Una settimana da Donald Trump, il ritorno alla Casa Bianca

Una settimana da Donald Trump, il ritorno alla Casa Bianca

Donald Trump, ritornato alla Casa Bianca, e tutte le sue promesse e dichiarazioni. Cosa succederà in questi anni di mandato?


Chiunque abbia seguito le elezioni americane sapeva già cosa Donald Trump avesse in serbo per l’America e il resto del mondo. E, in effetti, finora non ha deluso le aspettative, con movimenti ben chiari che, a suo dire, porteranno avanti “l’età d’oro dell’America”.

Tantissime le dichiarazioni, su tanti argomenti: guerre, rapporti con la Cina e la Russia, sanità, e tante parole di condanna per i suoi predecessori democratici, definiti direttamente «un gruppo di totali inetti», per citarne almeno una parte. Sicuramente una delle azioni più discusse, avvenuta durante le prime ore del suo mandato, è stata la sua scelta di perdonare tutti coloro che si sono trovati accusati dopo l’attacco a Capitol Hill del 6 Gennaio 2021: la grazia concessa a chi ha deciso di contestare l’elezione di Joe Biden ha suscitato molte perplessità, data la gravità dell’attacco riportato e il possibile coinvolgimento di Donald Trump stesso.

Molte le personalità di spicco presenti al giuramento del neopresidente: oltre alla premier italiana Giorgia Meloni e al presidente argentino Javier Milei, hanno presenziato anche Mark Zuckerberg e Jeff Bezos, segno che l’elezione americana è vista di buon occhio dalla sfera economica statunitense.

Non poteva mancare, ovviamente, Elon Musk, nodo ormai fondamentale della politica americana, in quanto anche ispiratore del “DOGE”, acronimo per “Department of Government Efficiency”, con assonanza a un meme di internet che Musk sembra conoscere bene e sfruttare parecchio, come dimostrato dalla moneta virtuale da lui creata e chiamata Dogecoin. L’appartenenza a questo dipartimento, nato dalle ceneri dell’US Digital Services, permette a Musk, ora praticamente parte integrante del governo, una sorveglianza su dipartimenti e dati di varia natura che non dovrebbe essere accessibile a qualcuno non ufficialmente nominato.

Nelle prime ore del suo mandato, Donald Trump ha anche costretto TikTok, il social di proprietà cinese, alla chiusura durata però solo alcune ore: sufficienti, tuttavia, a creare una forte incertezza sulle azioni del tycoon, e che ha portato molti a passare al social RedNote, almeno nel breve termine.

Avevamo già seguito alcune delle affermazioni di Donald Trump sulla politica estera, ora pienamente riconfermate: basti pensare all’idea di incontrare Putin per porre fine alla guerra con l’Ucraina, accusata ora di aver usato le armi fornite da Biden nell’ultima parte del suo mandato in maniera eccessiva. Rinnovato anche l’appoggio a Israele: anche se per ora la tensione sembra in calo con la restituzione dei primi ostaggi da parte di Hamas, rimane comunque ferma la posizione secondo cui un’eventuale violazione degli accordi porterebbe a una rinnovata offensiva verso il gruppo.

Approvata immediatamente anche l’uscita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, così come una revisione completa degli aiuti agli stati esteri. La politica di Donald Trump sembra voler mantenere la linea isolazionistica e autarchica già preventivata: a Davos, al World Economic Forum, il tycoon ha dichiarato apertamente anche un ritiro dalle politiche della green industry, definita «una truffa», e un ritorno al carbone, al gas e al petrolio, risorse che gli USA possiedono in grande quantità. Secondo le sue parole, il calo del prezzo del petrolio, oltre ad essere un deterrente per la guerra russo-ucraina, sarà anche un modo per l’America di raggiungere l’apice nelle criptovalute e nell’intelligenza artificiale.

Forte l’attacco anche alle minoranze, sia etniche che di genere: Donald Trump è stato chiaro nel suo netto rifiuto all’esistenza di più generi, affermando che esistono solo “maschi e femmine”. In risposta all’immigrazione, specialmente dal Messico, dal tycoon ritenuta una vera e propria “crisi nazionale”, ha addirittura manifestato l’intenzione di usare le truppe statunitensi come scudo, oltre a confermare la costruzione del famoso muro che dovrebbe dividere il Messico dagli USA, muro al quale il paese più povero dell’America del Nord non ha intenzione di contribuire in alcun modo.

Sempre restando nell’ambito di una politica estera piuttosto isolazionista, uno dei modi che Donald Trump e il suo entourage ha intenzione di attuare per ricreare la propria posizione all’apice sembra quello di dare addosso all’Unione Europea in tutte le maniere possibili: la minaccia sulla spesa pubblica della NATO, l’applicazione di dazi sulle merci non prodotte in America, e anche la discussione riaccesa sulla Groenlandia. Una telefonata agguerrita tra il presidente USA e il governo della Danimarca ha portato il tycoon a minacciare l’uso della forza contro l’isola, lasciando una forte tensione tra i due stati e a una affermazione da parte degli abitanti della Groenlandia secondo cui non vi è alcun interesse a diventare parte degli Stati Uniti.

Altro colpo alla politica europea viene questa volta da Elon Musk, che avrebbe partecipato a un raduno di AfD in Germania, affermando che ai tedeschi serve “superare i sensi di colpa sul passato”, una dichiarazione di una certa levatura considerata la storia tedesca. Il tipo di orientamento di Musk e di Trump, in effetti, ha trovato spesso forte appoggio da partiti di estrema destra in Europa, ma una simile ingerenza mal si sposa con una politica isolazionista, oltre a rivelarsi parecchio pesante e oggetto di tensione nei governi europei, con tutte le conseguenze del caso.

Scopri di più da Eco Internazionale

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere

Scopri di più da Eco Internazionale

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere