USA, si ripeterà nel 1967 con la Guerra dei sei giorni. Si tratta di un conflitto lampo che coinvolgerà uno spettro ampio di soggetti statuali in Medio Oriente. In esso, le frizioni passeranno da scontro per il controllo del territorio a guerra che progressivamente assume forme etnico-razziali verso i palestinesi. Antitesi delle pulizie etniche che vediamo oggi.

Successivamente, la Guerra del Kippur nel 1973 sposterà il problema di Israele con i suoi confinanti e con le sue minoranze interne a una questione generale. Un conflitto che provocherà reazioni generalizzate del mondo arabo con forti ripercussioni economiche in occidente dettate dalla chiusura del mercato petrolifero dell’OPEC a maggioranza musulmana.

L’impatto dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina

Emersero varie fazioni palestinesi, tutte dotate di ali militari, coordinate da un’organizzazione riconosciuta nel 1974 dalla Lega Araba, l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP). Dentro la stessa, fin dalla sua fondazione nel 1964, Fatah è la componente maggioritaria che costituisce una fazione laico-moderata orientata ad una collaborazione pacifica per il riconoscimento di una sovranità nazionale palestinese dopo la Nakba del 1948.

Su questo crinale, nel 1988 ad Algeri, l’OLP dichiara l’accettazione dei principi ONU, della Dichiarazione universali dei diritti umani e inoltre delle Risoluzioni S/RES/242 e S/RES/338 sul riconoscimento dello Stato di Israele nell’auspicio di una reciprocità tra i due Stati.

Palestina: la storia di uno Stato dalla Nakba ai giorni nostri

In concomitanza, sul territorio palestinese scoppierà però la Prima Intifada dei palestinesi, con la fondazione di due movimenti di ideologie religiose fondamentaliste, la Jihad islamica palestinese (PIJ) e l’Harakat al-Muqawama al-Islamiyya (Movimento di Resistenza Islamica), altrimenti conosciuta come Hamas, una formazione a metà fra un movimento terrorista e un partito politico.

L’impostazione “due popoli due stati” proseguirà con la dichiarazione d’indipendenza dello Stato di Palestina, scritta dal poeta Mahmoud Darwish, e proclamata il 15 novembre 1988. La relativa ratifica avvenne con le risoluzioni A/43/827 e S/20278, a cui seguiranno tra il 1993 e il 1995 le dichiarazioni di Oslo I e II, sui principi di autodeterminazione dello Stato palestinese, e gli accordi israelo-palestinesi per la gestione della Cisgiordania e di Gaza. 

Sottoscritti dall’OLP a guida Fatah, questi accordi portano alla costituzione dell’Autorità Palestinese (AP) che entrerà ufficialmente nei territori palestinesi nel 1995, pur con un’autonomia limitata concessa da Israele in un’ottica di dipendenza coloniale evidente. Basti pensare, ad esempio, alla ratifica del pieno controllo israeliano sul commercio estero palestinese.

La Palestina nel nuovo millennio e la Seconda Intifada

Lo scenario palestinese imploderà tra il 2000 e il 2005 a partire da Gerusalemme con la Seconda Intifada, denominata l’Intifada di al-Aqṣā, ed il fallimento dei negoziati avviati con gli incontri di Camp David a cui si aggiunge nel 2004 la morte dell’ex presidente palestinese e storico leader dell’OLP Yasser Arafat.

In quel piccolissimo pezzetto di territorio, già prima della recente guerra, da quel periodo saranno condotte quattro operazioni militari violentissime negli anni 2008-2009, 2012, 2014 e 2021, durante le quali l’occupazione israeliana renderà quei posti un inferno.

Di Antonino Martorana

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