Cambogia-Thailandia, un conflitto dormiente che si è risvegliato

Cambogia-Thailandia, un conflitto dormiente che si è risvegliato

Cambogia e Thailandia hanno sempre avuto un rapporto confuso. Ma ora la divisione tra i due Stati ha raggiunto un punto critico.


Il confine tra Cambogia e Thailandia è stato per molti anni un punto di tensione tra i due Stati. Ma l’escalation di questi ultimi giorni ha puntato i riflettori su una zona che, sebbene in rapporto conflittuale, era rimasta sotto una forma di tacito accordo tra le due parti. Cosa è successo per far risvegliare questo conflitto apparentemente sopito?

Cambogia-Thailandia, le premesse storiche

La Cambogia in precedenza faceva parte della Thailandia, ma i francesi la conquistarono in guerra, da quello che allora era chiamato Siam. Francesi e thailandesi firmarono un trattato che stabiliva che il confine dovesse seguire una caratteristica geografica: lo spartiacque di una catena montuosa. Ma i francesi, nel tracciare il confine, si discostarono da quella posizione geografica in alcuni punti, in genere in corrispondenza di antichi siti di templi indù dell’Impero Khmer. La Thailandia non lo scoprì fino agli anni ’30, e si è poi ripetutamente rivolta alle corti internazionali per rivendicare la sua appartenenza al territorio thailandese in base al trattato.

Le corti si sono pronunciate ripetutamente contro la Thailandia, ma l’esercito thailandese ha occupato alcuni dei siti e si è rifiutato di accettare le sentenze delle corti internazionali. Dal 2008 al 2011 si sono sviluppati combattimenti per il confine conteso, con diverse decine di morti da entrambe le parti, e senza una soluzione. La Cambogia è uno stato monopartitico, precedentemente guidato dal dittatore Hun Sen, e ora dal figlio dopo il recente ritiro di Sen. La Thailandia è una democrazia fragile, dove l’esercito thailandese detiene un potere molto significativo e ha già rovesciato governi democratici in passato.

Le tensioni sono aumentate costantemente quest’anno. L’incidente scatenante sembra essere stato un video in cui soldati thailandesi impedivano ai turisti cambogiani di cantare il proprio inno nazionale in uno dei siti contesi all’inizio del 2025, ampiamente diffuso sui social media cambogiani. Da allora si sono verificate escalation di rappresaglie diplomatiche, economiche e, soprattutto, militari. Pochi mesi dopo, il 28 maggio, soldati cambogiani e thailandesi sono stati coinvolti in uno scontro a fuoco, in cui un soldato cambogiano è rimasto ucciso.

Il contatto diplomatico tra i due Stati

Il Primo Ministro thailandese ha quindi chiamato il leader cambogiano e, durante la chiamata, si è mostrato molto affettuoso nei confronti di Hun Sen, chiamandolo “zio” e criticando il personale dell’esercito thailandese. Sen ha poi diffuso la registrazione della chiamata, che ha innescato una crisi politica in Thailandia, con il rischio di impeachment del Primo Ministro. Poco dopo, diversi soldati thailandesi sono rimasti feriti dalle mine antiuomo durante un pattugliamento, uno dei quali ha perso anche una gamba. Inizialmente si pensava che si trattasse di residui di vari conflitti passati, ma i thailandesi hanno poi affermato che si trattava di mine russe di nuova fabbricazione, deliberatamente piazzate dai cambogiani.

Poi sono scoppiati scontri su vasta scala oltre confine. Entrambe le parti sostengono che sia stata l’altra a iniziare, ma, visti i fatti accaduti in seguito, è molto probabile che siano stati pianificati dalla Cambogia. L’artiglieria missilistica cambogiana ha bombardato insediamenti thailandesi, e la Thailandia ha condotto attacchi aerei in Cambogia. Il bilancio delle vittime tra i civili thailandesi è già superiore a quello del conflitto del 2008-2011. Hun Sen ha anche pubblicato (e rapidamente cancellato) foto sui social media che mostravano mappe operative della zona, rivelando inavvertitamente che l’accaduto era stato probabilmente pianificato dalla Cambogia. Non abbiamo informazioni sulle perdite da parte cambogiana.

Le motivazioni del risveglio drammatico del conflitto

Per quanto riguarda il motivo per cui la situazione si sia evoluta in modo così drammatico, è probabile che si tratti di un problema politico. Hun Sen sta cercando di trasferire il potere a suo figlio, che non gode dello stesso livello di sostegno popolare o istituzionale del padre. Ma una guerra e un’ondata di nazionalismo potrebbero rafforzare il suo governo. E dal lato thailandese, dopo l’incidente della telefonata, il governo civile è sostanzialmente impotente a resistere a ciò che i militari vogliono fare.

Infine, per quanto riguarda l’escalation, sappiamo che la Cina ha forti legami economici con entrambi, ma la Cambogia è storicamente uno Stato cliente cinese e i thailandesi sarebbero molto diffidenti nei confronti della mediazione di Pechino, mentre Washington è attualmente in tale tumulto che è improbabile che gli Stati Uniti possano fare molto in termini di mediazione. Il Presidente USA Donald Trump avrebbe però, in un intervento pubblico, minacciato rappresaglie di natura economica qualora il conflitto non dovesse raggiungere un rapido cessate il fuoco, come suo consueto modus operandi.

I moderati in Thailandia sono politicamente alle corde, e i sostenitori della linea dura dell’esercito thailandese, che potrebbero volere che la guerra continui per costruire il proprio potere politico, sono politicamente in ascesa. Ieri e stamattina circolavano voci secondo cui la Cambogia stesse pianificando di lanciare un grande assalto corazzato contro una delle aree contese, ma questo non sembra essersi concretizzato ancora.

Scopri di più da Eco Internazionale

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere

Scopri di più da Eco Internazionale

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere